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Moggio Udinese (UD)

Storia di Moggio Udinese

Si presume che sin dal tempo dei romani, ciò e confermato dai molti oggetti antichi trovati nella zona, sulla sommità del poggio sia sorto un castrum. Poi, secondo alcuni nel X secolo, sarebbe sorto il castello di Mosniz ad opera di qualche feudatario della Carinzia, riuscito ad estendere i suoi possessi in questo versante alpino. Il primo documento che cita Moggio Udinese, comune in provincia di Udine, e il suo castello è del 1072 e vi troviamo scritto "castrum quod Mosniz nuncupatur" (castello che è chiamato Mosniz).

L’antico castello medioevale ed altri beni furono donati al Patriarca di Aquileia. Il Patriarca Vodolrico I, ex abate di S. Gallo in Svizzera, lo trasformò in Monastero dedicandolo alla Vergine e a S. Gallo. La chiesa abbaziale fu consacrata da Andrea Vescovo di Cittanova il 28 agosto 1119.

Tale era la ricchezza di questa abbazia che nel Parlamento Friulano l’abate occupava uno dei primi posti tra i prelati. L’abitato sorse vicino all’Abbazia.

Con l’arrivo di Venezia, nel 1420, Moggio accettò il suo dominio, ed allora il Patriarca Lodovico di Teck con 4000 Ungheresi devastò l’abbazia nel 1422 occupandola. Sgombrò solo quando arrivarono le truppe venete.

Per Decreto del Senato Veneto 2 settembre 1773 si decise la soppressione dell’abbazia e dell’abate che fu effettuata alla morte dell’ultimo abate commendatario conte Fabio Faustino Savorgnan nel 1777.

La giurisdizione ecclesiastica passò all’Arcivescovo di Udine, mentre il feudo fu venduto nel 1778 per 44 mila ducati oro ai Mangilli e ai Leoni i quali divennero Marchesi di S. Gallo.

 

 

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