Cerca nel sito

 

 

 

 

Parco Naturale delle Dolomiti Friulane

Logo_Parco_Dolomiti_Friulane.jpg
 

Con la Legge Regionale n. 42 del 30 settembre 1996, viene istituito il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, realizzando così l’area naturale protetta più estesa della Regione, con ben 36.950 ettari. L’idea di un parco era nata già nel 1973, in cui venne redatto un progetto dal titolo "Prime proposte per l’istituzione di un Parco in Alta Valcellina".

Con il Piano Urbanistico Regionale del 1978, quest’area venne destinata a protezione. Sul finire degli anni Ottanta, si cominciò a procedere nella creazione di un Piano di Conservazione e Sviluppo, su incarico della regione, coinvolgendo i comuni interessati. Si costituì il “Parco delle Prealpi Carniche” con l’adesione al piano dei comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso e Forni di Sopra. Nel 1991 con l’adesione di Forni di Sotto, si allarga l’area, che la legge regionale del 1996 istituisce nell’assetto attuale.

L’estenzione del parco vanta poche aree paragonabili nell’arco alpino. Situato nella zona montana di nord-ovest, interessa il territorio di due province, Pordenone e Udine, abbraccia la Valcellina, la Val Cimoliana, l’alta Valle del Tagliamento e la Val Tramontina, toccando in tutto otto comuni: Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Tramonti di Sopra. Il Parco è compreso tra i fiumi Tagliamento e Piave.

La zona è costituita da vallate omogenee, prive di grosse arterie di comunicazione e pressoché disabitate. Questo isolamento ha favorito la conservazione dell’ambiente molto selvaggio, come lo vediamo oggi.

Geologicamente il parco è interessato da tre linee tettoniche: Alto Tagliamento; sovrascorrimento Monte Duranno-Alto Meduna; faglia del Periadriatico. Quest’ultima è evidente nella zona di Andreis e caratterizza il paesaggio. Importante fu anche l’erosione dei ghiacciai, che modellarono in maniera evidente queste valli. Importante nell’evoluzione del paesaggio anche la frana del Monte Toc, il cui deposito è tuttora evidente, che nel 1963 determinò la tragedia del Vajont.

Il parco è circondato da diverse cime, alcune tra le più alte della Regione, come: Cima Preti, 2700 m; il Pramaggiore, 2500 m; i Monfalconi con il famoso Campanile di Val Montanaia (nella foto di Wikipedia), 2173 m. Qui si trovano ancora diversi corsi d’acqua ad alta erosione, che hanno scavato delle profonde gole; i laghi di Cà Selva, Cà Zul e Vajont; i prati in quota di Canpuros; i pascoli di Malga Senons; i canali di Meduna. L’ente Parco gestisce anche la vicina Riserva Naturale Regionale Forra del Cellina (304 ettari), affascinante e selvaggia.

Qui si possono praticare passeggiate, escursioni tematiche e trekking naturalistico, percorrendo vari sentieri e sfruttando diverse strutture d’appoggio come casere, bivacchi e ricoveri. Esiste una notevole biodiversità dovuta ai diversi dislivelli e alle aree boscose, ghiaiose e arbustive.

Il parco è sorvegliato dal Corpo Forestale Regionale e dal Corpo Provinciale Agenti di Vigilanza di Udine e Pordenone. Dalle Stazioni Forestali di Barcis, Claut, Forni di Sopra, Maniago, Meduno.

L’obiettivo del parco è la conservazione delle peculiarità del territorio, migliorando l’ambiente naturale. Esso offre anche una retrospettiva dell’attività umana nella zona, con la restaurata Teleferica della Val Poschiadea, a Forni di Sotto, testimonianza dell’attività in passato dei boscaioli, affiancata a quella di numerose fornaci e carbonaie. Ovviamente la pastorizia era presente, come testimoniato dalle malghe e dai ricoveri per pastori e animali.

Le Montagne

Toc (m 1921), Duranno (m 2652), Preti (2706), Monfalconi di Montanaia (m 2548), Vacalizza (m 2266), Pramaggiore (m 2478), Cridola (m 2851), Cornaget (m 2323), Dosaip (m 2062), Caserine (m 2306), Chiarescons (m 2168), Frascola (m 1961), Ressetum (m 2067), Raut (m 2025), Castello (m 1923), Borgà (m 2228), Turlon (m 2312), Vetta Fornezze (2110).

I Corsi d’Acqua

Zemola, Vajont, Cimoliana, Settimana, Cellina, Silisia, Meduna, Poschiadea, Dria, Giaf, Fiume Tagliamento.

La Flora

L’attività dei ghiacciai fu una delle cause dell’alta biodiversità della zona. La loro presenza infatti ha determinato l’affiancamento alla flora tipica delle zone temperate, di numerose specie endemiche, diversificatesi molto tempo addietro. Ad esempio: l’Arenaria huteri, la Gentiana froelichi, la Pianella della Madonna (Cypripedium calceolus), la Daphne blagayana (rinvenuta in Italia solo nel 1989).

Vi sono estesi boschi di faggio, di pino nero in aree più ripide, ampie pinete di pino rosso (Pinus Silvestris) e di pino mugo.

Tra i fiori, troviamo: Lilium Carniolicum, Cerastium alpinum, Gentiana Lutea, Primula wulfeniana, Leontopodium alpinum, la già citata Gentiana froelichi, Arenaria uteri, Campanula morettina, Saxifraga mutata.

