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Udine - Casa Susanna e Magazzino Emporio Viezzi

Quello che era il Magazzino dell’Emporio Viezzi si può ancora oggi vedere al civico 12 di Via Manin a Udine, sulla destra andando verso Piazza Libertà, adiacente a Casa Susanna, esistente al civico n. 10. Le prime notizie riguardo al fondo su cui esso sorge risalgono al 1413, e si riferiscono a questa casa adiacente, appartenente ad un tal Elia canonico del capitolo di Udine.

Questo edificio diviene possesso della famiglia Pavona che il 6 luglio 1531, per una permuta, cedette la proprietà ai nobili fratelli Susanna, i quali ristrutturarono l’edificio e decisero anche di chiudere con un nuovo fabbricato la corte che dava sul borgo di San Bartolomio, attuale Via Manin, e che era divisa con la lunga abitazione che sorge al civico 14, che dal 1643 risulta proprietà dei conti Simeonibus. Un documento del 1592 riporta che dovettero impegnare diversi beni al Monte di Pietà per terminare questo fabbricato, che comunque giunse a compimento.

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Nei pressi di Casa Susanna esisteva una stradina che dal Borgo conduceva al Castello ed era denominata Contradella dell’Impiccato (contrade dal picjât). Un documento del 28 marzo 1694 ci informa che i Susanna permutarono alcuni loro possedimenti di campagna con la famiglia Vanni degli Onesti, in cambio di alcune case e stalle, confinanti con la loro e il castello.

La proprietà continuò ad appartenere per tutto il Settecento ai Susanna che però affittarono varie parti del complesso. Dal 1822 risulta qui l’insegna della locanda Alla Collina appartenente ad Angelo Lanchini, che dai 1826, sotto la medesima guida diviene l’Albergo Alla regina d’Inghilterra. Nel 1837 Bortolo Susanna vende la metà della casa a Pietro Bonini che poi la cederà ai fratelli Braida. L’attività dell’albergo proseguirà sicuramente sino al 1850. Poi sappiamo che gli affari non dovevano andare molto bene, se il titolare si vedeva costretto a girare le osteria con l’armonica per raccimolare qualche soldo.

E probabilmente la qualità dell’immobile andò progressivamente peggiorando. È vero che nel 1883 risulta esserci l’osteria all’Angelo, di cui non conosciamo le fortune, ma sappiamo che sul finire dell’Ottocento, nelle cantine con volta a mattoni, dove forse un tempo avevano sede le antiche carceri di Udine, si trovava l’Osteria Ai Piombi, gestita da un pugliese che commerciava anche in vini, luogo frequentato da infimi lavoratori a giornata e da borghesi decaduti.

Divenne sinonimo di “sottosuolo udinese” dopo che per il carnevale del 1904 fu scritto un componimento, attribuito a Romeo Battistig, che celebrava alcune delle figure che lo frequentavano più assiduamente. Alla sua chiusura, il 1 novembre 1908, un giornalista ne coglie l’aspetto romantico ed epico, pur confermando le parole del Battistig quando dice che, tra le continue risse, si potevano lasciare impronte sul lordume di pavimento e tavoli e che l’interno era un misto di puzza e fumo da creare capogiri.

Anche negli anni Sessanta ci fu una versione rinnovata dei Piombi, ma ebbe poca fortuna. Migliore sorte quella che dagli anni Novanta riprese l’attività di ristorazione, creando una singolare birreria, ovviamente ben distande dallo stile della prima, che continua tutt’ora, con varie gestioni, la sua attività.

Tuttavia a questa parte sotterranea corrispose un grande slancio estetico quando Enrico De Luca, un produttore di biciclette e casseforti, decise di demolire l’antico edificio al n. 12 e di erigerne uno nuovo, l’attuale.

Fu realizzato nel 1907 dall’Impresa Edile Tonini, su progetto di autore sconosciuto, che lo immaginò innestando sulle linee architettoniche liberty i moderni influssi del secessionismo viennese, testimoniato dall’ampio uso di ferro e vetro nelle vetrate, tanto che prese subito il nome di Casa di Cristallo. All’epoca il risultato veniva considerato molto innovativo, se anche la commissione d’ornato voleva imporre delle modifiche, cosa che per fortuna non avvenne. Fu sede di varie attività commerciali tra cui l’Emporio della famiglia Viezzi e poi del negozio di Plinio Calligaris.

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