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Trieste - Palazzo della Borsa Vecchia

In Piazza della Borsa n. 14, sorge il Palazzo della Borsa Vecchia. Qui un tempo si trovava un’area paludosa e, sul finire del Settecento, fu individuata come il luogo in cui sarebbe sorta la Nuova Borsa. Si avvertiva infatti, in una Trieste che cominciava a svilupparsi, l’esigenza di una sede adeguata per le contrattazioni. Fu così che si diede inizio al progetto.

Il committente fu la Deputazione di Borsa, che espresse un parere su quali dovessero essere gli elementi funzionali necessari al nuovo edificio, ma lasciò ad altre istituzioni la competenza artistica. Vennero emessi dei titoli azionari per finanziare il progetto e nel 1799 acquistati i terreni. L’anno seguente resentarono dei progetti preliminari l’arch. Matteo Pertsch (1769 – 1834), che già lavorava in città ad alcuni progetti, e Antonio Mollari da Macerata (17681843). Fu l'Accademia di Belle Arti di Parma a scegliere quello del secondo.

Il Mollari provvide poi ad adeguare l’edificio alle dimensioni dell’area che risultavano maggiori da quelle ipotizzate. I lavori cominciarono nel 1802 e l’edificio venne inaugurato il 6 settembre 1806. Nel 1844 la Borsa si trasferirà ne palazzo del Tergesteo e qui troverà sede la Camera di Commercio.

Palazzo della Borsa Vecchia è ancora oggi la sede della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato. L’edificio venne restaurtato negli anni Settanta del Novecento da un punto di vista statico. Nel 2005, in occasione del 250° anniversario dalla fondazione dell’Istituzione della Camera di Commercio, si ebbe un restauro degli elementi ornamentali esterni. Via Canal Piccolo divide palazzo della Borsa Vecchia dalla nuova sede della Borsa Valori, che ha sede nell’ex fabbrica di Birra Dreher, ristrutturata dall'ingegner Eugenio Geiringer e dall'architetto Gustavo Pulitzer Finali.

L’edificio è uno deigli esempi più importanti dello stile neoclassico a Trieste. Richiama il tempio greco, con colonnato di ordine dorico. Il corpo centrale del palazzo è costituito da un pronao chiuso da quattro colonne doriche alte otto metri, sormontato da un timpano triangolare. Spicca l’orologio di squisita fattura artigiana che risale al primo Ottocento.

La facciata del Palazzo della Borsa Vecchia è ornata da diverse imponenti statue allegoriche, opere di tre appartenenti all’Accademia di Belle Arti di Venezia: Domenico Banti, Bartolomeo Ferrari e Antonio Bosa, allievo del Canova.

Del Banti: Asia (1806); Vulcano (1806). Del Ferrari: Europa e Africa (1806); Mercurio (1806). Del Bosa: America (1806); il Genio di Trieste (1806); Minerva (1806) ; Nettuno (1806); Danubio (1820); Fama e Fortuna (1820).

I quattro altirilievi sono sempre del Bosa e rappresentano le allegorie del Commercio, della Navigazione, dell'Industria e dell'Abbondanza. I temi furono indicati all’artista dall’architetto Pietro Nobile nel 1816 ed istallati nel 1821. Sopra l’ingresso una lapide di marmo bianco, ancora del Bosa, riporta un testo latino di Giovanni Labus che è così tradotto: "Nell’estremo porto dell’Adriatico con patente di Carlo VI Imperatore / aperto al commercio ed alla navigazione per gli auspici degli augusti Maria Teresa Giuseppe II / Leopoldo II / accresciuto in fama / per la munificenza di Francesco II dei Romani / e d’Austria Imperatore Pio Felice Augusto / assurto a dignità di emporio / i mercanti triestini (questo) palazzo edificarono / per la trattazione degli affari. / 1805".

Nella Loggia del pianterreno, sul pavimento si trova una bella meridiana (lunga 12 metri e larga dai 28 ai 73 centimetri), realizzata dal friulano Antonio Sebastianutti nel 1820. Il sole illuminava con un raggio proveniente da un foro, per dieci minuti, il Mezzogiorno locale, ora di chiusura delle contrattazioni. Purtroppo, l’assestamento dei muri verso il basso col passare degli anni, ha comportato una perdita di precisione nell’indicazione del giorno, pur mantenendo quella verso l’indicazione dell’ora.

Posteriormente il Palazzo della Borsa Vecchia si assottiglia assumendo la forma di un tronco di cono. L’edificio ripete motivi di ispirazione classica o cinquecentesca, più precisamente palladiana. Notevole il salone del primo piano con affreschi di Giuseppe Bernardino Bison (1762 – 1844), rappresentanti la proclamazione del Porto Franco da parte dell’imperatore Carlo VI, avvenuta nel 1719.

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

Webcam su Piazza della Borsa

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