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Storia di Pontebba

Il toponimo Pontebba, comune in provincia di Udine, è di oscura origine, forse preromana. Attività umane sono state riscontrate sin dal’età della pietra. Pontebba probabilmente sin dal II secolo d.C. era una dogana in cui vi stanziava una guarnigione, dato il transito delle merci tra il Norico e l’Italia. Ne è testimonianza una lapide funeraria detta “Severilla”, dissotterrata in un campo presso il paese nel 1789. Fu conservata a lungo nel Museo Civico di Udine e tornata dal 2011 nella Hall del municipio di Pontebba.

Infatti il territorio del comune di Pontebba era attraversato dall'importante via consolare Julia Augusta che da Aquileia si dirigeva verso Nord per Terzo, Tricesimo, Gemona, risaliva il Fella fino a Tarvisio e terminava a Virunum, denominata oggi Zollfeld nei pressi di Klagenfurt, che era il nodo stradale del Norico che conduceva poi a Carnunto (odierna Petronell-Carnuntum), tra Vienna e Bratislava, sul limes danubiano. Di questa strada rimangono scarsissimi resti nelle vicinanze di Coccau dove è ancora visibile il manto stradale con i tipici solchi carrai romani.

La prima menzione di Pontebba in nostro possesso risale al 1184, anche se il borgo di Pietratagliata viene già citato in un documento del 28 agosto (ma sembra più corretto il 25 luglio) 1001, emanato dall’imperatore Ottone III di Sassonia, in cui troviamo “Petra fictam” (di Prampero). Nel Medioevo Pontebba controllava il traffico di tutto il cosiddetto Canal del Ferro che fu luogo di transito economico-militare importantissimo.

Nel 1342 il Patriarca Bertrando concedeva l’istituzione della grande fiera della Madonna di Settembre. Avamposto del Patriarcato sin dal 1119, Pontebba acquistò una certa indipendenza soltanto nel 1420 allorché il potere politico dell’abbazia di Moggio fu soppiantato da Venezia.

Al tempo della Repubblica di Venezia (1420-1797) la Val Canale era divisa in due giurisdizioni, il cui confine era quello di Pontebba. Da una parte quella sottoposta al governo veneziano, mentre dall’altra quella su cui sovrintendevano i vescovi Bamberga, passata poi all'impero asburgico. Il confine era rappresentato dal Torrente Pontebbana. Nel 1442 un ponte venne rifatto dal muratore Giuseppe d’Incaroio, residente a Pontebba, a fronte di un compenso di 2000 ducati. Questo ponte comunque si trovava più a nord dell’attuale.

Sul confine dei due stati si trovava il passaggio rappresentato dal ponte di pietra sul torrente Pontebbana. Questo torrente rappresentava quindi un punto strategico e su di esso vennero costruite, come da altre parti, delle roste di pietra (dighe) per averne il controllo. Ancora oggi ci sono tracce di queste imponenti opere difensive fluviali.

Per questa sua posizione, Pontebba subì nei secoli assalti improvvisi e danni di ogni natura specialmente durante la guerra fra la Lega di Cambrai e Venezia.

Nel 1685 il Senato veneto decretava per Pontebba il diritto di fregiarsi del titolo di “Terra”. Con questo titolo fu inserita nel contesto amministrativo veneziano sino al 21 marzo 1797, quando vi giunsero le truppe napoleoniche e la saccheggiarono. Sembra che Napoleone però fece fucilare i comandanti responsabili di quest’atto. Dopo la parentesi austriaca, entrò nuovamente nei territori francesi. Il trattato del 16 aprile 1814 fece cedere ai francesi il Tarvisiano e il confine ritornò a Pontebba.

Tramontato il Regno Italico francese, Pontebba appartenne interamente all’impero austro-ungarico. Nell’Ottocento ebbe un notevole sviluppo. Nel 1836 venne completata la strada Pontebbana, che da Udine giungeva sino a Pontebba, per una lunghezza di 69 chilometri. Nel 1866, dopo la III guerra d’indipendenza, divenne il confine tra l’impero e il Regno d’Italia.

Nel 1879 fu completata la ferrovia Pontebbana, parte dell’ampio progetto Venezia-Vienna. Nell’agosto del 1885 Pontebba fu brevemente visitata da Giosuè Carducci. Nel 1893 venne fondata a Studena Alta la Colonia Alpina Friulana, meta di vacanze per tanti giovani udinesi.

La popolazione di Pontebba nel 1901 risultava di 3828 abitanti, quasi il triplo rispetto ad un secolo prima. L’abitato subì poi gli orrori delle due guerre del Novecento. Nella Prima Guerra Mondiale la popolazione dovette evacuare il paese, cercando rifugio in altri centri friulani. Dopo la rotta di Caporetto, nel resto d’Italia. Alla fine della Prima guerra mondiale, nel 1918, quasi completamente distrutta, entrava interamente a far parte del Regno d’Italia. Il confine veniva spostato a Tarvisio-Coccau.

Nel 1923, la parte italiana chiamata Pontebba e la parte austriaca, Pontafel divenuta Pontabba Nuova dopo il 1919, vennero accorpate in un unico comune. Nel 1924 venne inaugurato il nuovo palazzo comunale. Dal 20 settembre 1926 il limitrofo comune autono di Leopoldskirchen o San Leopoldo fu acquisito come borgo nel comune di Pontebba.

Negli anni Cinquanta del Novecento venne ricostruito il ponte di Pontebba in seguito al crollo del precedente. Successivamente la cittadina rimane un importante nodo ferroviario che svolge un ruolo di riferimento come punto di dogana per l’import-export di merci, funzione che verrà meno alla caduta delle frontiere nell’Unione Europea.

 

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