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Udine - Il Palazzo Comunale

Nel lato posteriore della Loggia del Lionello e ad essa collegato con una scala rifatta al posto di quella precedente del Sansovino, tra le vie Cavour e Rialto, si estende il maestoso Palazzo Comunale di Udine, chiamato anche Palazzo D’Aronco, perchè ideato e progettato dal grande architetto Raimondo D’Aronco.

Il Palazzo Comunale sostituisce un precedente edificio cinquecentesco e delle casupole abitate principalmente da artigiani. Già precedentemente, dietro la Loggia, il Comune possedeva un piccolo edificio detto “Cancelleria” che venne ampliata nel 1335 perché troppo piccola per contenere tutti i consiglieri.

Nel 1495 fu costruito un edificio e nel 1548 sorsero altre costruzioni. Si diede così inizio a quel palazzo che sorgeva fra la piazza e Via Cavour, detto “Palazzo degli Uffici”, che, con i suoi tre piani, aveva un aspetto estremamente severo.

Nell’Ottocento si avvertì la necessità di ampliare Via Cavour che era larga circa 5 metri e quindi di ampliare o rifare anche questo edificio.

 

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Demolizione degli uffici nel 1911

Le aperture al piano terreno vennero regolarizzate nel 1841 dall’ing. Luigi Duodo, si aprì allora un porticato tra Via Rialto e via Cavour. Altre riforme vennero eseguite su progetto dell’ing. Girolamo Puppati nel 1871, 1878, 1887.

Fu nel 1888 che Raimondo D’Aronco presentò il suo progetto per un nuovo edificio. Dopo una trafila di acquisti il Comune divenne proprietario dell’area delimitata dalle Vie Cavour, Lionello e Rialto. Dopo aver esaminato una serie di altri progetti accettò quello del D’Aronco.

Nel 1911 si incominciò a demolire alcuni edifici e il D’Aronco, il 5 marzo 1911 presentò il progetto definitivo che comprendeva tutto l’isolato.

La prima pietra della costruzione venne posta il 20 aprile dello stesso anno. I lavori proseguirono poi tra ritardi dovuti alla guerra, alla mancanza di fondi ed alla difficoltà del reperimento di alcuni materiali ma finalmente, fu terminato nel 1932.

Scettico si dimostrava anche il barbiere di Via Rialtò che continuamente spargeva pessimismo a piene mani e non mancava di tormentare il D’Aronco con critiche e punzecchiature. L’architetto lo ripagò ad opera finita con tagliente ironia: facendo scolpire rivolto alla sua bottega un bassorilievo in cui lo si vede bendato, con le orecchie d’asino ed al collo amuleti, cioè cieco, asino e che non credente nel lavoro.

Le decorazioni del Palazzo Comunale, che il grande architetto concepì come parte integrante del suo lavoro. sono opera di Aurelio Mistruzzi, autore delle diciassette statue di marmo alte più di due metri e mezzo: “un vero e proprio inno al liberty” (Damiani). Di Franco Valerio sono invece i bassorilievi ai lati dello scalone interno.

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Palazzo D'Aronco (Photolife - Udine)

Di Giovanni Miconi sono gli stucchi e del maestro Alberto Calligaris, l’artista del ferro battuto, le maestose cancellate. All’esterno, verso Piazza della Libertà, sulla sommità del lato sud, si trova la campana dell’Arengo, che tradizionalmente suona durante i Consigli comunali. L’Arengo era l’antico consiglio cittadino. Fu collocata sul palazzo comunale nel 1922 ma la sua storia è molto più antica.

Infatti è datata 1419 (anche se a suo tempo il Mistruzzi scrisse che la data poteva essere ingannevole) e riporta un'iscrizione che dice: "MCCCCXIX maistro grigori e maistro domenigo so fio me fecit mentem santam sponta". La campana era stata realizzata per la torre delle ore in piazza Libertà, per venire poi sostituita nel 1560 ed in seguito destinata, dal 1604, all’orologio delle vecchia Porta Gemona, posta in fondo a Via Vittorio Veneto.

Demolita anche questa nel 1829, tutti i materiali furono inviati per la costruzione del cimitero di San Vito e l’Arch. Presani, che dirigeva i lavori, ebbe cura di conservarla. Nel 2014 l’usura fece staccare il batacchio che precipitò al suolo in piazza. Venne pertanto restaurata e il 24 febbraio 2016 ricollocata al suo posto.

Ancora sul lato Sud troviamo il gruppo statuario della “Vittoria del lavoro”, sempre del Mistruzzi (1914).

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La "Vittoria del Lavoro di Aurelio Mistruzzi"

 

Il palazzo comunale, grandioso, fastoso e ricco di soluzioni geniali, curato nei minimi particolari è viva testimonianza della capacità inventiva di Raimondo D’Aronco, singolare rappresentante dello stile Liberty.

Tuttavia bisogna tenera anche conto che la prolungata durata della costruzione ha un po’ variato lo stile. Gli anni in cui venne terminato, gli anni Trenta, imposero ovviamente, vista la situazione politica, un rimando alle glorie di Roma antica, come mostrano alcune decorazioni.

 

 

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