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Cavasso Nuovo - Chiesa di San Remigio

La chiesa parrocchiale di San Remigio si trova nel comune di Cavasso Nuovo in provincia di Pordenone.

Fu costruita nel XVI secolo e consacrata il 5 maggio 1525 dall’antistite di concordia Giovanni Argentino. All’epoca Cavasso Nuovo e Fanna formavano un’unica pieve che venne divisa nel 1584 per decreto del visitatore apostolico De Nores.

La chiesa di San Remigio, dopo essere stata più volte rimaneggiata, fu rifatta nel XVIII secolo. Il terremoto del 1976 l’ha gravemente lesionata. Fu quindi deciso lo stacco dell’opera d’arte più nota, rappresentata dalla decorazione dei soffitti della navata, opera di Andrea Urbani  (1711-1798), che molto e bene aveva lavorato in Friuli

Erano rappresentate le seguenti scene: nello scomparto centrale l’Annunciazione della Madonna, mentre nei riquadri di forma tondeggiante che lo circondano erano raffigurati gli Emblemi degli Evangelisti. Imponente e ariosa la scena sacra, resa tale con un turbinio di angeli e di nubi, e con ben riuscite quadrature che lo incorniciano. La data di esecuzione, 1783 insieme al monogramma di Andrea Urbani, compare sul libro tenuto aperto dall'angelo, simbolo di San Matteo.

La volta del presbiterio era sempre affrescata dall’Urbani con vari effetti ottici e decorazioni di elementi architettonici per porre in risalto la rappresentazione dell’ovale centrale in cui si vede la SS. Trinità con agnello mistico.

Conserva all’interno anche un fonte battesimale cinquecentesco, scolpito tra il 1517 e 1l 1520 dal lapicida Francesco da Meduno con copertura lignea di Antonio Billia di Latisana (1765), e il monumento funebre di Marzio da Polcenigo (1650).

Notevoli anche i dipinti del Battesimo e Consacrazione di Clodoveo da parte di San Remigio (prima metà del XVII sec.) e la Madonna del Rosario (1640), che si deve a Francesco Mattiazzi (sec. XVIII). All’ingresso della sacrestia basso rilievi scolpiti nel legno dello scultore Max Piccini con un’allegoria sull’emigrazione (sec. XX). Nella canonica un dipinto del carnico Nicola Grassi (1682-1748), proviene dalla distrutta chiesetta di Sant’Antonio, raffigurante la Visitazione con i Ss. Antonio da Padova, Giovanni Battista e Nicolò (quarto decennio sec. XVIII).

Il campanile della chiesa di San Remigio ebbe le campane consacrate il 16 agosto 1612 da Benedetto Benedetti, vescovo di Caorle.

 

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