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Pordenone - Il basso impero e l'alto medioevo

Il Noncello è un fiume la cui storia può essere ricostruita anche prima della documentata nascita di Pordenone. La sua parte alta ha la tendenza acolmarsi e, senza opportune opere di scavo, i porti vengono sommersi, come accadde per esempio a Torre e come accadde anche a Pordenone. Qui, documenti ci informano che negli ultimi anni del dominio Veneziano, le barche, che anni addietro partivano dal cento cittadino, si dovevano fermare a due chilometri dalla città.

Quando le strade romane erano ormai diventate impraticabili o insicure, per il crollo del vecchio sistema politico-economico, il commercio si svolgeva quasi esclusivamente per acque interne.

Secondo i “Commentari di Aquileia” di Giovanni Candido pubblicati a Venezia nel 1544, il nome di Pordenone appare nel 452. Egli riporta una leggenda secondo cui un condottiero romano di nome Naone arrivò da Aquileia, tracciò un solco e fonda la città.

Molti anni dopo, si ritiene, che il luogo sia divenuto possesso di Enrico I di Baviera per donazione fattagli dal fratello Ottone I imperatore di Germania (952). Per secoli, la parte storicamente più importante di Pordenone fu rappresentata dal Castello, posto su una breve altura sulle destra del fiume, mentre col passare degli anni si sviluppò l’abitato, che venne poi protetto dalle mura.

L’imperatore Enrico II il Santo (Bad Abbach o Hildesheim, 6 maggio 973 o 978 – Grona, 13 luglio 1024), ultimo della dinastia degli Ottoni, intraprese poi un piano ben prestabilito, che era quello di mettere dei tedeschi a capo dei vescovadi dell’Alta Italia.

L'imperatore Enrico II

Da qui la scelta di Poppone di Baviera (1019),  figlio di Ozzi, come Patriarca di Aquileia, mentre suo fratello Ozzi II fu chiamato conte di Cordenòns e i suoi discendenti conti di Naun (Pordenone).

 

 

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