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Cervignano del Friuli - Villa Chiozza e il suo Parco

Villa Chiozza si trova in località Scodovacca, frazione del Comune di Cervignano del Friuli, in provincia di Udine.

Per raggiungere Villa Chiozza a Scodovacca, alla Rotonda di Cervignano si prende la SS N. 14 della Venezia Giulia in direzione Monfalcone e, superato il cavalcavia ferroviario, sulla sinistra, si stacca un tronco stradale di km 2,5 che porta a Scodovacca.

Fu la dimora dal 1854 dello scienziato Luigi Chiozza (Trieste, 20 dicembre 1828 – Cervignano del Friuli, 21 maggio 1889), illustre studioso di scienze chimiche, che si occupò anche di agricoltura. Fu Accademico di Francia e professore all'Università di Milano.

Il nucleo della villa venne probabilmente creato nel tardo Settecento ed è formata da edifici a doppia U e da un villinio vicino all’ingresso di servizio. Venne acquistata dalla famiglia Chiozza verso il 1825, come ricorda un'incisione su un cancello secondario. Rappresentò la dimora estiva fino al 1858, quando Luigi Chiozza si trasferì stabilmente qui per dedicarsi agli studi dopo la morte della moglie.

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Villa Chiozza - Foto Del Fabro

Villa Chiozza ospitò numerosi scienziati tra cui Luigi Pasteur, di cui fu amico e collaboratore, il quale abitò e lavorò per parecchi mesi a Villa Vicentina, durante le sue ricerche per alcune malattie del baco da seta, come la pebrina, che dalla Francia si stava diffondendo in Europa. In Friuli Venezia Giulia l’industria serica era molto importante e questa minaccia era molto seria. Da qui la creazione di un gruppo di studio a cui partecipò appunto lo studioso francese.

Agli inizi del Novecento la villa subì una ristrutturazione, influenzata dalle linee culturali dell’epoca, che ne modifico l’armonia ottocentesca. Nel 1904 venne anche realizzata una serra dall’arch. triestino Giorgio Polli. Nel 1970 venne acquistata dall’ERSA per l’istituzione di un Centro di educazione professionale per imprenditori agricoli.

 

Il Parco

Il perimetro del grande Parco di Villa Chiozza è per la maggior parte segnato da un corso d'acqua chiamato Pulzino, alimentato da risorgive. Fu voluto dal proprietario per creare un luogo ameno che favorisse lo studio e venne progettato tra il 1860 e 1870.

È tenuto all'inglese, con i caratteristici spazi erbosi alternati da macchie verdi. L'assieme dei colori nell’evolversi delle stagioni è stato attentamente e opportunamente studiato dando un risultato di tonalità che da all'occhio un magnifico spettacolo. Può essere considerato l'unico esempio del genere nelle Tre Venezie.

L’ingresso alla villa è costituito da un vialetto affiancato da lecci (Quercus ilex) e bagolari (Celtis australis) di enormi dimensioni. Inoltre nei pressi anche esemplari di palma (Trachycarpus fortunei).

Rilevanti per dimensioni, vicino a uno di questi vialetti sono un bosso (Buxus sempervirens), lasciato libero nella crescita e non costretto a siepe come di consueto, e un tasso (Taxus baccata), maggiore rispetto ai molti altri esemplari presenti nel parco. Un cipresso monumentale (Cupressus sempervirens) è probabilmente presente prima della progettazione del parco.

Dei comodi sentieri che partono dalla villa, conducono il visitatore attraverso viottoli e ponticelli che consentono di ammirare i prati alternati al fitto bosco formato, per la maggior parte, da carpini bianchi, tigli (Tilia platyphyllos), aceri (Acer campestre), cedri deodara, liriodendri (Liriodendron tulipifera), zelkova (Zelkova carpinifolia), farnie, pioppi cipressini, tassi, palme e abeti. Sparsi in altre zone del parco si trovano anche varii esemplari di agrifogli (Ilex aquiifolium), salici (Salix alba), cipresso calvo (Taxodium disticum), bambù (Bambusa mitis), Gynkgo biloba affascinante “fossile vivente”.

Troviamo anche un gelseto, creato da Luigi Chiozza per i suoi studi sul baco da seta, stimolati dal soggiorno nella villa, per gli stessi scopi, di Luigi Pasteur, che la frequentò durante il suo soggiorno a Villa Vicentina tra il 1869 e 1870.

A questo disegno si stacca un bosco di tigli con presente una farnia (Quercus robur) di grandi dimensioni. Degno di nota è anche un lungo percorso nella galleria formata da carpini bianchi (Carpinus betulus), dalle conifere e dai pioppi cipressini. Infine è presente anche una storica vigna di Refosco.

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