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Cordovado (PN)

Cordovado - Storia

Sin dai tempi antichi, esisteva un castelliere e delle fortificazioni, che hanno dato origine a Cordovado, il cui toponimo deriva: nella prima parte dal latino “curte”, corte, e nella seconda parte sempre dal latino “vadum”, guado, quindi “corte del guado”. Di queste vestigia è rimasto ben poco.

Si comincia ad avere notizie del luogo dal 42 a.C. quando tutta la zona fu assegnata ai veterani romani e, successivamente nel 1186, anno in cui venne codificato il nome del luogo da papa Urbano III annoverandolo tra i possedimenti del Vescovo di Concordia. Nel castello di Cordovado questi teneva un gastaldo col compito di amministrare la giustizia.

Nel 1306 Enrico Squarra, Vicedomino della Sede Concordiese, insieme a Tibasio di Cordovado, s’impadronì con tradimento del maniero e riuscì a conservarlo per qualche tempo. Ma venne soppiantato da Tibasio che diede origine alla famiglia Rodolfi, alla quale rimase il castello.

Artico di Castello, Vescovo di Concordia, restaurò il maniero che andava in rovina attorno al 1329. Nel 1387 venne assediato dai Carraresi, poi nel 1412 fu preso e tenuto per breve tempo dagli Ungari ma poi, essi furono cacciati dai Veneziani ai quali l’anno successivo fu nuovamente tolto dagli Ungheresi.

Enrico di Strassoldo, Vescovo di Concordia, lo riscatto impegnando il castello di Meduno. Nel 1418 Tristano di Savorgnan lo prese e l’incendiò. In seguito venne rimesso in efficienza. La Comunità del luogo aveva l’obbligo di tenere in assetto le mura e i ponti. Per le spese prelevava un dazio sul vino e sul pane.

Nel 1420 l’occupazione di Venezia diede tranquillità al luogo e Cordovado ebbe modo di fiorire sviluppando le attività economiche. La grande casa sorta sul maniero vero e proprio risale la ’500 e divenne abitanza dei conti Freschi di Cucanea.

Nel 1797, con l’arrivo dei Francesi, venne eretto a municipalità. Segui quindi le vicende politiche del Friuli occidentale, ma anche tutti gli altri accadimenti. Fu così che anche qui nel 1817 si visse l’anno della grande carestia. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia. Nel 1886 per l’opera del Sindaco Ing. Francesco Cecchini, venne creata la stazione ferroviaria sulla linea Portogruaro-Casarsa.

 

 

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