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Storia di Ruda

Il toponimo Ruda, comune in provincia di Udine, potrebbe derivare dal latino Rota con allusione a qualche ruota di mulino, oppure essere di origine germanica se non addirittura longobarda: “riuda”, o anche dallo sloveno “rodu” che significa campagna. La ritroviamo poi come Rudia o Reuda nei documenti medievali.

Si presume che il paese sia stato fondato dai Longobardi nel VII o VIII secolo e venne devastata dagli Ungari nelle loro scorrerie in Friuli del X secolo. Fu quindi ricostruita dai Cavalieri Crociati di S. Giovanni, che nelle vicinanze avevano eretto una “Commenda”, cioè una specie di ospizio o ospedale con annessa una chiesa dedicata a S. Nicolò. L’abitato sorto presso la strada che conduceva al guado del Torre prese il nome di S. Nicolò di Levata.

I Cavalieri, oltre che dare ospitalità ai pellegrini diretti in oriente, insegnarono ai coloni, che erano scesi dalle montagne, a coltivare i campi, a disboscare, a prosciugare le paludi, a gettare ponti. Infatti per riconoscenza nello stemma del comune campeggia la croce dei Cavalieri. Si ricorda anche che nel Duecento tra l’Isonzo e il Livenza vi era una grande foresta tagliata da due o tre strade costruite dai Romani che collegavano Aquileia con l’oriente e l’occidente.

Una di queste era la Pedrata (Petrata o Silicata), che fu affidata dal Patriarca ai Cavalieri di S. Giovanni con l’incarico di mantenerla praticabile e di difenderla dai predoni che infestavano la zona. Il documento più antico che cita Ruda risale al 1249, redatto dal Patriarca Bertoldo di Andechs, che descrive la zona come inabitata e deserta, infestata da briganti che rapinavano i pellegrini diretti in Terrasanta.

Ruda segui poi le vicende del Patriarcato, conquistato dalla Repubblica di Venezia. Quando nel 1797 Napoleone conquistò la Serenissima, in seguito agli accordi di pace, subentrò il governo austriaco. Dopo il 1866, quando il Friuli occidentale si riunì al regno d’Italia, con il Friuli orientale rimase nei territori austriaci.

Allo scoppio della I Guerra Mondiale, Ruda si ritrovava sul confine, presso il fronte. All’ingresso dell’Italia in guerra i territori a destra dell’Isonzo vennero subito conquistati e così Ruda, ritrovandosi tra la IV e la V linea difensiva italiana. Nel castello di Saciletto venne posta la sede del Tribunale Militare. Le sentenze di fucilazione venivano eseguite dietro il cimitero di Alture.

Ricongiunta all’Italia nel 1918, nel 1923, dopo la soppressione dell’organizzazione amministrativa austriaca, Ruda entrò a far parte della Provincia di Udine che divenne Provincia del Friuli. Negli anni Trenta viene fondata ufficialmente l’importante realtà corale del Polifonico di Ruda che negli anni seguenti si afferma a livello internazionale.

 

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Altre schede:

Prima Guerra Mondiale: La linea difensiva Torre-Isonzo

 

 

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