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Cimolais (PN)

Cimolais - Storia

Il toponimo Cimolais, comune in provincia di Pordenone, è di origini oscure. Forse potrebbe spiegarsi come “in cima al lago”, con riferimento a condizioni di terreno non più esistenti. La storia di Cimolais è molto antica, essendoci testimonianze di insediamenti paleo-veneti risalenti al I millennio a.C.. In seguito ci furono degli insediamenti in epoca longobarda.

È in quest’epoca che Cimolais viene citato per la prima volta, all’interno del famoso atto di donazione dei loro beni all’abbazia di Sesto al Reghena da parte dei fratelli longobardi Efro, Marco e Anto, nell’anno 762. La pieve matrice di Santa Maria Maggiore quindi è pertinenza dell’Abbazia di Sesto al Reghena. Attorno alla chiesa, con il passare del tempo, si formò l’abitato.

In seguito la pieve passò alla giurisdizione della diocesi di Concordia e infine sotto la Repubblica di Venezia, che ne sfruttò la ricchezza boschiva per le costruzioni navali. Famosa è la non lontana abetaia dei “Pezzei”.

Alla caduta di Venezia Cimolais passò all’Austria e nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia. Durante la seconda guerra mondiale Cimolais lottando con i partigiani subì rappresaglie durissime da parte delle truppe tedesche.

 

 

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