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Valvasone Arzene - Duomo del SS. Corpo di Cristo

Il Duomo del Santissimo Corpo di Cristo è la chiesa parrocchiale di Valvasone, capoluogo del comune di Valvasone Arzene in provincia di Pordenone. Di foggia quattrocentesca, originariamente era in stile tardo gotico, mentre oggi è in stile neogotico in seguito ad una ristrutturazione avvenuta tra il 1889 e il 1901.

Un’assemblea di alcuni cittadini e dei nobili di Valvasone, stabiliva il 21 luglio 1449 che si costruisse una nuova chiesa in sostituzione della vecchia parrocchiale, ormai insufficiente alle esigenze del paese. L’area della costruenda chiesa, all’interno della seconda cerchia di mura, venne donata dai Valvasone. La nuova parrocchiale fu istituita il 28 marzo 1454.

Il titolo della chiesa deriva da un miracolo avvenuto a Gruaro nel 1294, riportato anche nel 1765 dallo storico locale Antonio Nicoletti. Una donna che lavava una tovaglia di lino dell’altare della chiesa di San Giusto, nella roggia Versiola, vide che essa prese a tingersi di sangue. Guardando meglio vide che era un’ostia rimasta nella tovaglia a sanguinare. Nella chiesa è presente la reliquia di questo miracolo, qui custodita, dopo una contesa tra il Vescovo di Concordia e i signori di Valvasone, risolta da Papa Nicolò V a favore dei secondi.

Il Duomo venne terminato nel 1454 e consacrato nel 1484. L’arredo interno subì un radicale rinnovamento tra il XVII e il XVIII secolo, sostituendo alcune pale ed alcuni altari in legno con il marmo. L’edificio è a navata unica rettangolare, con tetto con capriate a vista.

Il presbiterio a pianta quadrata è affiancato da due cappelle laterali, di cui una è base del campanile, e una centrale, coperte con volta a crociera. I restauri del 2004 hanno riaperto delle finestre tardo-romaniche originali e ripristinata un’antica nicchia forse un tempo adibita a custodia delle reliquie.

Nell’altare dedicato a S. Caterina d’Alessandria, troviamo un paliotto di rara bellezza nel quale sono raffigurati in basso rilievo l’Adorazione degli idoli, il Giudizio e il Martirio di S. Caterina d’Alessandria, opera seicentesca attribuita a Francesco Penso detto “il Cabianca”. Altro paliotto all’altare di S. Giacomo: in basso rilievo raffigurante il Martirio del Santo.

Altre opere interessanti sono: la pala della S. Croce del 1605 di Angelo da Portogruaro; la pala di S. Caterina (1701) di Giulio Quaglio da Como; la pala nell’altare di San Nicolò, del 1791, di Matteo Luigi Canonici da Venezia; un Crocifisso di legno della bottega di Pomponio Amalteo (sec. XVI).

Un cilindro di cristallo sostenuto da un reliquiario d’argento del maestro orafo Antonio Calligari, conserva la sopracitata tovaglia, reliquia del miracolo di Gruaro. Una festa per la Sacra Tovaglia si celebra il quinto giovedì di Quaresima, a conclusione delle giornate di adorazione del SS.mo Sacramento, con la partecipazione dei sacerdoti e delle comunità della forania di Valvasone. Durante la festa del Corpus Domini, la Reliquia viene portata in processione con il SS. Sacramento.

 

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