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Udine - La Loggia del Lionello

La Loggia del Lionello sorge in Piazza Libertà. L’edificio rientra nella tradizione dei palazzi loggiati veneziani ed è forse il più insigne monumento della città. Nel 1441 Nicolò Savorgnan propose la costruzione di un palazzo pubblico dove si potesse tenere il Consiglio della città. La proposta fu approvata all’unanimità.

Si scelse il progetto del capodistriano Bartolomeo Costa Sbardilini più noto come Bartolomeo dalle Cisterne, genero di Giovanni da Udine e che poi divenne il “direttore dei lavori”. Questi aveva già costruito il Battistero del Duomo di Udine nel 1441 e aveva progettato e in parte realizzato il Duomo di Cividale del Friuli distrutto poi dal terremoto del 1448.

Sempre a Cividale aveva portato a termine il Ponte del Diavolo. Si reperirono i materiali ma dopo alcuni anni la costruzione ancora non procedeva. Anche perché il Comune rimandava l’acquisto di alcune casupole esistenti sul luogo in cui sarebbe sorta la loggia, per demolirle.

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La Loggia in una stampa

Si giunse così al il 20 maggio1448, quando si stabilì di accelerare i lavori e dare inizio alla costruzione dell’atrio. Alla riunione pubblica del Consiglio Comunale era presente tra gli altri anche l’orafo Nicolò Lionello che presentò un proprio progetto per la loggia.

Di Nicolò Lionello (1400 c. - 1462), si conoscono principalmente tre opere di grande oreficeria: la pace e l’ostensorio gotico conservati a Gemona del Friuli, la Pace di Santa Maria Maggiore a Trento. Il progetto del Lionello fu approvato con 23 consiglieri mentre gli altri 20 pretesero un sopralluogo.

L’edificio, dalle arcate in tipico gotico veneziano, ha le facciate in pietra bianca e rosa poste a fasce alternate, soluzione probabilmente suggerita da Bartolomeo Delle Cisterne. Nella facciata principale, decorata nel 1548, si apre una pentafora con balcone fiancheggiata da due trifore; nel lato sinistro una trifora e monofore, nel lato destro una magnifica pentafora e monofore.

Alla Loggia del Lionello lavorarono parecchi scalpellini o lapicidi per lo più dell'area lombarda tra cui: Lorenzo di Lugano, Elia di Bissone, Amicino da Como.

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Loggia del Lionello (Foto Francesco Bearzotti)

Nel 1612 furono aperte le arcate nella parte meridionale verso l’antica piazza del vino e le altre, identiche a quelle della facciata, nella parete mediana che attraversa il piano inferiore. In questa v’era l’affresco “Madonna col Bambino” del 1516 opera di Giovanni Antonio da Pordenone ora nell’atrio del Castello. Nel pianterreno si conservava, nel secolo scorso, anche parte di monumenti romani ora nel lapidario del Castello.

Il 19 febbraio 1876 un malaugurato incendio dovuto ad una fuga di gas illuminante, provocò alle sei pomeridiane uno scoppio e il conseguente incendio dell’edificio. Nonostante gli sforzi generosi della popolazione non fu possibile salvare niente e il palazzo fu completamente distrutto, rimasero solo le mura. L’opera di ricostruzione fu affidata, un mese dopo, all’arch. Andrea Scala che sostituì il semplice tetto a spioventi quattrocentesco con un altro di carattere neopalladiano, scelta seguita da feroci polemiche. Terminata la costruzione molte parti decorative furono rifatte sul disegno originale; alcuni capitelli quattrocenteschi originali si conservano sul colle e nel piazzale del Castello.

Nel lato sinistro della Loggia del Lionello, all’angolo esterno della Loggia, si trova la statua della “Patria del Friuli” del 1876 di Andrea Flaibani; all’angolo destro “Madonna col Bambino”, nella mano destra, e il “Castello di Udine” nella mano sinistra, opera di Bartolomeo Bon (1448) di origine bergamasca, pare su disegno dello stesso Lionello.

Nel bombardamento del 20 febbraio 1945 la statua rimase in parte mutilata da alcune schegge per cui lo scultore cividalese Pio Morandini fu incaricato di rifare nel 1954 il braccio destro della Madonna, la torretta svettante il castello e la testa del Bambino. Tra gli archi, quasi nascosta tra fronzoli gotici, la scritta “Utinum”, in alto stemmi di luogotenenti ed iscrizioni laudative, per lo più relative agli anni 1572-1574.

Sotto il loggiato, sulla parete di fondo, a sinistra del portale si conservano il busto del luogotenente Nicolò Mocenigo (1642) inserito in un’ancona, contornata da decorazioni monocrome di Enrico Miani. Sulla stessa parte sono presenti, a sinistra dell’ancona, due busti bronzei raffiguranti i generali Carlo Caneva e Antonio Baldissera eseguiti dallo scultore Alfonso Canciani (1927-28). A destra dell’ancona una lapide riporta la motivazione della medaglia d’oro al Valor Militare concessa con D.P. del 14 giugno 1947 al Friuli e per esso alla città di Udine.

A destra del portale, verso via Mercatovecchio, due dipinti corniciati in marmo, raffiguranti Madonna col Bambino (il Bambino regge un grappolo d’uva e dalla finestra si intravede un paesaggio con Udine) e tre angioletti musicanti, opera di Giuseppe Ghedina, affresco ispirato a quello del Pordenone che era posto nel medesimo luogo e che andò perso con l’incendio del 1876. ancora più a destra si trovano i busti marmorei di Benedetto Cairoli e di Quintino Sella, opera di Andrea Flaibani.

Appeso al soffitto si trova il termometro a spire bimetalliche di Arturo Malignani, mentre sotto, verso destra, l’elegante contenitore degli strumenti meteorologici in ferro battuto, opera di Alberto Calligaris.

Un portale costruito su disegno del Palladio porta al piano superiore della Loggia. Dopo alcuni scalini si trova una porta e una scala che conduce al piano superiore. La porta consente l’accesso alla cosiddetta “Sala Aiace” dell’adiacente Municipio, che prende il nome dalla statua del 1851 di Vincenzo Luccardi ispirata all’eroe mitologico.

Nel piano superiore si trova la rifatta sala detta del Consiglio Comunale, che un tempo era unica. Qui si trovano due grandi quadri di epoca veneta, commissionati per celebrare la potenza della Serenissima: una del 1574 nella quale sono raffigurati il Redentore che sostiene il globo, S. Rocco, S. Martino i luogotenenti e i deputati, opera del sanvitese Pomponio Amalteo; l’altra tela di soggetto analogo è del 1586: “Il Luogotenente che rende omaggio al Redentore” dell’udinese Francesco Floreani. Fino al 1909 era posta qui anche la grande tela (cm 284 x 908) Crocifissione e Santi di Andrea Bellunello (1476).

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