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Nimis (UD)

Nimis - Storia

Il toponimo Nimis è di origine preromana, derivante dalla radice  -nem -nema, col senso di “recinto, bosco sacro”. Le origini del paese sono comunque romane. Il Castrum Nemas” viene citato già da Paolo Diacono, il quale afferma che fu fortificato dal duca longobardo Gisulfo (sec. VII), ed è uno dei castelli citati più antichi del Friuli.

Avrebbe avuto forma di trapezio con due lati di m. 25, uno di m. 12 e uno di m. 8. Pare sia stato distrutto all’epoca del patriarca Bertoldo di Andechs (1218-1251). Già nelle prima metà del Cinquecento le sue vestigia erano quasi completamente sparite. Il paese era dotato di uno statuto proprio già nel 1375 e poi di nuovo dal 1456 al 1797.

La giurisdizione fu dei conti di Nimis sino alla loro estinzione (sec. XVI), successivamente passò alla gastaldia di Tricesimo dei conti Antonini dal 1648 al 1750 ed infine dei conti Zanchi-Locatelli di Bergamo. La Pieve di Santi Gervasio e Protasio è una delle pievi più antiche del Friuli, come riporta Paolo Diacono.

Però la pieve viene citata per la prima volta nell’elenco di tassazione del patriarca Bertoldo di Merania datata 1247. La sua giurisdizione era molto ampia. Per molti secoli Nimis svolse il ruolo di centro missionario per le genti di lingua friulana e per quelle di lingua slava. Sino al 1500 la cura delle anime veniva affidata a due vicari ”uno schiavo a S. Gervasio e l’altro italiano a S. Stefano”.

Sembra infatti che il titolo primitivo della pieve sia stato dedicato a Santo Stefano. Il paese fu incendiato per rappresaglia dai Tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale. Fu ricostruito rispettando l'identità delle varie borgate. Fu molto danneggiato nel terremoto del 1976 e nuovamente ricostruito. Nimis è un importante centro di produzione vinicola di alta qualità: è la zona del famoso D.O.C.G. Ramandolo.

 

 

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