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Udine - Monumento alla Resistenza

Al centro di piazzale XXVI Luglio 1866 di Udine si trova il Monumento alla Resistenza, realizzato su progetto degli arch. Gino Valle e Federico Marconi, con una scultura di Dino Basaldella.

La volontà di creare un monumento che ricordasse la resistenza al nazi-fascismo, di cui Udine è medaglia d’oro e capitale del Friuli resistente, emerse nell’ambito dell’amministrazione comunale già nel 1958, all’epoca del sindaco Giacomo Centazzo (1887-1960) che ne fu il promotore nel consiglio del 26 aprile.

Fu promosso un concorso nazionale e una commissione composta, tra gli altri, dall’architetto Francesco Tentori e dallo scultore Aurelio Mistruzzi, vagliò trentatre progetti, sino a scegliere il n. 17, quello di Valle e Marconi.

Tuttavia il percorso non fu così agevole e sulle modalità concrete della realizzazione scoppiarono delle polemiche che si trascinarono per più di cinque anni, quando il 21 dicembre 1963 il sindaco Bruno Cadetto decise risolutamente di portare a termine la costruzione. Fu solo nel 1969 che il Monumento alla Resistenza venne ultimato e inaugurato con una imponente cerimonia il 25 aprile di quell’anno, a cui partecipò anche il Presidente del Consiglio Mariano Rumor.

La grande struttura racchiude tante simbologie, rappresentate con varie forme geometriche, superfici ed altezze, tra cui un quadrato in cemento armato sopraelevato, un piano inferiore, un semicerchio, su cui scorre dell’acqua rappresentante una forra, simbolo della profondità del dolore. Una fontana interna vuole invece creare un ambiente meditativo attutendo i rumori del traffico circostante. Gli autori pensarono al progetto in armonia simbolica al vicino Tempio Ossario, progettato da Provino, padre di Gino Valle.

La scultura in ferro di Dino Basaldella è del 1969 e richiama i quattro elementi fondamentali: terra, aria, acqua, fuoco fondamentali: . Un epigrafe ricorda i 3.463 caduti e dispersi nella lotta di Liberazione e nei campi di sterminio, vittime tra i circa 10.000 deportati e i 17.124 partigiani combattenti garibaldini e osovani che, per 22 mesi lottarono in Friuli.

 

Le parole incise sono di Pietro Calamandrei:

Per i Caduti e Dispersi nella guerra di Liberazione in Friuli, 1969,

 “Quando io considero questo misterioso e meraviglioso moto di popolo questo volontario accorrere di gente umile

fino a quel giorno inerme e pacifica che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi

alla macchia di prendere il fucile di ritrovarsi per combattere conto il terrore mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili

ritmi della vita cosmica ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi come le gemme degli alberi che spuntano

lo stesso giorno come le rondini di un continente che lo stesso giorno si accorgono che e giunta l'ora di mettersi in viaggio.

Era giunta l'ora di resistere era giunta l'ora di essere uomini di morire da uomini, per vivere da uomini”

 

8 settembre 1943 - 25 aprile 1945

 

Bibliografia:

De Zorzi, Romano: Udine in Tasca, Udine, 1980.

Medeossi, Paolo: Messaggero Veneto del 27/03/2021.

 

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