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Grado - Da Venezia all'Austria

I patriarchi di Grado sin dal XII secolo, preferirono abitare a Venezia e l’isola, già emarginata da Aquileia, decadde. Nel 1420 il Patriarcato di Aquileia venne conquistato da Venezia ed entrò a far parte delle province della Serenissima.

Nel 1451 venne soppresso l’antico Patriarcato di Grado e, con una bolla di Papa Nicolò V Venezia subentrò nel titolo di cui ancora oggi si fregia. Nei secoli seguenti l’isola ebbe una vita senza sussulti e l’attività prevalente fu quella della pesca e della vita marinara.

Con il trattato di Campoformido del 1797, Grado passò come tutto il Friuli agli Austriaci, salvo per i periodi di dominio francese del regno italico, durante il quale, nel 1810, fu anche saccheggiata dagli Inglesi che incendiarono il palazzo con l’archivio comunale. Con la restaurazione del 1815 ritornò tra i possessi Austriaci e vi rimarrà sino alla Prima Guerra Mondiale.

Gli Austriaci portarono una vita nuova nell’isola con qualche attività balneare e l’impianto delle prima strutture sulla spiaggia, dei “camerini” che fungevano da spogliatoio, nel 1854.

In seguito, grazie ad una relazione del pediatra fiorentino Giuseppe Barellai, il clima dell’isola fu giudicato ideale per la cura di alcune malattie infantili e quindi nel 1873 ci fu l’apertura dell’Ospizio marino per bambini, incentrato sulle cure elioterapiche. Meta gradita a molta nobiltà austriaca, venne inaugurato uno Stabilimento balneare nel 1890 e, nel 1892, Grado fu inserita per decreto tra le stazioni terapeutiche dell’Impero Austriaco.

La spiaggia era amministrata da un curatorio che doveva provvedere con efficienza alla “gestione delle cure e delle strutture di conforto”. Venne costruito lo stabilimento con la terrazza mare, dove oltre alle quattrocento cabine, aveva sede un ristorante.

I Gradesi, che per la maggior parte erano dediti alla pesca, iniziarono così una nuova attività: quella del turismo balneare. Giunsero albergatori degli stati austriaci che con esperienza e capitali costruirono alberghi e pensioni per il sempre maggior numero di turisti che soggiornavano.

Nel 1900 furono costruite dal barone Leonhard Bianchi un complesso di villini a ridosso della spiaggia, tutt’ora esistenti e che portanto ancora il suo nome. In quello stesso anno fu trovata una falda acquifera per alimentare un acquedotto di acqua potabile, superando un annoso problema. 

Nel 1905 la commissione provinciale assegnò al comune l’uso perpetuo degli arenili e degli specchi d’acqua, mentre 1907 venne istituita l’Azienda di Cura e Soggiorno. 

Grado divenne una tra le più eleganti e rinomate spiagge d’Italia, tanto che l’afflusso di bagnanti rese conveniente nel 1910 far giungere la ferrovia in terraferma da Cervignano sino a Belvedere, da dove poi con delle linee di vaporetti si poteva raggiungere l’isola. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale Grado aveva presso i suoi alberghi circa 1.000 posti letto, con un afflusso di circa 17.000 clienti per stagione.

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