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Strada del Rinascimento Friulano

di Giorgio De Zorzi

Questo itinerario del Friuli Venezia Giulia, si snoda in particolare nella provincia di Pordenone, a ridosso del Tagliamento. Rappresenta un percorso ideale per avvicinarsi ad una serie di opere tra le più significative del Rinascimento friulano, in un’area omogenea culturalmente, che consente di respirare il profumo di quel periodo artistico.

Incontriamo qui alcuni lavori di maggior valore artistico di tutta la regione Friuli Venezia Giulia, che unite ad altri di più modesta fattura ma di valore didattico importante, offrono una suggestiva esperienza culturale..

Sesto_al_Reghena_-_Affreschi_abbazia_2.jpg

L’itinerario segue sostanzialmente la vecchia strada romana che collegava Concordia Sagittaria con i vari guadi sul Tagliamento, come San Vito, Spilimbergo e Pinzano. Le opere, per lo più collocate in edifici sacri, si trovano in piccoli centri, adagiati nella campagna e nei magredi, contornati da castelli, esempi rilevanti di architettura rurale, borghi ancora intatti dal sapore romantico.

L’itinerario attraversa nell’ordine i comuni di: Sesto al Reghena; Cordovado; Morsano al Tagliamento; San Vito al Tagliamento, Casarsa della Delizia; Valvàsone; San Martino al Tagliamento; San Giorgio della Richinvelda; Spilimbergo; Pinzano al Tagliamento; Sequals; Travesio.

La prima tappa da cui parte il nostro itinerario è quella di Sesto al Reghena. Luogo carico di fascino e atmosfere mistiche, è dominato dalla millenaria abbazia benedettina di Santa Maria in SIlvis, autentico scrigno di tesori. Qui, le strutture originarie risalgono al VII secolo.

Porta dell'Abbazia di Santa Maria in Silvis (Foto Wikipedia)

Troviamo già presso la porta della chiesa abbaziale alcuni affreschi del XIII secolo. Vicino la piccola loggia invece altri del XIII-XIV secolo, affiancati da resti di un ciclo di storie cavalleresche della Chanson di Otinel, dell’inizio del ’400.

Il vestibolo del convento presenta una serie di affreschi allegorici della vita ultraterrena: l’inferno sulla parete sinistra, tra cui spicca un impressionante Lucifero, contrapposto alle scene del Paradiso della parete di destra, opera di Antonio da Firenze, databile verso il 1490.

Nell’atrio romanico, un tempo portico della chiesa, bella “Danza Macabra” del XIV secolo. Poi altri affreschi del XV secolo, un lapidario longobardo e lacerti di affresco montati su pannello. I pilastri della navata riportano tracce di un ciclo pittorico del XIII secolo.

Presso abside e transetto della chiesa, affreschi eseguiti tra il 1324 e il 1336 da due autori ignoti. con discepoli. Di cui uno vicino alla scuola di Giotto, che collaborò probabilmente ai lavori della Cappella degli Scrovegni di Padova.

Raffigurate inoltre vicende della costituzione dell’Abbazia, in affreschi del XIV secolo, vicino alla cinquecentesca Processione di Pietro Gorizio.

Infine la Cripta, che ospita sculture del Duecento e del Quattrocento che fanno da contorno alla bellissima urna di S. Anastasia, databile all’VIII secolo, ricavata da una cattedra greco-romana in marmo.

Lasciamo Sesto al Reghena e ci dirigiamo verso Cordovado, attraversando presso Gruaro una porzione della Provincia di Venezia. Cordovado è un borgo fortificato, che è stato annoverato tra i più belli d’Italia. In Borgo Castello si trova l’Oratorio di San Girolamo, che custodisce un ciclo d’affreschi della metà del XIV secolo.

Tramite le stradine si giunge all’antica pieve di Sant’Andrea, dove troviamo un ciclo di affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo, degli inizi del Cinquecento. Al suo interno anche diversi dipinti e pale, attribuite tra gli altri a Nicola Grassi, a Giuseppe De Gobbis, al Bernardino Blaceo.

Notevole il seicentesco Santuario della Beata Vergine delle Grazie, esempio tra i più luminosi del barocco veneto-friulano, a pianta ottagonale con decorazioni del Bellunello, diAntonio Carneo, Baldassarre D'Anna, Filippo Zaniberti (coro), Giuseppe Moretto (sei tele), Sante Peranda, Giuseppe Buzzi. Il soffitto è stato intagliato e dorato da Cataldo Ferrara (1656-58). Interessante anche l’Oratorio di Santa Caterina che conserva affreschi del XV secolo.

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~ Cordovado ~

Lasciato Cordovado, anziché proseguire verso nord, facciamo una piccola deviazione in direzione di Morsano al Tagliamento.

