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Medea (GO)

Medea - Storia

L’origine dell’abitato di Medea, capoluogo del comune in provincia di Gorizia, posto ai piedi del colle, si perde nella notte dei tempi, addirittura si vuol far risalire agli Argonauti o alla maga Medea.

Una leggenda popolare parla di una regina strega che anticamente aveva abitato in quei luogo e sapeva comandare agli spiriti che sotto forma di fiammelle vagavano per la collina. Tralasciando le leggende è comunque stata accertata l’esistenza di un gruppo di tombe preromane sul versante settentrionale della collina. Gli scavi, pur limitati, hanno portato al rinvenimento di alcuni reperti archeologici risalenti probabilmente al sec. IV a.C.

Il nome di Medea che deriva dal personale latino “Medeia” ed è presente storicamente già nel 762, cioè nel diploma di fondazione dei conventi di Sesto al Reghena e di Salt sul Torre, nell’elenco dei beni che i nobili longobardi Erfo, Anto e Marco figli del duca del Friuli donarono ai conventi citati.

Medea e ricordata anche come Medea Sclavonica ad indicare che la località era abitata dagli Slavi giunti per ripopolare il territorio devastato dalle invasioni degli Ungari, ma di essi a Medea non v’è rimasto traccia. Nel 1268 Alberto, conte di Gorizia, prese prigioniero a Medea il vescovo di Concordia Alberto da Colle e lo fece uccidere. Il patriarca Gregorio da Montelongo, per vendetta, incendiò il paese e quasi lo rase al suolo, distruggendo anche il palazzo di Giovanni degli Ungrispach di Medea alleato del conte di Gorizia.

La località nel 1471 subì un altro terribile saccheggio da parte dei Turchi. Durante la Guerra diGradisca, i Veneziani eressero un fortilizio sul colle ed occuparono la zona per due anni. Nella seconda metà del ‘600 la pietra di Medea fu impiegata nelle costruzioni edilizie e fortificazioni di Palmanova.

Nella prima guerra mondiale Vittorio Emanuele III aveva sul colle di Medea il suo osservatorio per seguire l’andamento delle operazioni militari sul Carso.

All’indomani della I Guerra Mondiale, si riunì all’Italia con tutto il Friuli Orientale, con il suo territorio fortemente provato dal vicino fronte. Anche la seconda guerra mondiale portò i suoi lutti e ansie nei turbolenti giorni vissuti dal confine orientale nel secondo dopoguerra.

Con la costruzione dell’Ara Pacis sul suo colle, si è voluto da Medea far voto per un futuro di pace e di collaborazione tra i popoli.

 

 

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