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Montereale Valcellina – Siti archeologici

Da un punto di vista archeologico, si registrano due aree piuttosto interessanti nel comune di Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone.

Nell’area dell’Acquedotto, presso la chiesa di San Rocco, in via Roma, sono visibili i resti di diversi edifici sovrapposti a partire da una capanna dell’età del bronzo finale (XII-XI secolo), testimonianza di un insediamento stabile che si è poi protratto nel tempo.

Gli scavi su questo “terrazzo” che domina il torrente Cellina, hanno infatti indicato come qui ci sia stato uno stanziamento abitativo pressochè ininterrotto dal XII secolo a.C. sino al I secolo d.C., attraversando tutte le fasi evolutive delle tecniche di costruzione, passando per l’età del ferro, sino ai pavimenti e strutture murarie di epoca romana. Questo sito suggerisce che Montereale potrebbe forse essere la misteriosa città indicata da Plinio con il nome di Caelina.

All’età del ferro (VIII-VII secolo) appartiene la necropoli del Dominu, presso il parco comunale, in via Ciotti 122. Qui furono inumati circa una trentina di individui. Sembra che la necropoli servisse non l’abitato di Montereale ma uno posto sulla collina di Plans. Sono stati rinvenuti vari, seppur modesti, corredi funerari. Oggi si possono vedere sul posto alcune sepolture ricostruite.

Sito archeologico più recente ma non meno interessante è quello in cui si trovava il castrum Montis Regalis. Sorgeva su un colle situato alla destra del Cellina. Cinque campagne di scavo tra il 1983 e 1990, hanno definito il periodo di insediamento che parte sporadicamente in periodo protostorico, per poi stabilizzarsi dal IV secolo d.C.

Dal XIII secolo assume le forme classiche del castello medievale posto a sorveglianza della strada pedemontana sottostante, che correva alla base dei monti dove le popolazioni si erano rifugiate per sfuggire al passaggio degli eserciti, durante i secoli precedenti. Presso il castello furono attive anche numerose fucine.

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