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San Daniele del F. - Biblioteca Guarneriana

Via Roma 1 e 4
33038 San Daniele del Friuli (Ud)
www: www.guarneriana.it 
Mail: info@guarneriana.it

 

Sezione Antica
Via Roma 1
Tel. 0432.957930 fax 0432.954934
Orario di apertura: martedì e venerdì 9-12; 15-18.
visite e consultazione libri antichi su appuntamento.

 

Sezione Moderna

via Roma, 4
Tel. e fax 0432.954934
e-mail:
info@guarneriana.it
catalogo: http://www.bibliopac.it/
orario di apertura: da martedì a venerdì 9-12; 14.30-18.15; sabato 9-12.

 

Posta al centro di San Daniele del Friuli, comune in provincia di Udine, nel palazzo loggiato adiacente al Duomo, la Biblioteca Guarneriana è la più antica della Regione, come luogo di pubblica lettura, e tra le più antiche d’Italia. Si iniziò a costruirla a partire dal 1415, utilizzando i materiali della muraglia meridionale del castello dei Varmo.

L’istituzione prese vita il 7 ottobre 1466, quando Guarnerio d'Artegna, che era vicario in spiritualibus et temporalibus del Patriarca di Aquileia e pievano di San Daniele, donava la sua preziosa raccolta bibliografica, formata da 173 codici di alta qualità, pensando che: “… se qualcuno volesse ..et al Consilio, et Communità piacesse possa sopra detti libri, et nell'istessa libraria e non altrove, legere et studiare con licenza del Consiglio et Communità di San Daniele …”.

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~ La sede della Biblioteca Guarneriana ~

Guarnerio d’Artegna era un intellettuale umanista che aveva contatti con esponenti della cultura dell’epoca come Lorenzo Valla, Poggio Bracciolini, Leonardo Bruni, P. Paolo Vergerio, Guarino Veronese, Giovanni di Spilimbergo e visse le prime esperienze letterarie e filologiche a Roma da cui rientrò in Friuli nel 1435. Trovò quindi posto nella loggia a cinque arcate di pietra dove veniva anche amministrata la giustizia. Al piano superiore si trovano: il salone che veniva utilizzato per le riunioni del Consiglio dell'Arengo, l'armeria e l'archivio storico.

Grazie al suo impegno di bibliofilo, si venne formando il primo nucleo della biblioteca pubblica, rimasta quasi intatta nel tempo e ritenuta uno dei più significativi e coerenti fondi documentari dell'Umanesimo latino in Italia.

Guarnerio istituì, prima ad Udine poi a San Daniele uno scriptorium da cui uscirono le opere della sua raccolta: in primis, le Commedie Plautine e poi, copiate da Nicolò da San Vito, le Noctes Atticae di Aulo Gellio e quindi il De Officiis di Cicerone, le Declamationes Maiores dello Pseudo Quintilliano, le Perioche omnium librorum di Tito Livio.

Nacquero in seguito, i più prestigiosi codici della biblioteca: i codices in pergamenis deauratis, in elegante littera antiqua e miniati da artisti come il veneziano Michele Salvatico, famoso all’epoca ed apprezzata dal cardinal Bessarione, mecenate della biblioteca Marciana di Venezia, durante un suo viaggio di ritorno dalla Germania.

Nel sec. XVI si fecero dei lavori di ampliamento e verso la metà del secolo iniziarono quelli della facciata con trifora di notevole pregio, opera di Toffoletto da Tarcento. Dopo la morte del fondatore, i libri vennero custoditi anche nella chiesa di San Michele Arcangelo, fino al 1743.

La Biblioteca Guarneriana fu arricchita nel '700 con la donazione dell'arcivescovo di Ancora, Giusto Fontanini, erudito sandanielese, abate di Sesto, abbreviatore apostolico, noto per le complesse diatribe giurisdizionali con Ludovico Antonio Muratori. Essendo Fontanini deceduto a Roma nel 1736, il fondo non giunse integro a San Daniele. Infatti parte di esso fu trattenuto per "ragion di stato" a Venezia. Il 5 maggio 1781 venne inaugurata la parte verso il campanile adibita ad archivio e cancelleria.

Oggi raccoglie numerosi incunaboli e preziosi codici miniati, ed alcuni gioielli come: una splendida Bibbia Bizantina della fine del sec. XII, di provenienza ignota; una Divina Commedia della fine del sec. XIV contente l'Inferno e i primi tre canti del Purgatorio, miniata con commento in latino di Graziano Bambaglioli, forse non posteriore al 1324 (il più antico conosciuto); i Trionfi del Petrarca del sec. XVI, miniati; un Missale Romanum del XV secolo, miniato.

La sezione antica della Biblioteca, attualmente è dotata di circa 12.000 libri antichi (tra cui 600 codici, 84 incunaboli, 600 Cinquecentine). La frequentano studiosi e ricercatori sia delle università della regione che di molti atenei ed istituti culturali italiani ed esteri, europei ed extraeuropei.

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