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Udine - Museo del Duomo

Museo del Duomo
Indirizzo: Piazza Duomo
Città: 33100 Udine
Tel: 0432 505302
Fax:
0432 505302
Mail:  
metropolitana.udine@libero.it
Biglietto: Ingresso Gratuito
Orario di apertura:
 Da Martedì a Domenica 9.00-12.00 / 16.00-18.00
Giorno di Chiusura: 
Lunedì
Tempo medio di visita:
1 ora
Servizi offerti:
 visite guidate; Bookshop; laboratori.
Collegamenti:
In centro a Udine
Fruibilità: Aperto

 

 

Al Museo del Duomo si può accedere dal portale del Campanile o da un ingresso presso il presbiterio. Dedicato al Patriarca Beato Bertrando di Saint-Geniès (1334-1350), fu inaugurato nel 1983 e dopo un periodo di chiusura, venne riaperto al pubblico il 22 giugno 2000. Gli spazi espositivi sono stati ricavati dalle cappelle dedicate a San Nicolò, del Corpo di Cristo e dell’antico battistero. Vi sono alcune bacheche con preziosi esempi di tessuti medioevali con cui fu sepolto il Beato Bertrando, ucciso nel 1350 nelle campagne presso San Giorgio della Richinvelda.


Il Museo conserva anche documenti di primaria importanza per la storia della cultura artistica regionale del Trecento. Una parte del battistero alla base del campanile è stata trasformata in Cappella del Corpo di Cristo che ha alla sinistra lapidi e nella bacheca di destra vari reliquari del tesoro del Duomo. Il bel sarcofago che conteneva le spoglie del Beato è opera della bottega di Andriolo De Sanctis. Così lo descrive, nella sua Guida di Udine, Maurizio Buora: "Le figure che sostengono gli spigoli si presume siano quattro Vergini aquileiesi. Tecla, Erasma, Eufemia e Dorotea con al centro il loro padre Valentiniano che benedice.

Nella facciata anteriore S. Pietro in trono, benedice S Ermacora in abito vescovile presentatogli da S. Marco che ha in mano il suo Vangelo. A sinistra S. Ermacora assistito dal diacono Fortunato con il pastorale, predica agli aquileiesi. Nel lato sinistra S. Ermacora battezza un ragazzo della famiglia dell'aquileiese Gregorio (col copricapo). Nel lato posteriore a sinistra S. Ermacora in carcere Esorcizza il figlio del carceriere Ponziano. S. Ermacora viene flagellato davanti il prefetto Sebaste. A destra S. Ermacora è legato alla croce.

Sull'altro lato corto S. Ermacora ha la testa tagliata dal carnefice, mentre il diacono Fortunato prega Dio che gli rivolge la mano. Il carceriere Ponziano indica che i due martiri stanno per raggiungere il paradiso. Di nuovo sul lato principale si assiste ai funerari del vescovo del suo diacono, le cui teste sono portate a parte, forse da una dama della famiglia di Gregorio".
La parete meridionale che separa la Cappella di San Nicolò è stata ricostruita di recente sulle fondamenta originarie; ad essa sono stati applicati gli affreschi, della prima fase trecentesca di scuola riminese rinvenuti nel 1961, opera di Vitale da Bologna, eseguiti tra il 1348-49.

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