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San Canzian d’Isonzo – Chiesa dei Santi Canziani Martiri

La chiesa dei Santi Canziani Martiri è una parrocchiale che si trova a San Canzian d’Isonzo in provincia di Gorizia.

Nel sagrato è disegnata la pianta dell’antica basilica martiriale dei Canziani, che lì sorgeva, edificata dai cristiani di Aquileia dopo il 313, al posto di un precedente sacello. La basilica venne in seguito distrutta da un furioso incendio.

Negli anni Sessanta, nel prato del lato Nord della chiesa, venne riportata alla luce la tomba dei Santi Canziani, citata nella loro Passio, e a lungo rimasta ignota. Oggi sul luogo è posto un altare.

La chiesa dei Santi Canziani Martiri  espone sopra il portale d’ingresso, una Madonna in pietra di epoca tardogotica e murati anche altri resti antichi.

All’interno della chiesa dei Santi Canziani Martiri troviano un altare maggiore marmoreo, scolpito da Paolo Zuliani (1750-1767) e da Carlo Picco a partire dal 1765, con un bassorilievo nella mensa e sui piedritti, che rappresenta cinque scene del martirio dei Canziani, purtroppo rovinati dalla soldataglia durante la Prima Guerra Mondiale che si è divertita a privare della testa le figurine.

Ancora internamente, nella chiesa dei Santi Canziani Martiri, nell’alzata tra lisce colonne binate si trova un trittico di Giacomo Secante (1585 circa), raffigurante i Ss. Canzio, Canziano e Canzianilla. Canzio e Canziano in divisa romana, in quanto appartenenti all’esercito e Canzianilla con il vangelo.

Sopra l’arco trionfale del presbiterio due tele: una con il Martirio delle quattro vergini aquileiesi Eufemia, Dorotea, Tecla ed Erasma, a destra, e l’altra con i Ss. Ermacora, Fortunato, Grisostomo, Anastasio e Zoilo, a sinistra, opere di Matteo Furlanetto (1815 circa).

Sulla parete sinistra della chiesa dei Santi Canziani Martiri si trovano delle lastre marmoree, prelevate dal fondo della tomba dei Canziani. Sul muro esterno alcuni lacerti di pietra con iscrizioni funerarie pagane del I secolo d.C. di Lucio Canzio Vero. Nei pressi anche alcuni sarcofaghi romani. Nel cortile della Canonica parte di un mosaico tratto dalla basilica dei Canziani.

Nella prima domenica di giugno, l’usanza vuole che le reliquie dei santi, raccolte in tre urne, vengano esposte in una località poco distante, dove tradizionalmente avvenne il loro martirio.

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