Cerca nel sito

 

 

 

 

Tarvisio - Camporosso

Camporosso è una località nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine. Meta per la villeggiatura estiva e sport invernali, essendo dotata di diversi impianti di risalita.

L’esistenza di questa località è attestata in modo documentale dal cippo sepolcrale di epoca romana, che si trova in prossimità dell'Ufficio postale. Si presenta con dei riquadri laterali bassorilievi raffiguranti un maestro e di un pedagogo e sul lato anteriore la scritta "Sacra agli dei Mani - in memoria di Avilia Leda morta nell'età di 35 anni - Mutulio Fortunato ed Avilio Grato - alunni fecero".

La località era infatti una stazione romana (statio Bilachiniensis), come documenta il vario materiale trovato in diversi scavi, ora in gran parte al Museo di Klagenfurt.

Anticamente la zona fu, verso il V – VII secolo, frequentata dai pastori nomadi Windisch provenienti dalla Slovenia e dalla Carinzia e originari della Lusazia.

Il borgo divenne una zona di mercato e posta per il cambio dei cavalli dei carovanieri che andavano a Villacco. Venne chiamato Äabnice in sloveno, dal termine ×aba che significa “rospo” poi tedeschizzato in Saifnitz. Il termine italiano di Camporosso sembrerebbe appunto derivare dall’evoluzione di “campo rospo”.

Nel 1360 venne costruito il Santuario di Lussari, che domina la valle. Subì le devastazioni del passaggio dei turchi, sul finire del XV secolo. Durante le guerre napoleoniche ci furono molti scontri tra Francesi ed Austriaci, per contendersi lo spartiacque che si trova nei suoi pressi. In seguito seguì le vicende del resto del tarvisiano.

Tra gli edifici notevoli ci sono il Santuario del Lussari, meta di devozione per tutti tre i popoli confinanti. La chiesa di Sant’Egidio, edificata nel XII secolo, originaria pieve della zona, e la chiesa di Santa Dorotea. Notevoli anche l’edificio Settecentesco che ospita la trattoria Al Montone e Casa Moschiz del XIX secolo.

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project