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Mortegliano - Il Duomo

Il Duomo di Mortegliano, intitolato ai Ss. Pietro e Paolo, sorge su un terrapieno rialzato dove anticamente c'era una cortina, cioè un fortilizio che includeva la quattrocentesca chiesa di S. Paolo, della quale si conservava il campanile, demolito solo nel 1913.
 
Molte sono le ipotesi sulle origine della pieve, così vicina a quelle di Chiasielis e Lavariano anche se in seguito furono riunite in un unico organismo civile nel feudo degli Strassoldo. Probabilmente, il territorio della pieve di Mortegliano faceva parte dell'antica pieve di Flambro. Dopo il sec. XI si presume che si sia resa autonoma. Probabilmente ciò è avvenuto per la riorganizzazione territoriale ed ecclesiale dopo le invasione unghere del Mille. Fino al 1920 il titolo della chiesa era della SS. Trinità.
 
Nello stesso anno venne consacrato il nuovo Duomo intitolato ai Ss. Pietro e Paolo, costruito dopo lunghi anni di lavoro sul luogo di una precedente chiesa dedicata ai santi Apostoli. In quell'occasione il titolo venne cambiato in Ss. Pietro e Paolo. Con la riorganizzazione parrocchiale del 1986 venne ripreso per la pieve, il titolo di SS. Trinità detta pure Ss. Pietro e Paolo. L'Arciprete "pro-tempore" di Mortegliano gode del titolo e dei privilegi dei Prelati d'Onore di Sua Santità, come da Breve Apostolico di Papa Pio XI in data 6-02-1932.
 
Il Duomo attuale venne costruito a partire dal 1864 e consacrato nel 1921 su progetto di Andrea Scala. È edificato a mattoni con pianta ottagonale e piccole piramidi nella cima o a segnare i lati. La copertura venne attuata nel Novecento su idea del capomastro Vittorio Bigaro di Mortegliano. La costruzione assume per la posizione elevata in cui è posta e per la grande scalinata di accesso una grande maestosità.
 
Nell'interno conserva un gioiello a molti sconosciuto: un importante altare ligneo dipinto e dorato, di Giovanni Martini, udinese che aveva bottega in Borgo San Cristoforo a Udine. Fu pagato con una cifra allora enorme: ben 1180 ducati e fu terminato nel 1526. Esso è stato recentemente restaurato e riportato all'antico splendore.
 
Ecco quanto scrive in proposito Giuseppe Bergamini:
"Ricco di una sessantina di statue di varia grandezza, oltre ad essere il capolavoro del Martini va considerato la più alta espressione della scultura lignea rinascimentale.
Abbandonato lo schema tradizionale della ripartizione in tanti campi quante sono le figure, lo scultore addotta una struttura a tre piani separati da ornate cornici e sostenuti da eleganti colonnine,. culminati con una ricca trabeazione ed un'ampia lunetta: in ognuno dei tre una scena glorificante la vita della Vergine e precisamente, a partire dal basso,: la Pietà, la Dormitio, l'Assunzione e l'Incoronazione di Maria. Fanno da cornice le scene in armonica sintesi assieme alle strutture architettoniche, le molte statue di Santi cari alla devozione popolare, i quattro Dottori della Chiesa sull'aggetto delle cornici, San Giorgio e il drago e S. Martino a cavallo all'estremità della trabeazione alta.
Anche se il recente restauro, oltre ad aggiungere fascino all'insieme, ha permesso di rilevare nell'opera una tecnica ed una qualità artistica ben più alte di quanto prima si pensasse evidenti risultano gli sbalzi stilistici che hanno fatto pensare all'attivo intervento di una bottega".
 
L'altare maggiore, opera di Giovanni Rampogna (sec. XX), conserva due belle statue settecentesche dei Ss. Pietro e Paolo opera di Giuseppe Torretti. Conserva inoltre le vetrate istoriate e vari dipinti, sempre del sec. XX. Gli altari laterali marmorei sono quello della Madonna del Rosario di Domenico Cucchiaro (1738), quello del Sacro Cuore di Gesù di Carlo Picco (1852), entrambi provenienti dalla chiesa della SS. Trinità. Il fonte battesimale risale al del 1571.
Il campanile è una delle opere più singolari della regione, e non solo. Ideato da Pietro Zanini è interamente in cemento armato e fu costruito fra il 1955 e il 1959. Con i suoi 113,20 metri è considerato il più alto campanile d'Italia ed è diventato il simbolo di Mortegliano.
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