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Buja - Borgo Andreuzza

Il borgo Andreuzza, località del Comune di Buja, che anticamente si chiamava Polchiara (toponimo di origine oscura), deve il suo nome attuale dalla famiglia Andreuzzi di San Daniele, che qui possedevano alcuni terreni sin dal 1600.

L'impianto insediativo dell'abitato risale al Seicento e conserva ancora vari elementi originari. La Roggia Alta  (Roe di Bernart) era il canale che portava l’acqua al borgo, alimentando la ruota di ferro di una “farie” (battiferro con fucina), il mulino e soddisfacendo alcuni edifici agricoli.

Il battiferro, fornito di un grande maglio a testa d’asino, fu attivo dal 1845 al 1927, quando venne sostituito da nuovi insediamenti industriali. Il mulino risale al Settecento ed era condotto dalle famiglie Barnaba-Baracchini, sostituite poi dai Vattolo-Cozzutti. Agli inizi del Novecento disponeva di cinque mole ed una trebbia, sempre alimentata con forza idraulica. La ruota del mulino si può ancora ammirare.

L'edificio di maggior interesse dal punto di vista architettonico si trova in Via Cuelàt , che si apre con un ampio portale bugnato su cui è inciso la data di costruzione (1875). Da una stradina secondaria si accede alla grande corte acciottolata su cui s'innalzano i vari corpi dell'edificio.

Un altro corso d’acqua che attraversa Borgo Andreuzza è il Rio Fossalat, che lambisce i pressi della chiesetta dedicata alla Madonna delle Acque.

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