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Storia di Resiutta

La derivazione del nome di Resiutta, comune in provincia di Udine, è la medesima di Resia, il nome della valle al cui imbocco è posto il paese. Sembra derivare dal latino resecare con diminutivo in -uttu che vuol dire “sega”, mentre altri propongono una radice tedesco-antica che significa “canalone lungo il quale vengono fatti discendere i tronchi in montagna”.

In età romana Resiutta era una stazione doganale dell’importante via consolare Julia Augusta che da Aquileia si dirigeva verso Nord per Terzo, Tricesimo, Gemona, risaliva il Fella fino a Tarvisio, e terminava a Virunum, denominata oggi Zollfeld nei pressi di Klagenfurt, che era il nodo stradale per il Norico.

Di questa strada rimangono scarsissimi resti nelle vicinanze di Coccau dove è ancora visibile il manto stradale con i passi carrai. La strada era importantissima per due ragioni. La prima in quanto collegava Aquileia al limes danubiano, che era il punto di contatto con il mondo germanico e per questo assai delicato. La seconda perché collegava una regione ricca di centri minerari. A Resiutta sono stati recuperati vari materiali romani come: monete in bronzo, urne cinerarie, lucerne e due epigrafi.

Anticamente la zona fu soggetta all’Abbazia di S. Gallo di Moggio fino al 1746, quando fu staccata da questa e costituita in parrocchia. Una chiesa eretta nel luogo, retta dai benedettini, viene menzionata già nel 1119. Sin dal tempo dei Romani si era provveduto ad assicurare la salute dei viaggiatori in cammino tra queste montagne. Fu così che si provvide in epoca medievale alla costruzione di un ampio locale nella corte ora detta dei Borsis, nel centro del paese: l’Hospitale Omnium Sanctorum.

Risale al 1322 la più antica menzione di Resiutta, relativa al ponte sul Resia, la cui manutenzione spettava per giurisdizione all’Abbazia di Moggio. Fu nel 1748 che se ne fece carico direttaemente la repubblica di Venezia, come ricorda una lapide con inscrizione incastrata nella roccia sulla sinistra del Resia, in cui compare il Leone di S. Marco con ai lati gli stemmi dei provveditori Venier e Pesaro. Il ponte venne poi demolito nel 1856 e sostituito dall’attuale.

Nel 1478 transitarono i Turchi nel corso di una loro scorribanda. Si scontrarono presso Pontebba, in località Lancia, con le milizie locali. Si narra che i morti turchi vennero inumati presso un fondo montuoso alla sinistra del torrente Resia, in località Plagne, in piedi e con la faccia rivolta ad est.

Con l’arrivo delle truppe francesi, nel regno italico di Napoleone divenne dal 1807 capoluogo di cantone del Distretto di Tolmezzo, Dipartimento di Passariano. Con l’istituzione del regno Lombardo Veneto austriaco, fu inserita nel distretto di Moggio come comune di III classe.

Nel 1844, alcuni imprenditori carinziani, incoraggiati dalle ottime acque del torrente Resia, impiantarono a Resiutta delle fabbriche di birra. Tra questi Francesco Dormisch, la cui fabbrica venne poi trasferita a Udine nel 1891, con notevole fortuna. Fu scavata una galleria per la refrigerazione della birra, che è stata recentemente restaurata.

Il comune entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1866 con il Friuli occidentale e i territori sino al confine di Pontebba.

Nella seconda metà dell’Ottocento iniziò presso la miniera del Rio Resartico l’estrazione di scisti bituminosi, minerale che tramite una teleferica veniva poi portato presso un edificio in cui si provvedeva alla lavorazione per l’estrazione di oli minerali e gas ad uso combustibile o per la produzione di ittiolo, ad uso medico. L’attività estrattiva proseguirà sino a metà Novecento.

 

 

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