Cerca nel sito

 

Nimis (UD)

Nimis - Storia

Il toponimo Nimis, secondo una diffusa dottrina, sarebbe di origine preromana, derivante dalla radice -nem -nema, che conduce al nemeton di origine gallica, col senso di bosco sacro (Friedrich Schürr, 1930). Roberto Gusmani propone anche un’origine paleoslava, dalla parola němĭcĭ che significa “tedesco”, variato poi in niémac, da cui nemas.

Nonostante il toponimo sia molto antico, le origini dell’abitato sono però romane. Qui vi era un “Castrum Nemas”, che viene citato già da Paolo Diacono, rivelandoci così l’attività in epoca longobarda, il quale afferma che fu fortificato dal duca longobardo Gisulfo (sec. VII), risultando quindi uno dei castelli documentati più antichi del Friuli. In questa località, nel 666 fu sconfitto Arnefrido, figlio di Lupo, che alla testa di milizie slave provenienti dalla Carnatania, tentava di riconquistare il trono paterno.

Il toponimo Nemas viene citato ancora verso il Mille, mentre i seguito troviamo cominciamo a trovare variazioni: rodopertus de nimes (1170), erluinus de nimecz (1210), harluinus de nemis (1234), plebs de nimis (1247), in nimiso (1254), homines de nimis (1270), in villis de nimis (1275), in nimis (1300) (Gusmani).

Il castello di Nimis avrebbe avuto forma di trapezio con due lati di 25 m, uno di 12 m e uno di 8 m. Pare sia stato distrutto all’epoca del patriarca Bertoldo di Andechs (1218-1251). Un castello era presente anche in località Cergneu, del quale abbiamo notizia nel 1371, quando il patriarca Marquardo di Randek lo conferma come feudo a Francesco di Cergneu, che fu abitato sino al terremoto del 1511.

Già nelle prima metà del Cinquecento le sue vestigia erano quasi completamente sparite. Il paese comunque era dotato di uno statuto proprio già nel 1375 e poi di nuovo dal 1456 al 1797. La giurisdizione fu dei conti di Nimis sino alla loro estinzione (sec. XVI), successivamente passò alla gastaldia di Tricesimo dei conti Antonini dal 1648 al 1750 ed infine dei conti Zanchi-Locatelli di Bergamo.

A Nimis aveva sede la Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, una delle pievi più antiche del Friuli, come riporta Paolo Diacono. Tuttavia la pieve viene citata per la prima volta solo nell’elenco di tassazione del patriarca Bertoldo di Merania, datata 1247. La sua giurisdizione era molto ampia.

Per molti secoli Nimis svolse il ruolo di centro missionario per le genti di lingua friulana e per quelle di lingua slava. Sino al Cinquecento la cura delle anime veniva affidata, come si legge nei documenti, a due vicari: ”uno schiavo a S. Gervasio e l’altro italiano a S. Stefano”. Sembra infatti che il titolo primitivo della pieve sia stato dedicato a Santo Stefano.

Con la caduta della Repubblica di Venezia per l’arrivo dei francesi nel 1797, decaddero i titoli nobiliari e l’ordinamento feudale. Dopo la parentesi austriaca che fermò la riforma, al ritorno dei francesi, nel 1806 si attuò una riforma amministrativa. Nimis divenne comune facente parte del Cantone di Faedis del distretto IV di Cividale, all’interno del dipartimento di Passariano.

Dopo la definitiva sconfitta di Napoleone nel 1814 e la costituzione dalla provincia del Friuli all’interno del Lombardo-Veneto nel 1815. Il comune di Nimis entrò a far parte del XIV distretto di Fedis. Nel 1866, con tutto il Friuli occidentale, entrò a far parte del Regno d’Italia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il paese di Nimis fu duramente provato dalle rappresaglie tedesche che portarono all’eccidio di Torlano nell’agosto del 1944 e all’incendio del paese alla fine di Settembre del 1944.

Alle fine della guerra fu ricostruito rispettando l’identità delle varie borgate. Fu danneggiato anche nel terremoto del 1976 e nuovamente ricostruito.

Nimis oggi è un importante centro di produzione vinicola di alta qualità, nel cui territorio si trova la zona del famoso D.O.C.G. Ramandolo.

 

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia di AFIP P.I. 02319940306 - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project