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Udine - Storia di Udine: il secondo dopoguerra

Udine, finita la guerra, riprese ad espandersi. S'incominciò l'opera di ricostruzione con grande unità d'intenti. Si allargarono le vie, coprendo tratti della Roggia, si aprirono nuove strade e si costruirono numerosi edifici sia pubblici che privati. (Nella foto sotto una cartolina di Udine del 1952).

Per quanto riguarda le comunicazioni, il tram elettrico urbano venne sostituito nel 1953 con autobus, rendendo così più razionale e veloce il trasporto pubblico. Anche le altre linee extraurbane Udine-San Daniele del Friuli nel 1954 e la Udine-Tricesimo-Tarcento nel 1959 seguirono la stessa sorte.

Un curioso cinegiornale dell'Istituto Luce, datato 7 gennaio 1949 mostra l'ingegno e l'industriosità udinese.

 

Il video seguente invece mostra Udine nel 1953: una città che ha ritrovato la sua serenità.

 

Il boom economico della fine degli anni '50 e degli anni '60 portò benessere alla città, anche se il Friuli Venezia Giulia rimase tra le regioni più depresse economicamente. Si ebbero in questo periodo un notevole sviluppo urbanistico anche con fini speculativi.

L'intenso sviluppo delle comunicazioni su strada rese necessaria la costruzione dell'attuale autostazione. Nel 1968 la distribuzione del gas di città venne sostituita con il gas metano compiendo così un altro passo verso una città più moderna.

Il 16 settembre 1972 Udine fu visitata da papa Paolo VI in occasione del XVIII Congresso Eucaristico Nazionale. Nel maggio 1974 si tenne una grande adunata degli alpini in congedo e per due giorni la città visse momenti di fratellanza e di ricordi.

Purtroppo una nuova tragedia si abbatté sul Friuli. La sera del 6 maggio 1976 alle ore 21, una tremenda scossa di terremoto durata 55 secondi devastò la zona pedemontana della Regione, il cuore del Friuli.

Centinaia i morti, migliaia i feriti, paesi interi distrutti, decine di migliaia i senza tetto. Poi l'11 settembre alle ore 5.15 e 11.21 due tremende scosse distrussero ciò che si aveva riparato e cercato di ricostruire. Anche Udine subì numerose lesioni agli edifici ma per fortuna i città non vi furono morti. Il Castello fu gravemente lesionato e si dovette smontare la specola pericolante.

Dopo molti lavori di risanamento, venne riaperto al pubblico dal 1990, ripresentandosi nel suo splendore, ospitando i Musei Civici. Le popolazioni sinistrate dal terremoto furono aiutate fra l'altro nella ricostruzione dagli alpini in congedo. Si procedette velocemente e bene, con puntiglio e determinazione, e con la tenacia di chi sa dove arrivare.

Esempio che ha meravigliato parecchi esperti, tanto da essere definito "modello Friuli". Si pensa anche alla ricostruzione spirituale e morale del Friuli. Con il D.P.R. 6 marzo 1978 n. 102, nasce l’Università di Udine, rispondendo così a lunghi anni di richieste e aspirazioni.

Nel 1983 in occasione del millenario di Udine si tenne una nuova adunata alpina e varie altre manifestazioni, tra cui l’arrivo del Giro d’Italia. Il 3 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II venne in visita pastorale alla città dove, in piazza I Maggio, la mattina fu accolto da migliaia di giovani, mentre nel pomeriggio lo stadio gremito, gli porse il saluto del Friuli.

Oggi Udine è una realtà economicamente e culturalmente dinamica  che, con l’intera regione, è chiamata a rispondere alle nuove sfide poste dai cambiamenti dovuti all’allargamento europeo.

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