Qui troviamo due piccole chiese rustiche: quella di San Rocco, in cui vi è trittico a fresco di Marco Tiussi da Spilimbergo, datato 1563,  quella col tema dei Santi Pietro e Paolo a Saletto, affrescata anche questa da Marco Tiussi e con un interessante ciclo di affreschi, purtroppo assai rovinato, databile fine del '400-inizi '500. Nella parrocchiale intitolata a San Martino una pala d’altare seicentesca di Palma il Giovane.

Ritornando sui propri passi, verso Cordovado, si riprende la S.S. 463 e ci si dirige a Nord, verso San Vito al Tagliamento.

Sulla strada troviamo la località di Ramuscello, località nel territorio del comune di Sesto al Reghena, che già abbiamo conosciuto, dove possiamo ammirare Villa Freschi-Piccolomini, uno dei più begli esempi in regione di villa veneta.

Proseguendo per la S.S. 463, in località Gleris, troviamo la vecchia chiesa di Santo Stefano, risalente al XV secolo, che presenta sulla facciata un grande San Cristoforo di Pomponio Amalteo, mentre all’interno si trova un ciclo di affreschi di Andrea Bellunello (XV sec). Da qui prendiamo sulla sinistra la strada che conduce a Savorgnano, dove troviamo ancora opere del Bellunello nella parrocchiale e una serie di affreschi di anonimi, risalenti al 1566, nell’interno della chiesa di Santa Petronilla.

È tempo di muovere verso la vicina San Vito al Tagliamento. La cittadina è di notevole interessa dal punto di vista architettonico, museale e pittorico. Dal punto di vista dell’arte figurativa, a cui il nostro itinerario presta principalmente attenzione, il Duomo rappresenta uno scrigno che conserva molti tesori. Qui abbiamo non solo diverse opere dei tre famosi autori sanvitesi rinascimentali: Pomponio Amalteo, Andrea Bellunello e Giuseppe Moretto, ma di diversi altri come il Padovanino, Gaspare Diziani, Francesco Zugno e sculture di Giovanni e Giuseppe Mattiussi.

San Vito al Tagliamento

Almeno altri due sono i luoghi che necessitano una visita. Il primo è la chiesa di Santa Maria dei Battuti, che offre un portale del Pilacorte (1493) e gli affreschi dell’Amalteo (1535), affiancati da seicentesche opere in marmo di Pietro Baratta. Il secondo è la chiesa di San Lorenzo, che accoglie opere di Andrea Bellunello (1481) e di Pomponio Amalteo (1570), oltre alla tomba di quest’ultimo, da lui stesso progettata.

Lasciato il centro di San Vito si continua verso Nord, fino a giungere in località Prodolone. In questo piccolo abitato, la chiesa parrocchiale di San Giacomo custodisce una serie di buoni affreschi cinquecenteschi, attribuiti al Bellunello o a Pietro da San Vito. In Santa Maria delle Grazie troviamo invece un ciclo di affreschi di Pomponio Amalteo e un preziosissimo altare ligneo, capolavoro di Giovanni Martini, tra i più belli della regione.

Continuando sempre verso settentrione, si incontra la località di San Giovanni, dove la parrocchiale conserva due belle pale, opera di Pomponio Amalteo (1577) e di Giuseppe Moretto (1592). Si prosegue, per giungere a Casarsa della Delizia.

A Casarsa della Delizia località sul Tagliamento, dove nacque Pasolini e anche nota per i suoi vini, troviamo alcune opere di Pomponio Amalteo del 1529, custodite nella chiesa di Santa Croce, risalente al XV secolo. Le pitture della parete attribuite all’Amalteo, rappresentantiStorie di Nostro Signore e della Santa Croce, secondo alcuni critici furono cominciate dal Pordenone e poi finite dal genero.

Bella anche la Deposizione di Cristo, sempre dell’Amalteo, del 1562. La parte più bella della chiesa, che era la volta completamente affrescata dall’Amalteo, rimane purtroppo solo un ricordo, confortato da alcune fotografie in bianco e nero. Infatti, durante i bombardamenti del 1945, andò completamente distrutta.

La Chiesetta di Sant’Antonio Abate a Versutta, con una statua del santo titolare scolpita da Carlo da Carona nella prima metà XVI secolo, conserva parti d’affresco medievali (metà del XIV secolo) e brani risalenti al primissimo rinascimento (terzo decennio del Quattrocento).

Ritroviamo invece nella chiesa campestre di San Floriano, in direzione di San Vito, scene di vita del santo omonimo dipinte da Cristoforo Diana nel 1590.

Proseguiamo il nostro itinerario che ci conduce a Valvasone. Anche questo è un bell’esempio di conservazione architettonica, tanto che è stato annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Nell’oratorio di San Pietro possiamo ammirare dei pregevoli altari lignei barocchi e gli affreschi di Pietro da San Vito.

Nel Duomo troviamo un’autentica perla rappresentata dall’organo. Tra i più antichi d’Italia, è l’unico organo veneziano del Cinquecento (1532) ancora funzionante. Venne in seguito impreziosito dalle pitture del Pordenone (1535) e dell’Amalteo (1544).

