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San Giorgio di Nogaro - Chiesa della Madonna Addolorata

La chiesa della Madonna Addolorata, si trova a San Giorgio di Nogaro, comune in provincia di Udine. Era la vecchia parrocchiale, già dedicata a San Giorgio, chiamata infatti ancora oggi "chiesa vecchia". Le fasi della sua edificazione e modifiche architettoniche sono numerose.

Degli scavi iniziati nel giugno 1988 si proponevano di dare conferma alle ipotesi che volevano la chiesa edificata nel XV secolo e poi demolita e rifatta nel XVIII. Invece le ricerche hanno ritrovato i resti di una chiesa medievale e di un edificio a pavimentazione musiva di epoca paleocristiana (IV sec.), resti forse di una basilica, che ebbe anche una fase altomedievale. Si sono conservati l'abside semicircolare (cinque metri di diametro circa), una parte del muro dell'aula ed un frammento di mosaico. I materiali e l’orientamento dell’abside e del mosaico sono comuni ad altri edifici coevi. Anche il tema del mosaico e l’utilizzo delle tessere policrome è tipico dell’epoca e della zona.

La parte del muro è invece antecedente, forse facente parte di un edificio privato preesistente che venne poi modificato per gli usi del culto. Potrebbe anche trattarsi però di una chiesa precedente. La chieda primitiva potrebbe essere stata devastata dagli Unni. Anche le numerose scorrerie ungare del X secolo potrebbero aver ulteriormente danneggiato l’edificio.

Scarsissimi sono anche gli elementi per inquadrare correttamente la fase altomedievale della chiesa, la misura in cui fu modificata e l’utilizzo. Particolari i materiali utilizzati, rappresentati da resti di edifici romani, tra cui i mattoni che furono sicuramente già di un arco.

Il rifiorire economico della zona, dovuto all’impulso dato dal rinnovamento dei Aquileia, porterà nei secoli successivi ad un accrescimento della comunità sangiorgina, che porterà all’esigenza dell’edificazione di una nuova chiesa: la terza. La storia di questa è caratterizzata da due fasi: la prima quella in cui si presentava con un’abside poligonale orientata sempre ad oriente e pavimento in mattoni. La seconda successiva ad un ampliamento laterale e rimaneggiamento della struttura che propone un orientamento capovolto. Anche la pavimentazione è rifatta in mattoni gialli e rossi.

Sappiamo che era intonacata con colore. La famiglia Novelli, fatta nobile sotto la dominazione Austriaca, fece costruire presso questa chiesa una tomba a camera nel 1671. Abbiamo delle testimonianze di questa chiesa da parte di Bartolomeo di Porcia, che il 20 marzo 1570 la visita con il teologo Bernardo e fa una relazione sul suo stato. Ci dice che era ben conservata, con il cimitero recintato e ben coperta. Mancano finestre con i vetri. Sono presenti tre altari dedicati a S. Bartolomeo, S. Elisabetta con una statua lignea della Madonna, e il Maggiore, posto nel presbiterio in cui era infisso un bel crocefisso in legno e sull’altare c’era una pala lignea scolpita e dorata, presso cui si trovava il tabernacolo..

Questa chiesa venne demolita nella metà del XVIII secolo per costruire la chiesa attuale, la quarta. Venne progettata dall’ingegnere Simon Malisan, ad una navata. I lavori cominciarono nel 1760 e terminarono nel 1798, come testimoniano alcune scritte sulle travi: "Fu fatto il coperto l'anno 1769 e il soffitto fu fatto l'anno 1770 in maggio. Fu il sottocapo m° Carlo et suo fratello Gerolamo Parcinei di Lavariano. Fu il capo m° Primo Malisan di Palmada". Questa trave è custodita presso la ditta Sguassero.

Nel 1835, in seguito all’accresciuta importanza, nella chiesa della Madonnna dell'Addolorata venne trasferita la sede della forania di Porpetto, che tuttavia mantenne il nome per rispetto ai conti Frangipane che avevano là le loro origini.

La facciata della chiesa attuale presenta un portale sormontato da un gruppo scultoreo con S. Giorgio e il drago. Conserva all’interno quattro altari minori: dedicati, rispettivamente, alla Madonna Addolorata, a San Giuseppe, a Sant'Antonio e alla Santa Croce. L’altare maggiore da una chiesa veneziana, con ai lati le statue di S. Michele Arcangelo e S. Giacomo. Le tele alle pareti sono del XVI-XVII secolo, provenienti da botteghe veneziane.

Interessante la tela "Venezia in trono e la Giustizia che fuga i Vizi" di Pietro Malombra (1556-1618). Giuseppe Bergamini informa che quest’opera dal forte chiaro-scuro, che ha subito nello stile l’influsso del Tintoretto, si trovava originariamente nel Palazzo Ducale a Venezia, nell’ufficio dei "Signori di notte del Criminale" e giunse a San Giorgio nel 1885.

Abbiamo poi: il "Miracolo di una partoriente in riva al mare" di Alessandro Varotari detto, il Padovanino (1588-1648): una grande tela che misura ben cm. 490 X 636, giunta a San Giorgio nel 1887, proveniente dalla soppressa chiesa veneziana di Santa Maria Maggiore. Altra opera è "S. Bernardo e Sancha di Spagna" di Pietro Muttoni detto il Vecchia, del 1640 circa.

Le due prime tele giunte a San Giorgio furono restaurate da Domenico Fabbris di Osoppo al quale venne affidata anche la dipintura della volta, in cui venne raffigurata la Salus Infirmorum (1890). Nel 1942 l’affresco è caduto ed è stato ridipinto poco dopo da Silvio Pavon.

Inoltre, all'interno della chiesa della Madonna dell'Addolorata, troviamo all’interno "il Trionfo di S. Giorgio" di Valentino Marani da Chiarisacco (comune di San Giorgio): tela ambiziosa ma dal modesto risultato, risalente al 1838. Ancora, una pala con la Morte si San Giuseppe del 1851 di Antonio Fantini.

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

Bibliografia

- Bergamini, Giuseppe; Guida artistica del Friuli Venezia Giulia; 1999; Ass. fra le Pro Loco del Friuli V. G., Passariano (UD).
- De Zorzi, Romano; Friuli Venezia Giulia in tasca; 1993; A.F.A. Pubblicità, Udine
- Iacuzzo, Michela e Zanon, Marco; Un contributo per la nostra storia dallo scavo archeologico nella chiesa di San Giorgio Martire. Ad Undecimum; 1988; San Giorgio di Nogaro.

 

 

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