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Trieste - Castello di Miramare

Il Castello di Miramare è un edificio in stile eclettico opera di Carl Junker. Esso doveva essere la dimora dell’arciduca Ferdinando Massimiliano, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe, e di sua moglie Carlotta. Massimiliano si innamorò di questi luoghi nel 1850, quando diciottenne vi giunse per imbarcarsi per il vicino oriente. Nominato nel 1854 comandante della marina imperiale, decise di costruire qui la sua residenza (pare dopo che per una tempesta dovette rifugiarsi a Grignano).

La costruzione, cominciata con l’acquisto dei terreni nel marzo del 1856, venne battezzata Miramar, su imitazione di quella che il principe Ferdinando di Sassonia aveva costruito a Pena, in Portogallo. Tuttavia l’edificio fu ultimato nel 1860, dopo la partenza di Massimiliano per il Messico, dove nel 1864 fu creato imperatore e nel giugno 1867 a Querétaro, fu fucilato dagli insorti repubblicani guidati da Benito Juarez. Le decorazioni interne sono opera dell’artigiano Franz Hofmann e di suo figlio Julius.

Nel settembre del 1882 ospitò, durante una visita ufficiale, l’imperatore Francesco Giuseppe con Elisabetta d’Austria e l’erede al trono Rodolfo con la consorte Stefania del Belgio. Riceveranno qui le autorità cittadine. Frequenti furono anche i soggiorni di Sissi, tra il 1869 e il 1896, necessitando anche di un clima salubre per curare la tubercolosi.

Stefania del Belgio, nipote di Carlotta e vedova di Rodolfo, sposera nella cappella di Miramare il nobile ungherese Elemér de Lónyay. Dal 9 marzo all’ 11 aprile 1914, soggiornerà qui Francesco Ferdinando, erede al trono, ospitando per alcuni giorni anche il Kaiser Guglielmo II. Solo due mesi più tardi, il 28 giugno di quell’anno, Francesco Ferdinando verrà assassinato a Sarajevo.

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Durante la I Guerra mondiale gli arredi e i quadri del Castello verranno portati a Vienna. Al termine del conflitto, dopo l’accordo tra i due governi, tra il 1925 e 1926 verranno restituiti completamente, al fine di ripristinare l’originario arredamento. Verrà aperto al pubblico il 24 marzo 1929.

Dal 1931 il castello fu residenza del duca d’Aosta, in quanto comandante della I Divisione Aerea, di stanza a Gorizia, fino al 1937, quando diverrà Vicerè d’Etiopia. Dal 1943, con l’occupazione di Trieste da parte delle truppe tedesce, nel Castelletto verrà posta una scuola per ufficiali. Nel 1945 i Neozelandesi, con alla testa Freyberg, entrano a Trieste e si insediano nel Castello. Diverrà in seguito comando di due divisioni inglesi e quindi dal 1951 al 3 otttobre 1954 ospitò il comando americano. Nel marzo 1955 viene riaperto il parco con la denominazione ufficiale di “Parco di Miramare” e il 2 giugno di quell’anno, il “Museo storico del Castello di Miramare” viene dichiarato monumento nazionale.

La visita al Castello di Miramare comincia dal piano terra. Dopo l’ingresso e la biglietteria, a sinistra si apre lo studio dello Sala Novara, perché riproduce il «quadrato» della fregata omonima su cui Massimiliano aveva iniziato la sua carriera d’ufficiale di marina. Si attraversa poi la Biblioteca, con oltre 6.000 volumi e che conserva alcune edizioni di pregio. Segue la Saletta da pranzo in stile olandese, dove nelle vetrine sono raccolte bisquit di Vienna, porcellane di Melsen, bruciaprofumo cinesi. Alle pareti formelle con vedute di Nynphenbur e su un tavolo un pezzo di Héréud.

Si passa quindi nell’appartamento di Carlotta che comprende un Salottino di gusto francese, con grazioso secrétaire; alle pareti pastelli con ritratti di personaggi della corte teresiana. Adiacente uno Studiolo a pianta ottagonale con alle pareti dipinti eseguiti da Carlotta e un suo ritratto in costume brianzolo opera di Jan Frans Portaels e la stanza da letto con mobili donati da cittadini milanesi. In questa stanza fu sistemata la sala dove furono ricevuti i rappresentanti messicani e dove Massimiliano firmò l’atto che lo fece imperatore del Messico.

Si giunge poi nella stanza da letto dell’imperatore detta “La Cabina”. Si passa quindi allo spogliatoio dov’è un dipinto attribuito allo Schiavonese, raffigurante Amore e Psiche e nella Cappella di forme gotiche che ricordano la chiesa di S. Sepolcro a Gerusalemme. Da ultima la Sala della Rosa dei Venti così detta per la decorazione del soffitto. Alle pareti varie tele fra cui una di Ippolito Caffi, Luminaria a Venezia.

 

Eccoci nuovamente nell’atrio e allo scalone d’onore (dal quale, attraverso una grande finestra si gode un magnifico panorama su Trieste e l’Istria). Questo scalone è stato costruito in legno di quercia imitando lo stile del Rinascimento tedesco. Lungo lo scalone sculture di paggi imperiali che reggono le lampade ed alle pareti trofei di caccia, armi esotiche e due armature tedesche dell’epoca di Massimiliano I (sec. XV) ai lati della rampa due portantine del ‘700 e due grandi vasi Imari in porcellana.

