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Tolmezzo - Storia di Tolmezzo

Storia di Tolmezzo - Le Origini

Le origini di Tolmezzo, il cui toponimo è di origine oscura, probabilmente preromana, forse dalla base tul “confine o tol “terra”, risalgono all’epoca del Patriarca Gregorio di Montelongo, che il 15 settembre 1258, intuendo che la posizione favorevole nell’ampia vallata tra il Bût e il Tagliamento avrebbe favorito l’insediamento e la permanenza di stranieri nella località sistemata a cittadella, concesse il permesso di fabbricare sopra quelle terre. Inoltre egli costituì il mercato di “Tumez”.

Il Patriarca Raimondo della Torre elargì ulteriori favori e nel 1278 la costituì a comune poi, nel 1280, le assicurò notevoli sistemi difensivi. Il fiorire di Tolmezzo fece si che molti desiderassero abitarvi e quindi crebbe d’importanza.

Storia di Tolmezzo - Il Medioevo

Nel 1309 Tolmezzo fu occupata dal Vicedomino di Aquileia, poi nel 1313 fu presa dal conte di Gorizia il quale, nello stesso anno, per cautelarsi dai signori di Illegio e di Nonta, abbatté quei castelli. Nel contempo vari abitanti si erano arricchiti e cercavano di spadroneggiare a Tolmezzo ma furono tolti di mezzo nel 1343.

Nel 1351 il Patriarca Nicolò I di Lussemburgo migliorò la fortificazione e concesse alla Comunità per venti anni tutti gli utili che fin’allora riceveva il Patriarcato dalla zona. Gli diede uno Statuto e vi pose un gastaldo. Nel 1356 la dichiarò capitale della Carnia.

Tolmezzo migliorò le fortificazioni delle mura nel 1367. Nelle lotte con il Patriarca Filippo di Alençon la Comunità si schierò contro e nel 1386 il suo castello fu affidato alla custodia dei Capitani della Carnia. Anche nel 1392 si rinsaldarono le sue fortificazioni. Nel 1420 Tolmezzo e la Carnia, come tutto il Patriarcato, passarono sotto Venezia, conservando però i suoi privilegi.

Storia di Tolmezzo - Il Periodo Veneziano

Per merito di un intraprendente imprenditore, Jacopo Linussio (1691-1747) Tolmezzo assume anche un’importanza industriale perché nel 1725 questi impiantò un grande stabilimento tessile portato poi avanti dai successori che diede lavoro a moltissime persone e produsse pregevoli tessiture.

Il suo successo fu dovuto ad un sistema diffuso di telai presso le famiglie carniche, che garantiva una notevole produzione e forniva anche un reddito aggiuntivo alla popolazione.

Bella appariva Tolmezzo, con le sue mura, i baluardi e con intorno un fossato. Due erano le porte quella “di Sopra” (o Superiore) a tre aperture e quella “di Sotto”. Sul colle Picotta, in mezzo alla boscaglia, sorgeva la Torre Picotta. Da questa scendeva un saldo muro sino alla città.

Storia di Tolmezzo - L’Ottocento

Dopo la caduta di Venezia, anche Tolmezzo ebbe le due fasi di governo napoleonico. Nel 1815 ai francesi subentrarono gli austriaci

Verso il 1800 si abbatterono le torri, le mura e si coprì il fossato. Rimase solo la porta di Sotto che fu inglobata in costruzioni private e che oggi mette in comunicazione Via Giovanni da Tolmezzo con Piazza Umberto I. Nel 1866 venne ricongiunta all’Italia come tutto il Friuli Occidentale facente parte del regno Lombardo-Veneto.

Storia di Tolmezzo - Il Novecento

Verso il 1930 si decise di riparare la Torre Picotta trasformandola in belvedere. Fu però fatta saltare dai Tedeschi il 20 settembre 1944.

Tolmezzo annovera tra i cittadini illustri, oltre al già citato Linussio, l’archeologo Giuseppe Marchi (1795-1860) e lo storico Pio Paschini (1878-1962).

Oggi Tolmezzo sia commercialmente (bestiame, prodotti agricoli, legnami) che industrialmente (cartiera, aziende alimentari e del legno) è il principale centro economico della Carnia.

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