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Zuglio - Storia

Zuglio è antica cittadina romana. Sorse, su zone abitate dai Celti dopo che, con la fondazione di Aquileia, si cominciò a colonizzare queste regioni che allora erano esterne all’Italia.

In breve, intorno al 50 a.C., il vicus celtico divenne Forum Julium Carnicum una vera città a protezione dell’importante arteria stradale della Julia Augusta. Questa strada da Aquileia passava per Tricesimo, Gemona, Venzone, raggiungeva il castro giuliense, indi procedeva lungo la Valle del Bût, passava il valico di Monte Croce Carnico, raggiungendo la Valle del Gail denominata Valle Julia, ove si trovavano i centri romani di Tiburni, oggi Spittal, Aguntum, presso Lienz, indi Virunnum, denominata oggi Zollfeld nei pressi di Klagenfurt.

IL Norico assoggettato alle legioni romane era in diretta comunicazione con Julium Carnicum che, con l’andare del tempo, acquistò sempre maggiore importanza, divenendo colonia e poi, verso il 33 a.C. municipium.

Svolse la sua funzione di snodo per tutta l’epoca romana sino alla fine dell’impero. In questo periodo si può far risalire l’origine della pieve che fu matrice di tutta la Carnia. Il suo territorio andava dal M. Civetta in Cadore alle Alpi, a Gemona, sino a Spilimbergo, comprendendo quindi una buona parte del Cadore, la Carnia e il Tarvisiano. In età tardoromana Forum Julium Carnicum divenne sede vescovile alla fine del sec. IV con giurisdizione sul territorio del “municipium” romano.

Le fonti storiche ricordano alcuni nomi dei vescovi giuliesi presenti ai concili provinciali nei secoli V e VI, fra cui un certo Massenzio, presente al concilio di Grado nel 576 e a quello di Marano. In seguito alle incursioni Slave e Avare, Zuglio, quasi indifendibile fu abbandonata e distrutta. Il Vescovo riparò verso il Friuli finendo di trasferirsi a Cividale del Friuli capitale del ducato longobardo. Quando nel 737 il Patriarca Calisto decise di stabilirsi in Cividale del Friuli, il Vescovo di Zuglio Amatore dovette allontanarsi.

Nel frattempo, durante l’epoca longobarda l’importanza di Zuglio andò scemando per la chiusura della strada per il norico sino a decretarne il declino definitivo. In seguito, la diocesi giuliese scomparve e il territorio passò alle dirette dipendenze del Patriarca. Soppressa la sede episcopale, sorgerà poi la pieve di Zuglio.

Entrato nei possessi del Patriarca di Aquileia, Zuglio divenne capoquartiere del Quartiere di San Pietro in Zuglio, dipendente dalla gastaldia di Tolmezzo. Nel 1420 subentrò il governo veneziano che governò questi territori sino al 1797. La Carnia fu per Venezia importantissima e rigidamente tutelata e normata perché era tra le principali fornitrici del legname per il suo arsenale.

Con la caduta di Venezia a causa di Napoleone e dopo la parentesi austriaca, durante il governo francese del Regno d’Italia, con il decreto del 30 marzo 1806 venne inserito come comune del Cantone di Paluzza, Distretto di Tolmezzo, Dipartimento di Passariano. In seguito, dopo il 1815, con il governo austriaco, divenne comune di III classe del distretto di Paluzza, cioè governato da un convocato di possidenti che nominava una giunta. Nel 1819 fu istituito un consiglio comunale eletto dai possidenti (estimati).

Con l’unione del Friuli occidentale al Regno d’Italia nel 1866, continuò ad essere comune. Del suo territorio facevano parte anche le frazioni di Fielis, Formeaso e Sezza.

Nel 1915 viene istituito un asilo infantile per Zuglio e Formeaso, che finchè non verranno raccolti i fondi per una stabile sede, viene ospitato nei locali della latteria.

Panorama anni Cinquanta (ERPAC - Foto Tristano Venier)

Nel 1932 il comune viene soppresso e il territorio aggregato a quello di Arta.

Alla fine della guerra, nel 1946, con il ripristimo amministrativo, Zuglio ritorna comune autonomo.

 

 

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