Si giunge al Primo Piano, dall’ampio ballatoio, dove ci sono pregevoli bureaux ed uno stipetto con bellissime tarsie (sec. XVII). A sinistra lo Studio del duca d’Aosta che ricorda il periodo trascorso a Miramare del duca Amedeo d’Aosta, il cui busto in bronzo è opera di Romano Romanelli. Presenti vari arredi in stile razionalista. Dopo alcune sale si giunge nel Salotto dei principi, prima sala dell’appartamento di rappresentanza: notare il bel portaletto rinascimentale tedesco.

Segue la Sala dei regnanti, così detta dai dipinti alle pareti che raffigurano sovrani contemporanei a Massimiliano. Notare il piacevole letto a colonnine dono di Napoleone III, e il tavolinetto dorato dono di Pio IX. Seguono la Sala delle Udienze, con soffitto riccamente decorato (notevole pure il tavolo intarsiato) e la Sala di conversazione, come la precedente tappezzata in seta rosa damascata (motivi araldici messicani alternati al monogramma di imperiale di Massimiliano); notevoli i medaglioni di Massimiliano e Carlotta, ed una scultura in marmo bianco, Dedalo e Icaro copia del 1854 di Innocenzo Fraccaroli.

Si visitano quindi il Salottino giapponese, quello cinese con arredi e oggetti orientali di pregio e la Sala di Cesare dell’Acqua che contiene tele del pittore piranese, raffiguranti i fatti salienti della storia del castello e della zona ove sorge.

Accanto la Sala del Trono che, originariamente in stile simile a quello della Cappella e successivamente (1922) modernizzata, è stata recentemente restaurata valorizzando l’antico splendore. Qui sono raccolti cimeli di Massimiliano e alcuni pregevoli dipinti di autori famosi (Van Dyck, Tintoretto, Rembrandt). Ultima la Sala dei Gabbiani così detta dalla decorazione del soffitto a lacunari, dove sono notevoli il lampadario e un orologio in stile Luigi XIV.

Usciti dal Castello prendendo il sentiero che si apre di fronte, e che segue l’alta riva con vista sul mare, si giunge in un ampio spiazzo occupato da aiuole, tra le quali sono sparse riproduzioni di statue greche, dove troviamo in fondo a destra una palazzina adibita a bar mentre a sinistra un ampia scalinata scende al mare.

 

Dall'ingresso di Viale Miramare si giunge in breve ad uno spiazzo con in centro una fontana; a sinistra si prospetta il Castello a picco sul mare, mentre sulla destra una stupenda pergola di glicine a forma di esedra; dal lato di fronte, chiuso da una balaustra, si ha una bella vista sul mare, in basso, sul pittoresco porticciolo dal quale l'arciduca Massimiliano salpò per il Messico, all'estremità del molo vi è una sfinge egizia, unica presenza a Miramare della collezione di reperti egizi curata da Massimiliano.

 

Il Castelletto

Proseguendo si giunge alla piazzola dei cannoni, dalla quale si può raggiungere il parco e il Castelletto. Quando Massimiliano scelse di stabilirsi a Miramare, inizialmente affittò una villa sulle pendici del monte San Vito, affittatagli da Nicolò Marco Lazarovich. Durante la costruzione del Castello, l’arciduca decise di farsi costruire un Gartenhaus, detto poi Castelletto, che riproduceva in scala l’edificio maggiore. Verrà decorato riccamente in stile turco e tedesco e arredato con numerosi oggetti. Questa sarà la sua dimora, con la consorte fino al 1860 e poi, dopo il tragico epilogo di Massimiliano, solo da Carlotta, tra la fine del 1866 e l’inizio del 1867, ormai minata da una quieta follia, prima di essere ospitata in alcuni castelli del Belgio fino al 1927, quando morirà nel castello di Bochoute.

 

Il Parco

Il Parco è uno stupendo esempio di giardino inglese (22 ettari) esteso sul promontorio che interrompe a metà circa la costa del Golfo triestino, tra Trieste e Sistiana. Opera progettata sempre da Carl Junker, nacque come giardino privato e fu realizzato con terra di riporto, in un luogo privo di vegetazione. La parte botanica fu curata dal giardiniere Josef Laube e dal 1859 da Anton Jelinek, boemo, anch’esso imbarcato con Massimiliano sul Novara.

Sparse tra i vialetti dei parco di Miramare, numerose aiuole ornate da una grande varietà di piante (abeti, cedri del Libano, cipressi della California, sequoie, glicini cinesi, camelie) alcune anche rare e tropicali. Sono disseminate anche alcune riproduzioni di sculture classiche.

Da segnalare inoltre le Scuderie, a cui lo Junker in fase di progettazione prestò particolare cura. Nel periodo tra le due guerre vennero modificate anche per fungere da autorimessa, mentre un’altra parte per alloggio del personale. Ospitarono anche l’Istituto di Fisica Teorica fino alla metà circa degli anni ‘60. Sono state recemente restaurate e destinate usualmente ad attività espositive.

Troviamo quindi come altri edeifici minori: le antiche serre; i resti della cappella di San Canciano, in cui si trova una croce fatta con il legno del Novara (andato in disarmo nel 1899); una piccola casetta oggi adibita a caffetteria; la “casetta svizzera” posta ai margini del lago dei cigni.

Informazioni:

http://www.castello-miramare.it/informazioni/

 

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