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Tricesimo - Il Castello di Tricesimo

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Il Castello di Tricesimo sorge nella località di Fraelacco, in Comune di Tricesimo. Si giunge percorrendo una bella strada alberata che, con qualche tornante, porta in cima a un piacevole colle, che domina larga parte della pianura friulana. Questo castello appartenne ai signori di Gemona (di Prampero). Enrico nel sec. XII-XIII accolse il Conte di Gorizia, ed il ramo prese il cognome da questo castello.

Nel 1253 venne riconosciuta la signoria del Patriarca di Aquileia, ma Pietro Candido aizzò la popolazione di Tricesimo contro il Capitano Patriarcale. Per questo atto di ribellione il maniero divenne possesso dei Duchi Ulrico e Filippo di Carinzia, ma poco dopo il patriarca Gregorio da Montelongo ne ritornò padrone.

Verso la fine del secolo si devono registrare altri fatti dolorosi: Alberto, conte di Gorizia, diede alle fiamme la villa e il castello di Tricesimo provocando numerosi morti. In seguito, Guillemo della Torre, Vicedomino patriarcale, occupò il castello e nello stesso anno sorsero questioni d'interesse tra i suoi Signori. Nel 1299 la custodia venne affidata temporaneamente a otto fanti stipendiati dal Comune di Udine, perché si era stabilito di non affidarlo ad alcuna potente personalità.

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Nel 1315 il maniero fu assediato dal Patriarca Ottobono de' Razzi e dopo strenua resistenza per molti giorni la rocca dovette cedere per fame. Nel 1319 Guarniero di Cucanea lo riebbe dal Conte di Gorizia e lo restituì a Pagano della Torre da poco eletto Patriarca di Aquileia. A conclusione delle lotte del 1313-15 il castello rimase agli Udinesi, per poi ritornare al Patriarca che lo assegnò al fido Bertoldo di Traberch. Nel 1345 il maniero tornò ancora transitoriamente al Conte di Gorizia. In seguito, nel 1382, da parte del patriarcato venne rinforzato.

Con la venuta di Venezia, nel 1420, cambiarono le leggi e Tricesimo venne retta da un Capitano che risiedeva in castello. Il Capitanato si assegnava ogni tre anni ed il Capitano amministrava la giustizia civile e criminale, mentre i reati di sangue erano compito del Luogotenente.

Ai di Prampero subentrarono i di Montegnacco, che nella persona del conte Sebastiano lo acquistarono nel 1531 e iniziarono, come in quasi tutti gli altri castelli della regione, a trasformarlo in una residenza di campagna. Più tardi venne costruita una chiesetta che in seguito fu affrescata da Pomponio Amalteo. Purtroppo però i dipinti, come quelli della cripta, risultano quasi illeggibili.

Nel 1627, i di Montegnacco cedettero il castello ai conti Valentinis che diedero ad esso forme più veneziane, con finestre quadrate e la realizzazione della trifora centrale. Ad esso si ispirarono anche altre ristrutturazioni dell’epoca.

Nel XIX secolo, Umberto Valentinis, pittore e restauratore, cercò di ridarre alla costruzione un aspetto medioevale, debitore com’era dell’influsso romantico imperante.

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Nel 1948 il Castello entrò in possesso dell’Azione Cattolica di Udine che lo volle trasformare in un centro spirituale dal nome di Castello della Madonna Missionaria. Qui infatti fu sistemata la statua della Madonna Missionaria, che nel dopoguerra, dal 1946 al 1949, era stata portata attraverso il Friuli martoriato dalla guerra. La Madonna trovò casa nel castello di Tricesimo il 1 maggio 1949, divenuta da allora un importante casa per gli esercizi spirituali.

Dovendo adibire il luogo a Santuario, si sono apportate delle modifiche, per esigenze legate al grande afflusso di pellegrini, mutando notevolmente le linee dell'antico maniero. Il progetto fu affidato all’arch. Pietro Zanini e il nuovo santuario venne inaugurato il 25 aprile 1953 dall’Arcivescovo Mons. Giuseppe Nogara.

Il restauro seguito al sisma del 1976 lo riportò, su impulso della sovraintendenza, alle antiche linee architettoniche. Oggi è retto dalle suore Francescane.

Per informazioni: Castello della Madonna Missionaria, Via del Castello 28, 33019 Tricesimo (UD); Tel. 0432 851245.

 

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