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Chiusaforte (UD)

Chiusaforte - Storia

Il nome di Chiusaforte, comune in provincia di Udine, anticamente era Chiusa o Sclùse e derivava dalla strozzatura che i monti formano a Nord dell’abitato, entro la quale passa la strada e scorre il fiume Fella. L’aggiunta di “forte” è invece di epoca più recente, dopo l’unità d’Italia (Regio Decreto N. 3893 del 1867).

Da quella strozzatura, dipesero le sorti amare e gloriose del paese, perché era un passaggio obbligato ed essendo quindi un punto stragico vi furono diverse battaglie per conquistarlo.

La naturale via di comunicazione che si snoda tra le Alpi fu utilizzata sin dalla preistoria per gli spostamenti di gruppi umani. Borgo Campolaro rappresenta un toponimo che sembra rimandare ad un insediamento di epoca celtica e quasi certamente già in epoca romana doveva esistere un forte o una stazione a guardia di questo passaggio, che risulta cruciale per quanti discendevano dall’Austria all’Italia o viceversa.

Nell’alto medioevo invece la principale via di comunicazione per attraversare le Alpi era divenuta la strada del passo di Monte Croce Carnico e quindi Chiusaforte perse di importanza. In seguito questa tendenza si invertì e furono ripristinate le strade di questa zona. Con l’istituzione di un pedaggio da parte del Patriarca Ulrico (1085-1121) divenne una notevole fonte di reddito e sempre più un passaggio strategico da conquistare. Nel XIII secolo si ebbe anche lo sviluppo dei pascoli del Montasio, dove nacque l’omonimo formaggio.

Con la conquista del Friuli da parte della Repubblica di Venezia, divenne il luogo di contatto di questa con l’Austria, risentendo militarmente di ogni periodo di atrito. Tuttavia, nel quadro generale strategico, la Chiusa cominciò a perdere di importanza.

Nel 1616 nella guerra di Gradisca, venne devastata dall’esercito austriaco, forte di 800 cavalieri e comandato dal Conte Adamo di Trautmannsdorf. L’intervento di Marcantonio di Manzano ricacciò però le truppe austriache fino a Tarvisio.

L’amministrazione della giustizia veniva svolta in prima istanza dal capitano dell’abbazia di Moggio e, dopo la soppressione di questa, nel 1767, dai marchesi di San Gallo, titolo detenuto dalle famiglie Leoni e Mangilli a turno.

Gli austriaci di stanza non opposero resistenza alle truppe francesi che nel marzo 1797 la raggiunsero. Napoleone la giudicò strategicamente non rilevante.

Con l’avvento del Regno Italico istituito dai francesi, si ebbe l’abolizione dei diritti feudali e la concentrazione delle piccole comunità in un Comune amministrativo di III classe inserito nel Dipartimento di Passariano, distretto di Tolmezzo, cantone di Resiutta.

Con l’amministrazione austriaca il comune fu aggregato al distretto di Moggio e nel 1818 gli fu concesso un consiglio comunale senza ufficio proprio. Nel 1826 il governo Austriaco ordinò di procedere alla demolizione della fortezza e quindi, nel 1833, la storica rocca fu abbattuta. Da allora Chiusaforte visse un periodo di pace, trasformando la sua vita amministrativa nell’aspetto attuale.

Le condizioni economiche però mutarono con l’abolizione dei pascoli comunali. Specialmente dopo la metà del secolo XIX prese forte incremento l’emigrazione stagionale e permanente.

Nel 1904 si volle fortificare nuovamente la zona con la costruzione del forte di Col Badin, posto a valle dell’abitato di Villanova. Nella I Guerra Mondiale Chiusaforte venne considerato ancora un punto strategico e ne venne rafforzata la difesa. Durante il conflitto però la parte di territorio più interessata agli sviluppi del fronte fu quella di Sella Nevea - Monte Canin – Altiiano del Montasio, dove si tenevano posizioni poste a più di 2000 m. Nel 1917, con la rotta di Caporetto le truppe austriache non impiegarono che poche ore a superare le difese.

Nel dopoguerra, nel 1928, i comuni di Chiusaforte e Raccolana vennero fusi in un unico comune (R.D. n. 659 del 15 marzo).

Durante la II Guerra Mondiale venne danneggiata dai molti bombardamenti alleati che avevano come obiettivo il vicino ponte ferroviario sul Fella.

Nel settembre 1963 venne inaugurata la caserma Paolino Zucchi, che fu sede del Battaglione Alpini Cividale, della Brigata Julia.

Chiusaforte fu danneggiata notevolmente dal terremoto del maggio 1976. Anche parte della caserma Zucchi crollò e il battaglione ritornò completamente operativo solo nel 1979. La cittadina, per la rispota civica e morale che seppe dare in questa occasione nella sua pronta ricostruzione, ebbe la medaglia d’oro al merito civile.

Il 9 ottobre 1992 venne costituito il 15 reggimento Alpini che inquadrava il Cividale, ma di lì a poco, in seguito alla ristrutturazione delle forze armate, il 15 novembre 1995 venne chiusa la caserma Zucchi e il Battaglione venne sciolto.

Il 22 giugno 1996 una grave alluvione colpì l’abitato e altri comuni della zona, con notevoli danni alle strutture abitative e produttive.

 

 

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