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Tarcento (UD)

Tarcento - Storia

Nel territorio di Tarcento, comune in provincia di Udine, si ebbero delle attività umane in epoca preistorica, come attestano alcuni ritrovamenti. Il nome deriva dal numerale latino “trecento” a indicare qualche cosa di simile ad un’estensione di trecento iugeri. Una presenza in epoca romana è quindi da supporre. Tarcento viene citata per la prima volta in alcuni documenti relativi a una donazione di suoi beni alla Prepositura di Berchtesgaden, da parte di Rodolfo di Tarcento, il 7 aprile 1126: “Rudulfus de loco Tarcento” (Frau).

Tarcento era infeudata alla sua famiglia, i Machland, proveniente da Perg, in Austria. Questi costruirono un castello: il Superiore o di S. Lorenzo. Nel 1219 ai Machland subentrarono i di Caporiacco, che ressero il feudo fino al 1281 quando, con l’estinzione del ramo di quella famiglia, fu infeudato ad Artico di Castello o Castel Porpeto.

Verso il 1314 venne costruito il castello Inferiore, detto poi di Coia. Questa evoluzione dei due castelli all’interno del feudo è diffuso in molti comuni limitrofi ed è dovuto allo spostamento verso il basso dei castelli, più vicini alle strade, dettato dalla maggior praticità e dal venir meno del pericolo di scorribande di invasori.

Nel 1352 le truppe patriarcali vennero inviate contro Tarcento, distruggendo i due castelli, per punire Gianfranco di Castello della sua partecipazione alla congiura che aveva assassinato il Patriarca Bertrando nel 1350. Gianfranco di Castello fu condannato a morte e decapitato. I due castelli furono ricostruiti verso l’anno 1384, favorendo però quello inferiore rispetto al superiore, che risultava già in sostanziale abbandono. I di Castello cambiarono poi il nome in Frangipane.

Nel 1420, con il governo veneziano, i Frangipane vennero confermati come feudatari di Tarcento. Amministrava il feudo un capitano nominato dalla famiglia feudataria. Esisteva comunque una vicinìa, un’assemblea dei capifamiglia, presente sicuramente dal 1356, che faceva fronte alle esigenze del paese, seguendo un regolamento autorizzato dai Frangipane e dai Veneziani. Nel 1432 ebbe un proprio statuto.

Incendiati i castelli durante la famosa rivolta contadina del Giovedì Grasso del 1511, furono definitivamente distrutti dal terribile terremoto che seguì di lì a poco e non fu più ricostruito. La famiglia Frangipane si spostò in diverse residenze all’interno del paese, in base alle necessità, non più dettate da esigenze militari.

Nel XVII secolo la vicinìa venne sostituita da un “Consiglio di Credenza”. Con la caduta della repubblica di Venezia e l’arrivo dei Francesi, Tarcento, secondo il decreto del 22 dicembre 1807, fu inclusa nel distretto di Udine, cantone di Gemona.

Gli Austriaci, in seguito, la riconfermarono capoluogo e sede del XXII distretto di Tarcento. Passato poi al XXI distretto di Tricesimo, divenne comune di II classe. Continuò ad essere la sede della Regia Pretura e della Regia Conservatoria delle Ipoteche..

Dopo il 1866, con il passaggio al Regno d’Italia, Tarcento, favorita dalle comunicazioni stradali e ferroviarie ebbe un certo sviluppo economico e culturale.

Assunse una notevole importanza logistica nella Prima Guerra Mondiale, per la sua posizione alle spalle del fronte, anche per il facile collegamento dettato dalla linea tramviaria Udine-Tarcento, percorsa dal cosiddetto Tram Bianco, inaugurato il 24 giugno 1915.

Divenne tra le due guerre una località con una certa vocazione turistica. Con il Regio decreto n. 674 del 15 marzo 1928, furono aggregate le frazioni di Ciseriis e Segnacco.

 

 

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