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Spilimbergo – Il Duomo

Il Duomo di Spilimbergo, comune in provincia di Pordenone, intitolato a Santa Maria Maggiore, è uno dei più importanti edifici gotici del Friuli. Posto sul lato destro della piazza, in direzione Ovest-Est, misura 45 metri di lunghezz, 21 di larghezza e 20 di altezza. Fu edificato per volontà di Valterpertoldo II, conte di Spilimbergo e il vescovo di Concordia Fulcherio, il 4 ottobre 1284, pose simbolicamente la prima pietra.

Venne terminato nel 1359 mentre il bel campanile venne terminato nel 1370. La facciata è asimmetrica e presenta ben sette occhi, di cui due chiusi, mentre una fascia di archetti pensili corre sotto il tetto.

Il Duomo ha attualmente tre porte d'accesso: una dalla piazza che immette nell'antica Cappella di S. Michele; l'altra nel lato sinistro con un bel portale detto Porta Moresca; la terza, la maggiore, ad occidente.

Delle tre porte del Duomo di Spilimbergo, la più bella è certamente la Porta Moresca. L'iscrizione latina posta un po' in alto a destra dice che il portale fu inaugurato il 15 agosto 1376. Essa è sormontata da una copertura di tre volti ad uso di difesa, e sotto ha diversi stemmi, il primo dei quali della casa di Spilimbergo, poi della casa Zuccola, del Vescovo o del Patriarca d'allora, un altro d'una famiglia nobile sconosciuta. La porta è opera dello scultore Zenone da Campione e racchiude nella lunetta un bassorilievo raffigurante l'Incoronazione della Vergine. La porta maggiore è antica, lavorata in pietra e affrescata. Tuttavia, l'affresco, che un tempo deve essere stato un vero gioiello, ora è del tutto guasto.

L'interno del Duomo di Spilimbergo è a tre navate separate da arcate a sesto acuto, coperte da un soffitto con capriate a vista. Iniziando da destra troviamo l’Altare di S. Francesco, con una tela del 1622 attribuita a Palma il Giovane raffigurante i Ss. Caterina d'Alessandria, Francesco, Lucia, Antonio e Bernardino in gloria. Segue la Cappella del Carmine, datata del 1498, con balaustra, angeli candelofori, e arco d'ingresso scolpiti dal Pilacorte.

Di seguito, la Cappella del Rosario, ha nella parete di fondo una struttura lignea scolpita da Giovanni Martini intorno al 1503, con tondi in tela di Gaspare Narvesa raffiguranti i Misteri del Rosario del (1626-27) ed una cornice con tela del Narvesa raffigurante la Visitazione di Maria ad Elisabetta.

L’Abside destra prestanta le statue dei Ss. Agostino e Gregorio di scuola padovana; alla parete sinistra tela di Giulio il Moro della fine del XVI secolo raffigurante la Natività della Vergine con S. Biagio; di ignoto del secolo XVII il Battesimo di Cristo.

L’Abside centrale del Duomo di Spilimbergo, molto interessante, fu interamente affrescata tra il 1350 e il 1359 da un ignoto artista, con nella volta Dottori della Chiesa ed Evangelisti e alle pareti Scene del Vecchio e Nuovo Testamento.

L’Abside sinistra con le statue dei Ss. Girolamo e Ambrogio di scuola padovana, presenta affreschi di un seguace ignoto di Vitale da Bologna del 1350, raffiguranti Cristo giudice nella mandorla, Annuncio dei pastori, Natività, Viaggio dei Magi, Madonna in trono, S. Giacomo che resuscita un impiccato, Martirio di S. Sebastiano.

Continuando nella parete sinistra del Duomo di Spilimbergo, troviamo un bel Crocifisso ligneo del secolo XV di bottega friulana. Davanti all'ingresso laterale un’acquasantiera del 1466 di ignoto artista. L’Altare di S. Giovanni Battista presenta una tela di autore ignoto del secolo XVI raffigurante il Battesimo di Cristo.

Segue quindi l’Altare di S. Andrea, del 1512-13, con ai basamenti scene bibliche raffiguranti il Sacrificio di Isacco, Roveto infuocato, Giulietta e Olofonte, Agnelli e con motivi floreali e stemmi nelle lesene; vi è inserita una tela raffigurante il Martirio di S. Andrea, opera del 1655 di Joseph Heintz il Giovane.

L’Organo, posto nella seconda campata sinistra, il cui cassone costruito nel 1515 da Bernardino Vicentino, e stato genialmente dipinto nel 1525 da Giovanni Antonio da Pordenone con nelle portelle l'Assunta la Caduta di Simon Mago e la Conversione di S. Paolo, nel parapetto della cantoria cinque tavole raffiguranti Storie della Vergine, negli spazi laterali Paggi. Il Coro è stato scolpito da Marco Cozzi dal 1475 al 1477.

La Cripta del Duomo di Spilimbergo conserva il sarcofago in pietra di Walterpertoldo VI di Spilimbergo morto nel 1382, qui trasportato nel 1964 dalla Piazza del Duomo. Gli affreschi sono del secolo XIV e raffigurano un Santo Vescovo, S. Agostino e monaci, e Madonna del latte. Dipinta sulla parete di fondo del vano centrale, un'Annunciazione del secolo XV.

A ricordo di Leonardo di Spilimbergo per la battaglia sull'Isonzo sostenuta nel 1472 fu eretto il bell'altare in pietra attribuito al Pilacorte. Le principali opere scultoree rinascimentali che abbelliscono il duomo sono in parte opera di Giovanni Antonio Pilacorte che per un certo periodo si stabilì a Spilimbergo. Egli scolpi il massiccio fonte battesimale (1492-1493), la decorazione (arco d'ingresso e balaustre) della cappella del Carmine (1498).

L'acquasantiera, con nel fusto dei graziosi putti addossati, è databile al 1466 ed è opera di un certo maestro Giorgio. Nella canonica del Duomo di Spilimbergo si conservano, riccamente miniati tra Il 1494 e il 1507 da Giovanni de Cramariis, cinque antifonari e un graduale.

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