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San Vito al Torre - La Linea difensiva Torre - Isonzo (1915-1917)

La zona della bassa pianura friulana è caratterizzata dalla presenza di due gruppi di resistenza che seguivano il corso dei fiumi Torre e Isonzo e che si raddoppiavano in prossimità dei punti di attraversamento. I resti delle trincee sono ancora visibili nelle campagne della zona, o inglobati negli edifici oppure all'interno degli abitati. I comuni interessati sono: Aquileia, Campolongo – Tapogliano, Fiumicello, Ruda, San Vito al Torre, Villa Vicentina.

Queste difese vennero costruite all'inizio del 1900, lungo il confine fra Italia e Austria-Ungheria, in seguito all'approvazione del Piano Generale per la difesa del territorio nazionale del 1908, una catena di 44 opere militari difensive; forti, sbarramenti, postazioni di batterie e torri corazzate con i necessari ricoveri, magazzini e caserme. Duplice scopo di queste opere era quello di bloccare per 25 -30 giorni l'avanzata di un esercito invasore e di proteggere lo schieramento italiano sulle linee di difesa. All'inizio delle ostilità l'avanzata delle truppe italiane, portò la linea del fronte alle prime balze del Carso. Il sistema difensivo italiano divenne perciò inutile perché troppo lontano.

Il comando italiano durante l'inverno del 1915-16 studiò un nuovo sistema difensivo più vicino alla linea del fronte articolato su due gruppi di tre linee trincerate parallele. Le prime tre linee di difesa avanzata correvano sulla sinistra del Isonzo, le seconde tre di difesa principale correvano sulla sua destra Ma già durante i lavori di realizzazione si evidenziarono i difetti di una linea concepita per una difesa rigida, dall'andamento schematico e ben riconoscibile dall'alto.

Il 24 ottobre 1917 le forze austro-ungariche e germaniche sfondarono le linee dell'Alto Isonzo a Plezzo e a Tolmino provocando la rotta di Caporetto e costringendo le truppe italiane alla ritirata sulla linea del Piave. Di conseguenza le linee difensive del Basso Isonzo vennero abbandonate senza essere state mai presidiate e difese. Le trincee, i cui resti si possono vedere sparsi nelle campagne o inglobati negli edifici della zona e all'interno degli abitati, erano costruite in calcestruzzo ed erano difese da terrapieni.

Internamente strutturate come gallerie voltate a botte, le linee presentavano lungo la facciata anteriore una serie di feritoie per i fucilieri, ad intervalli regolari o sulle testate c'erano le postazioni per le mitragliatrici. Meno frequenti e staccate dalle trincee c'erano, inoltre, postazioni in linea per i cannoni.

Campolongo - Tapogliano

Le trincee di questo settore facevano parte della IV e V Linea di resistenza, esse si sviluppavano lungo la riva destra del torrente Torre; la difesa del ponte sulla strada Cervignano del Friuli, Gradisca era garantita da un raddoppiamento delle posizioni armate.

Fiumicello.

Le trincee che si trovavano nel comune di Fiumicello facevano parte della IV Linea di resistenza, denominata Linea degli Argini, e controllavano la parte meridionale del caposaldo di Papariano, qui la linea si raddoppiava per permettere una più efficace difesa del ponte sull'Isonzo.

Ruda.

Le trincee che correvano ad est del centro abitato di Ruda facevano parte della IV Linea di resistenza, denominata Linea degli Argini, e si sviluppava lungo la riva destra del torrente Torre raddoppiandosi in prossimità del ponte sulla strada Cervignano del Friuli - Gradisca d'Isonzo. Il territorio di Perteole era attraversato dalla V Linea difensiva denominata Linea di Medea. La linea proseguiva poi a sud in località Mortesins.

San Vito al Torre.

Le trincee che si trovano nel comune di San Vito al Torre facevano parte della V linea, la Linea di Medea, così chiamata perché a nord aveva un caposaldo sul colle che sovrasta questo paese, passava per Aquileia e terminava a sud, nella laguna di Grado, presso Belvedere. La Linea di Medea incrociava a sud del paese la VI linea di difesa. Le postazioni si intensificavano in prossimità sul Fiume Torre sulla strada per Versa.

Villa Vicentina.

Le trincee che si trovavano nel comune di Villa Vicentina facevano parte della IV Linea di resistenza denominata Linea degli Argini che si sviluppava lungo la riva destra del torrente Torre e che si raddoppiava in prossimità del ponte di Papariano sul fiume Isonzo. Più vicino al centro abitato e all'interno di esso passava invece la V Linea di Medea.

 

 

 

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