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Povoletto - Il Castello della Motta

Lungo il Fiume Torre, a nord dell'abitato di Savorgnano al Torre, si eleva il colle della Motta su cui in antico sorgeva un castello di cui oggi se vedono dei resti, nella zona di sud-ovest del rilievo, alla confluenza dei torrente Torre e dello scarno Rio Motta, raggiungibile tramite uno stretto sentiero.

Questo storico Castello era tra i più antichi del Friuli. Si ha notizia già nel 922 di un Castello infeudato al prete di Aquileia Pietro.

In seguito, il maniero passò alla schiatta dei Savorgnan, famiglia che figurava fra le prime in Friuli e che possedeva sia nel castello che in vari settori della città di Udine varie proprietà. Il patriarca Gregorio da Montelongo nel 1265 tolse a Rodolfo Savorgnan il castello perché si era rifiutato di sostenerlo contro Il conte di Gorizia. Per essere liberato dal carcere dove era stato gettato, egli dovette sottomettersi al Montelongo: in seguito il Castello venne rinforzato e provvisto di salde torri.

Nelle successive lotte contro i Goriziani i Savorgan dovettero cedere il castello ma poi per interposizione del patriarca Marquado di Randek, lo riebbero. In seguito il Castello venne preso dai Carraresi; Udine però decise di riacquistarlo per darlo a Federico di Savorgnan. Di tale faccenda si preoccuparono pure la Repubblica di Venezia e Il patriarca Giovanni V di Moravia, per cui Il maniero poté finalmente ritornare in mano degli antichi feudatari conto l'esborso di 2000 ducati (1389). I membri della famiglia Savorgnan furono fra i più attivi e turbolenti nelle vicissitudini guerresche del Friuli, riuscendo così ad assicurarsi settanta villaggi, molti castelli, una contea e un marchesato.

Ottennero Il titolo di conti Palatini e del Sacro Romano Impero, vestirono l'abito di Malta, sedettero nel Parlamento Friulano. Il castello fui distrutto durante le lotte tra Udine e Venezia nel 1413 e la giurisdizione del feudo fu portata a Udine in Via Savorgnana. La struttura era fortificata, e costruita sopra un ampio terrazzo artificiale, in origine circondato da un fossato. La parte più antica è costituita dai resti murari della torre mastio quadrata. Addossata alla torre vi era la domus residenziale risalente al Trecento.

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