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Reana del Rojale (UD)

Storia di Reana del Rojale

Il nome di Reana del Rojale deriva in entrambe i due elementi dal friulano ròje “canale d’acqua corrente” (a sua volta dal latino arrugia) la prima parte con il suffisso -anu la seconda che è più recente (Regio Decreto N. 3893 del 1867) attraverso il suffisso di -alis.

La tradizione la vuole fondata dal gotico re Ana, più concretamente, in seguito alle ricerche eseguite sul territorio comunale, si sono avuti dei ritrovamenti indicano come qui ci fosse una stazione neolitica risalente a c. 9000 anni a.C.

La popolazione era di stirpe illirico-veneta e probabilmente, data l’esistenza di un antico bacino lacustre abitava su palafitte. Questo abitato fu abbandonato con l’arrivo dei Romani. Nella strada Bariglaria che attraversa il comune viene individuata la via Julia Augusta strada che da Aquileia portava a Tricesimo e in Carnia.

Tra il X e il XII secolo in questo territorio furono incanalate le acque del Torre per creare le rogge che abbeveravano l’alta pianura friulana e la città di Udine, quelle conosciute oggi come Roggia di Udine e Roggia di Palma. La Roggia Cividina si staccava invece dall’argine sinistro del Torre. Un documento del 4 maggio 1171, firmato dal Patriarca Vodolrico II concede a Cussignacco e Pradamano l’uso della roggia “que per Villam nostram de Utino fluit”.

Le rogge furono a lungo un elemento strategico ed interromperne il flusso significava mettere Udine in seria difficoltàm privando la città e tutto il territorio attraversato dal corso d’acqua sia della risorsa idrica che della forza meccanica che faceva funzionare mulini e battiferri. Come accadde nel settembre del 1332, quando gli udinesi presero prigioniero Nicolò di Castello. Il conte Bartolomeo di Veglia con una moltitudine di croati e sette mila cavalieri giunse a Reana per deviare il corso delle roggie e prendere la città. Ma Nicolò fu liberato e Bartolomeo si ritirò.

Nel 1420 il Friuli patriarcale entra a far parte della repubblica di Venezia. Anche dal nuovo governo, l’impegno per mantenere in efficienza le rogge era considerato importante e piuttosto gravoso, tanto che nel 1455 il Doge Francesco Foscari concede l’esenzione da alcune tasse alle ville del Rojale: Grandins, Qualso, Vergnacco, Zompitta, Savorgnano, Valle, Cortale. Esteso nel 1520 anche a Rizzolo e a Reana. Nel 1647 il territorio di Reana viene dato in feudo alla famiglia Caiselli, diventandone conti.

Nel 1797 ci fu la caduta di Venezia e l’arrivo dei Francesi e quindi degli Austriaci. Con la pace di Presburgo del 1805 ritornano i Francesi e i territori ex veneziani diventano parte del regno Italico. Anche i Francesi reputano importanti le rogge: nel 1806 nasce il consorzio Roggia Cividina e nel 1809 il Consorzio del Rojale. Verranno però abolite le esenzioni di epoca veneziana.

Nel 1866, con la terza guerra d’Indipendenza Reana entra a far parte del Regno d’Italia, come tutto il Friuli occidentale. Nel 1867 tutti i paesi del territorio furono unti in un solo comune, con capoluogo Reana del Rojale.

Nel 1926 ci furono grandi lavori per la posa delle tubature in ghisa da Zompitta a Reana, relative all’acquedotto di Udine.

Anche Reana del Rojale ebbe ad assistere ad alcuni eventi tragici legati al periodo della II Guerra Mondiale. Il 15 agosto del 1944 i tedeschi, uniti ai fascisti, operarono un rastrellamento nel paese e più di duecento uomini sono prelevati e portati in una caserma di Udine. Due giorni dopo, in un attentato vengono uccisi un tenente e un brigadiere della finanza. Il 12 ottobre 1944 giungono in paese circa cinquecento profughi provenienti dalla zona di Nimis, Attimis e Faedis. Giungono in paese anche i Cosacchi, che dal novembre dello stesso anno si renderanno protagonisti di varie prepotenze nei confronti della popolazione, che presenta numerose lamentele. Questo atteggiamento cosacco culminerà il 30 gennaio 1945 nell’uccisione di un operaio.

Finita la guerra si svolgono a Reana del Rojale nel marzo del 1946 le elezioni amministrative che vedono la vittoria della Democrazia Cristiana. Nel dopoguerra il paese ritrova la serenità e lo sviluppo economico in diversi ambiti.

 

 

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