 

La Fauna

Anche l’aspetto faunistico è piuttosto ricco. Possiamo trovare in maniera stabile: camosci, caprioli, marmotte, galli cedroni, galli forcelli, cervi, una nutrita colonia di stambecchi in espansione. Simbolo del parco è l’aquila reale (Aquila crysaetus), che è qui presente in ogni vallata e che testimonia l’alto livello dell’equilibrio naturale. E ancora il francolino di monte, la pernice bianca, il gufo reale, il falco pellegrino, il nibbio bruno, il grifone, il falco pecchiaiolo, il picchio nero, le civette capogrosso e nana, le salamandre e le vipere. Segnalata anche la presenza di Orso bruno che transita occasionalmente.

 

I Centri Visita

I centri visita sono presenti nei comuni dell’area. Presso di essi si possono ottenere informazioni su molti aspetti del parco e anche visitare delle mostre. Andreis: mostra sull’avifauna e sull’ornitologia. Cimolais: ideale per avvicinarsi al parco per la prima volta e conoscere la sua fauna. Erto e Casso: memoria sulla tragedia del Vajont. Forni di Sopra: mostra “la Vegetazione del Parco”. Forni di Sotto: mostra “Le tipologie forestali del Parco”. Frisanco-Poffabro: mostra sull’ambiente e sull’attività casearia legata a questi luoghi.

Itinerari

I Itinerario: in località Claut, si snoda seguendo il sentiero tracciato dagli Alpini nel primo Novecento, poi fondamentale durante la I Guerra Mondiale e i vari combattimenti che qui si svolsero. Recenti ritrovamenti di fossili di dinosauro presso Casera Casavento. Si parte dal parcheggio Pian del Muscol, in frazione Lesis, si giunge poi in Forcella Clautana per ritornare a Lesis. L’itinerario completo si compie in circa 8 ore, con 800 m di dislivello.

II Itinerario: si svolge in località Frisanco e Tramonti di Sopra, risalendo la Val Silisia e giungendo al lago artificiale di Selva, nelle cui acque si trovano alcuni ruderi di edifici sommersi. Da qui ci si ricollega con il sentiero degli Alpini, per giungere a Forcella Clautana. La partenza avviene da Selva o da Panuch, località di Tramonti di Sopra. Il percorso, giunti alla forcella, riconduce al punto di partenza, dopo circa 9 ore di cammino e 1000 m di dislivello.

III Itinerario: Sentiero del lago del Ciul a Tramonti di Sopra. L’itierario conduce nella zona più selvaggia del parco, percorrendo un sentiero che in passato era una fondamentale via di comunicazione per l’economia locale. Si raggiungono i paesi abbandonati di Frassaneit per poi giungere al lago Ciul. Si può raggiungere il lago anche da Tramonti di Sopra. Il tempo di percorrenza è di circa 6 ore e il dislivello di 500 m.

Sentiero delle Bregoline: in comune di Cimolais, segue il sentiero CAI 370, portando nel gruppo del Pramaggiore, offre viste mozzafiato sui dolomitici Spalti del Toro o dai Monfalconi della val Cimoliana. Si parte da Pian Melùth e si guinge a Casera Bregolina Grande. Dislivello 850 m per una durata di circa 6 ore.

Sentiero della Forcella Lareseit: in località Forni di Sotto, segue il sentiero CAI 364 che conduce nella valle dell’Alto Tagliamento e Valcellina. Prosegue poi in Val Poschiadea e nei suoi boschi. Parte da Guado Tagliamento per giungere a Forcella Lareseit dopo un camminio di circa 8 ore e dopo 1000 m circa di dislivello.

Troi dal Sciarbòn: in località Erto Casso, conduce in val Zemola e all’abitato di Casso, sentiero che un tempo i carbonai facevano per commerciare il carbone vegetale. Dislivello praticamente nullo con tre ore di cammino.

Sentiero Natura del Mont Ciavac: in località Andreis, seguendo i seintieri CAI 975 e 976, percorre la zona, partendo e ritornando in quella località e facendo ammirare varie pecularità del parco. Per percorrerlo si impiegano circa 4 ore, con circa 300 m di dislivello.

Troi dai Sclops: in località Forni di Sopra, segue il percorso dei sentieri CAI 361, 369 e 362. Considerato il più sugestivo della zona di Forni, significa sentiero delle Genzianelle e offre una visione di molti ambienti tipici delle dolomiti. Parte e arriva dal Rifugio Giaf con un dislivello di circa 800 m e il percorso si compie in circa 8 ore.

Sentiero del Col dei Piais e Troi de l’Arthith: in località Claut, questi due itinerari sono agili e fattibili da tutti, con un dislivello che giunge a circa 300 m  e con la percorrenza della durata di circa 3 ore. Attraversano verdi prati  con qualche leggera pendenza nel primo sentiero. Partenza da Claut e si giunge a Col dei Piais.

Altre informazioni:
Parco Naturale delle Dolomiti Friulane
Sede: Via Roma, 4
33080 CIMOLAIS (PN) Italy
tel. +39.0427.87333 - fax +39.0427.877900
Sito internet: www.parcodolomitifriulane.it

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

Cimolais_-_Parco-Naturale-delle-Dolomi.gif

 

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project