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Storia di Udine: L’epoca Patriarcale nel XIII secolo

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~ Stemma duchi di Merania ~

Nel Natale del 1222 un terremoto lesionò la residenza patriarcale di Cividale. Il Patriarca di allora, Bertoldo di Andechs dei Duchi di Merania (1218-1251), si spostò a Udine. Bertoldo si trovò bene, anche per la centralità di quel castello rispetto alle terre del Patriarcato. Udine tuttavia era un modesto villaggio.

Il Patriarca si diede da fare per migliorare la città; onde richiamare nuovi abitanti, pensò al commercio ed istituì il 13 settembre 1223 un mercato settimanale in Mercatovecchio agevolando i residenti nelle gabelle. Fondò un consiglio dove facevano parte 12 nobili e 12 popolani, ottenne dalla Santa Sede di trasferire il capitolo di Sant'Odorico al Tagliamento a Udine ed i monaci iniziarono subito a costruire la chiesa di Sant'Odorico, dove attualmente sorge il Duomo.

Ampliò il Castello ed ospitò nel 1232 Federico II di Svezia suo amico e protettore con brillante corteo di prelati e signori germanici che animarono la città dove si trattennero per alcuni giorni.

Il Castello era difeso da una cerchia di mura lunghe 520 metri. Dall'attuale via Portanuova per via Mercatovecchio e via Manin c'era un largo e profondo fossato che si congiungeva in piazza I Maggio dove c'era un lago che serviva anch'esso da difesa.

Il 12 marzo 1248 il Patriarca Bertoldo dichiarò con diploma di aver fondato un nuovo mercato di Udine, concedendo l'esonero agli abitanti dentro il territorio del fossato e l'esenzione da varie gabelle a quelli che abitavano fuori. Il nuovo mercato si tenne in Mercatonuovo, l'attuale piazza Matteotti.

Quando Udine assunse il rango di residenza patriarcale, accanto alla torre di vedetta, che era posta sopra il colle, sorse il "mastio" e poi vi sorsero altre costruzioni. La torre ed il palazzo erano muniti di mura rinforzate da altre torri e, in alcune parti, la cinta era doppia con un fossato che si snodava da levante a tramontana.

La città s'ingrandiva e, sotto Gregorio di Montelongo, si costruì una nuova cerchia di mura, la seconda. Dopo il patriarca Gregorio da Montelongo la sede fu vacante per quasi cinque anni. Raimondo della Torre sali al seggio patriarcale (1273-1299) e giunse a Udine il 4 agosto 1274, come informa Jacopo Valvason Maniago nella sua Cronaca, con molti paggi, staffieri e 800 cavalli, si trattenne tredici giorni in Castello, poi passò a Cividale.

Ritornò a Udine il 24 novembre elargì notevoli privilegi e favorì gli abitanti tra il fossato primitivo e la nuova cinta del Montelongo. Investì di feudi di abitanza nelle adiacenze del castello alcune famiglie lombarde venute qui con lui e tenne parecchie convocazioni del Parlamento.

L'antica rocca benché riaccomodata mal si prestava per la sua piccolezza e rusticità di costruzione volle, senza demolirla costruire vicino un nuovo, edificio, decoroso e signorile, quale conveniva ad un principe.

Iniziarono i lavori che durarono fino al 1287 il patriarca stabili la sua abitazione in una casaturri che non era un'altra torre del Castello come alcuni storici credono ma, molto probabilmente nella casa donatagli dal nuovo Capitolo di S. Odorico nell'attuale via Mercerie tra Mercatovecchio e Mercatonuovo. Infatti, se si osserva al n. 5 di questa via c'è una casa più alta delle altre.

Dal 1287 in poi egli, quando fu a Udine, abitò nel Novo Patriarcali Palatio che diventò la sua dimora preferita e che fu anche chiamato Palatium Majus o grande. Delle molte parti del castello, risultavano, tra le altre, il "Palatium" o "Palatium Patriarchae vetus" che prima serviva da residenza all'Antistite, l’amministratore del Patriarca.

Vi era pure lo "Zardinus Patriarchae" e la chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica parrocchia della città. Già in epoca remota vi fu sistemato un orologio.

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Udine - Sigillo

Una terza cerchia di mura fu costruita da Raimondo della Torre, lunga 2130 metri. Questa cinta era protetta da un fossato pieno d'acqua ove scorreva la Roggia. Lo sviluppo di Udine, favorita dalle condizioni economiche e dalla sua posizione strategica, si inserisce nel più generale andamento demografico dell’Europa che continuerà fino alla famosa pandemia di peste nera del 1348. Si comprende quindi il continuo susseguirsi di allargamenti delle mura. A Udine giunsero tra l’altro molti forestieri tra cui esuli toscani che vi si stabilirono portando nuovi commerci;

Nel 1299 vi erano circa seimila abitanti, superando Cividale, capitale ufficiale del patriarcato. Anche a Udine, in seguito anche al grande fervore spirituale che attraversava l’Europa, sorsero chiese, monasteri e conventi. Oltre alla chiesa di Santa Maria in Castello e quella di San Odorico, nel 1260 s'iniziò la costruzione della chiesa di San Francesco, consacrata nel 1266 dal patriarca Gregorio da Montelongo benché non ancora ultimata. Nel 1285 sorse la chiesa di San Pietro Martire, con l'annesso convento dei Domenicani e nel 1294 il monastero di Santa Chiara, fatto costruire e donato da Ucelluto de' Uccellis. Era presente fuori le mura la chiesetta di San Gervasio, ove ora sorge la Basilica della Madonna delle Grazie.

Il Patriarca promosse la costruzione della quarta cerchia delle mura, con una lunghezza di 3875 metri, completata dopo la sua morte che avvenne il 23 febbraio 1299 a Udine per malattia. La sua salma fu sepolta nella Basilica di Aquileia. Intorno al suo nome dura ancora fama di splendore e di signorilità che nessuno dei suoi successori riuscì non a superare ma neanche ad eguagliare.

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