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Villesse (GO)

Villesse - Storia

Per quanto numerosi studiosi abbiano cercato la derivazione del toponimo Villesse, non si è riusciti a determinare una chiara origine. Potrebbe essere una derivazione da Villa (Frau). Incontriamo il toponimo “de Vilesso” in un documento del 1258 e “de Villessio” in uno del 1267.

Sicuramente i primi insediamenti presso Villesse sono di epoca romana, come confermato anche da una serie di scavi effettuati sul finire dell’Ottocento, nella zona vicina al Cimitero.

Questi riportarono alla luce dei pavimenti musivi e una serie di reperti che sono stati ricondotti all’epoca di Antonino Pio (II secolo). Purtroppo degli studi e dei rilievi degli scavi si sono perduti i documenti. Sicuramente per il livello dei mosaici pavimentali, qui doveva sorgere una grande villa romana. Purtroppo non fu possibile approfondire gli scavi.

In seguito, con le invasioni barbariche e l’arrivo dei Longobardi, qui probabilmente ci fu un insediamento di questi ultimi, considerando che la posizione di Villesse è strategica nel controllo dei guadi sull’Isonzo e sul Torre. Si pensa che a quest’epoca risalga la costruzione del primo nucleo della chiesa di San Michele.

In seguito, viene nominata più volte in documenti del 1060, 1075, 1083, quando apparteneva all’Abbazia di Rosazzo.

Come praticamente tutte le località della zona, Villesse fu coinvolta in tutte le vicende politiche che la videro passare dal Patriarcato di Aquileia, alla repubblica di Venezia. Nel 1507 fu data in feudo dall’arciduca Massimiliano d’Austria al milanese Baldinoni.

Con i territori circostanti nel 1508 fu oggetto della guerra dei Veneziani contro Massimiliano d’Austria e la lega di Cambrai, che però si concluse. Nel 1546 fu data in feudo alla famiglia della Torre e nel 1570 ci fu una visita apostolica da parte di Bartolomeo da Porcia.

Con la cosiddetta guerra“Guerra di Gradisca” (1615-1617) che vide fronteggiarsi i Veneziani e gli Asburgo, divenne possedimento dell’Impero austriaco, sotto il cui governo rimase ininterrottamente fino al Novecento. Fu data in feudo alla nobile famiglia goriziana dei Coronini nel 1633, ai quali subentrarono gli Eggemberg, conti di Gradisca, nel 1692. Altro fatto rilevante in questo periodo è costituito dalla visita apostolica di Carlo Attems nel 1759.

Coinvolta nelle vicende belliche della Prima Guerra Mondiale, nel 1918 si ricongiunse al Regno d’Italia.

 

 

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