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Udine - Storia di Udine: Udine Fascista

Il ritorno di Udine all'Italia, portò un grande ampliamento della sua provincia, perché vi furono aggregati provvisoriamente tutti i comuni appartenenti alla Venezia Giulia, che solo nel 1927 formeranno la provincia di Gorizia, più i comuni limitrofi a Pontebba e a Cervignano.

Anche la città viene percorsa dai fermenti sociali del primo dopoguerra. I reduci della guerra si organizzano. Nascono varie formazioni politiche locali, che in un secondo momento confluiscono nel fascismo. Nel marzo del 1922 Piero Pisenti diviene segretario del Fascio di Udine. Intanto udine riprendeva lentamente la sua normalità. Il 15 aprile viene inaugurato il cinema Eden, sorto in Via Cavour, di fronte al municipio, al posto di alcune case bombardate nella guerrà. Viene proiettato il film Marion con Francesca Bertini. Alla proiezione seguirà una serata di gala con rinfresco al Trombone di Via Pracchiuso e colletta che raccolse 127 lire, donate alla vicina Casa di Invalidità e Vecchiaia.

La mattina del 20 settembre 1922 Benito Mussolini, in occasione del convegno dei Fasci Friulani, tiene un discorso al Teatro Sociale dal titolo “L'azione e la dottrina fascista dinnanzi alle necessità storiche della Nazione.”. Emerge in questa occasione per la prima volta in maniera esplicita quale sarà la sua linea di condotta: ottenere il potere per il rinnovo dello stato senza tuttavia coinvolgere la corona. Poco più di un mese dopo ci sarà la marcia su Roma.

Nel 1923 viene costruita la Casa del Fascio in Via Dante, su progetto di Ettore Gilberti. Nel medesimo anno, a maggio, Mussolini parla nuovamente a Udine. Viene inoltre realizzato il parco della Rimembranza, lungo Via Diaz.

La città muta d’aspetto e si ingrandisce. Nel 1924 si avrà il nuovo macello di via Sabbadini, opera dell’arch. Ettore Gilberti, mentre Pietro Zanini disegna la scuola di N. S. dell’Orto in Via Maniago. Il deposito del Tram viene creato in via Caccia. Questa fase culminerà il 5 ottobre di quell’anno, con la posa della prima pietra dell’Ospedale civile, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.

Il 12 luglio del 1925 viene posta la prima pietra del Tempio Votivo poi Ossario, dedicato ai caduti della I guerra mondiale. Il 24 agosto si tiene l’adunata nazionale degli alpini. Prende anche vita la seconda linea tramviaria che conduce al tirassegno di viale Venezia.

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Via Carducci - Casa del Littorio

Nel 1926 viene fondato l’Istituto Professionale Blanchini. Nell’anno successivo la linea del tram che porta a Tricesimo, viene prolungata sino a Tarcento. Il 15 aprile del 1928 si gioca ad Udine la prima partita di rugby nel Triveneto, tra il Nucleo Universitario Fascista Friulano ed i Leoni San Marco, che prevalgono per 6 a 0. Nel 1931 Udine conta 66.488 abitanti divisi fra città (35.347) e periferia (31.141). Viene creata Piazza Marconi in fondo a Via Mercatovecchio, con l’abbattimento delle case Peressini per favorire la curva del Tram. Venne al loro posto, più arretrato, costruito un palazzo chiamato oggi Ex Angeli, su progetto di Ettore Gilberti.

Nel 1932 viene ultimata l’opera architettonica più importante di questi anni: il Municipio, chiamato anche palazzo D'Aronco. Iniziato nel 1911, rappresenta la più insigne opera italiana del friulano Raimondo D'Aronco, forse il più importante architetto italiano tra ottocento e novecento. Nello stesso anno viene terminata la costruzione del Mercato Ortofrutticolo di Via Volturno, su progetto di Pietro Zanini.

Nel 1935, su progetto di Ermes Midena, in Via Pradamano viene realizzato il “Collegio Convitto dell’Opera Nazionale Balilla”. In quell’anno, il comandante dei Vigili di Udine Giorgio De Zorzi, si reca a Milano per studiare gli impianti semaforici. Di seguito, verrà istallato il primo impianto in Largo Odeon e poi uno in via Poscolle. Nell’ambito dell’apparato militare, 31 ottobre 1935 viene costituita la III Divisione Alpina Julia, con sede a Udine.

Nel 1936 la nobildonna Melania Angeli ved. Bearzi compera e dona a don Guglielmo Biasutti, che si occupava di orfani e giovani bisognosi, la ex-tenuta dei conti Mangilli, in fondo a via Planis, un tempo adibita ad allevamento di cavalli, con una superficie di 16 campi e con 3 edifici in rovina. Qui Don Biasutti inizia la sua opera per orfani e la intitola a Giacomino Bearzi, il bambino che la signora Melania aveva perso giovanissimo.

Il 20 settembre 1938, anniversario del suo primo discorso di Udine, ci fu una nuova visita di Mussolini al quale vennero illustrate e fatte inaugurare varie “opere del regime”: il Tempio Ossario, anche se senza le statue dell’ingresso, poste dopo la guerra; la “Casa della Giovane Italiana del Littorio” in via Asquini. Da Udine raggiunse poi Cividale del Friuli. Qualche vecchia scritta sui muri di via Diaz e via Cividale, ancora oggi visibile, ricorda il percorso e l’evento.

Questo anno viene funestato da una tragedia ferroviaria: il 18 novembre, durante il transito del treno Udine–Cividale, il ponte sul Torre, a causa della piena, crolla, facendo precipitare le carrozze nelle acque, causando 22 morti.

Alla fine del 1938 viene approvato con legge il piano regolatore della città di Udine. Tra le intenzioni iniziali c’erano anche quelle di creare una grande arteria di traffico che attraversasse la città, comportando però un autentico sventramento del centro storico. Per fortuna, le autorità romane bocciarono questo aspetto del piano.

Il 22 maggio 1940 viene inaugurato il Tempio Ossario. La prima guerra mondiale e le sue logiche sembravano ormai lontane, ma i Tedeschi, ai quali siamo legati da un Patto d’Acciaio stanno dilagando per l’Europa. Presto toccherà anche a noi.

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 Discorso a Udine di Benito Mussolini il 20 settembre 1938 

 

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