Il successivo appuntamento è quello di Arzenutto, prima tappa nel comune di San Martino al Tagliamento. Qui troviamo l’Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo, che custodisce un altare ligneo della fine del Quattrocento, opera del grande scultore Domenico da Tolmezzo.

Fanno da cornice gli affreschi di un ciclo dipinto da Pietro da San Vito nel 1515. Nel capoluogo del comune, presso la parrocchiale, sono invece custodite due pale di Pomponio Amalteo del 1548 e 1557.

Continuiamo il nostro viaggio per giungere a San Giorgio della Richinvelda, patria delle “barbatelle”, dove nella cappella del cimitero del capoluogo troviamo un altare marmoreo del Pilacorte (1497). Seguendo la SP n. 1 verso nord, si giunge nella frazione di Cosa, dove si può ammirare la villa-castello Attimis-Maniago.

Da qui si giunge brevemente nella frazione di Provesano, dove possiamo ammirare uno dei più importanti lavori artistici della regione. Si tratta del ciclo di affreschi realizzati presso la chiesa parrocchiale da Gianfranco da Tolmezzo nel 1496. Questa bella decorazione è integrata poi da altre opere di Pietro da San Vito e da alcune sculture del Pilacorte.

Ecco che ci attende Spilimbergo. Prima del capoluogo ci dirigiamo verso la località di Barbeano, lasciando la provinciale e girando alla sinistra, costeggiando il Torrente Cosa. A Barbeano si trova la chiesetta di S. Antonio con affreschi del Gianfrancesco (1489). Proseguendo verso nord, si giunge brevemente in località Tauriano, dove si possono vedere gli affreschi della parrocchiale, opera di Pietro da San Vito.

Attraversiamo il Torrente Cosa e siamo finalmente nel capoluogo di Spilimbergo, la città del Mosaico. Le testimonianze artistiche sono molteplici, così come i richiami turistici. Ai fini del nostro itinerario artistico, bisogna sottolineare: il duomo trecentesco, con varie opere medievali, tra le quali alcune del grande Vitale da Bologna, opere scultoree quattrocentesche del Pilacorte, pale d’altare del cinque-seicento del Martini, Palma il Giovane, Nervesa, da Pordenone; il Palazzo Dipinto, affrescato da Giovanni da Udine, dal Bellunello e, forse, dal Pordenone; la chiesa dei Ss. Giuseppe e Pantaleone, che oltre alla pala di G. Nervesa, custodisce uno splendido coro ligneo del 1477, opera del vicentino M. Cozzi.

Uscendo dal centro, verso nord, in località di Baseglia troviamo nella chiesa di Santa Croce altri affreschi del laborioso e bravo Pomponio Amalteo, affiancate da altre opere rinascimentali e barocche. Riprendendo la SP n. 1, da Baseglia si passa per Gaio, dove nella chiesa di San Marco c’è un bel portale del Pilacorte (1490) e ci si dirige, attraversando un bel bosco, verso Valeriano.

Valeriano, nel comune di Pinzano al Tagliamento, conserva nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano la prima opera sicura di Giovanni Antonio da Pordenone (1506), mentre nell’oratorio di Santa Maria dei Battuti (nelle foto sotto di Diego Cruciat) sono presenti altre rilevanti opere del Pordenone,

come gli affreschi della facciata esterna e la Natività (1524 - particolare sotto). Da segnalare anche il portale del Pilacorte, una pala di Gaspare Narvesa e alcune altre opere medievali tre-quattrocentesche di anonimi.

Raggiunto il capoluogo di Pinzano, si possono ammirare, presso la parrocchiale, degli affreschi del Pordenone (1525) affiancate da opere del Guardi (1740) e un bel crocifisso seicentesco attribuito al Brustolon.

Tornando un poco sui propri passi, si ritorna a Valeriano, poco dopo il quale, sulla SP n. 1, si stacca sulla destra la SP n. 34 in direzione ovest, verso Lestans, nel comune di Sequals.

Qui troviamo la bella villa Savorgnan, ma soprattutto un grande ciclo d’affreschi di Pomponio Amalteo, a decorazione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore.

Da qui in direzione sud, rientriamo nel comune di Spilimbergo, nella frazione di Vacile. La chiesa parrocchiale di San Lorenzo offre alla vista gli affreschi del Pordenone (1510).

Riprendiamo la strada verso Lestans, ritornando sui nostri passi, e superato l’abitato ci si dirige verso Usago e quindi verso Travesio, meta conclusiva del nostro itinerario.

Nel capoluogo, presso la chiesa di San Pietro, troviamo un portale e un battistero del Pilacorte, una pala di Pomponio Amalteo ed un ciclo di affreschi del Pordenone (1517-1533).

Si conclude così il nostro itinerario, con le opere del maggiore pittore del rinascimento friulano. Un viaggio principalmente nell’arte sacra, conservata da quella rete di autentici musei di arte, fede e tradizione che sono le chiese della regione Friuli Venezia Giulia.

 

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