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Tarvisio - Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo è parrocchiale e si trova in Piazza Unità a Tarvisio, in provincia di Udine.

Il 10 febbraio 1933 il decanato di Tarvisio fu unito civilmente all'Italia. Già dal 1919 fu staccato dalla Diocesi di Gurk (Klagenfurt) e unito all'Arcidiocesi di Udine a formare il Vicariato foraneo di Tarvisio. E' degno di nota il fatto che a Tarvisio di parlò friulano fin prima del sec. XV. Con breve apostolico del 22-2-1963, veniva concesso: "Hodierno parocho, vicario foraneo, durante munere" i privilegi ed insegne di Prelato d'Onore.

L'edificio è uno degli esempi più interessanti di chiesa fortificata circondato da un muro di cinta. Rappresenta una parte dell'antica fortezza eretta quando Tarvisio divenne importante baluardo alla minaccia turca, munito di due torri di difesa quattrocentesche: una circolare che ospita un piccolo Ossario dei Caduti ed una ottagonale che è stata trasformata in battistero.

La chiesa fu fondata nel 1399, forse su una precedente. Il suo assetto attuale risale al 1445, ed è attribuito al maestro Osvaldo Rav. Fu più volte rimodernata, ampliata nei secoli successivi e riconsacrata nel 1960. Lo stile è carinziano. posto sotto un porticato a tre arcate ogivali, sopra alle quali si apre una trifora gotica. L'interno è a navata unica gotica con due cappelle laterali di stile barocco. Nella zona absidale si alza il campanile con la cuspide a cipolla.

Nella ristrutturazione del 1959, quando per iniziativa di Monsignor G. Fontana si decise di abbattere la facciata per allungare la chiesa verso la piazza, su progetto di Giacomo della Mea, emersero sotto l’intonaco della facciata importanti affreschi raffiguranti San Cristoforo con il bastone baculo del viandante e due scene della Passione: Orazione nell'orto del Getsemani e Gesù cade sotto la croce, di artista sconosciuto ma di buona fattura. Nel primo sono raffigurati anche la Tarvisio del ‘500 e un turco.

Asportati nel 1961, vennero restaurati. Le scene della passione furono poste all’interno mentre il S. Cristoforo (in origine poco leggibile) fu ricollocato sulla nuova facciata esterna nel 1994. All'interno nel presbiterio altra serie di affreschi di grande interesse, nella parete di destra, raffiguranti l'imperatore Carlo V a cavallo di passaggio a Tarvisio, in occasione dell'invasione turca. Nella prima campata, a sinistra, il Giudizio Universale con Paradiso, e Purgatorio e Inferno, leggibile solo nella parte superiore.

Nella seconda campata si trovano Storie della Vita della Madonna, con piacevoli architetture e brillanti episodi tra cui spiccano L'Annunciazione e la Natività di Gesù, attribuibili alla scuola di Thomas von Villach, risalenti tra la fine del '400 e inizi del '500. Sull'arco trionfale dell'abside, riportato alla luce di recente, il sacrificio di Abramo con le parole della Genesi "Abramo credette al Signore che glielo accredita come giustizia". Sulla destra si trova un gruppo scultoreo raffigurante Sant'Anna e Maria Bambina, opera ottocentesca della Val Gardena, incastonata nell'altare settecentesco.

Nell'altare addossato all'arco trionfale una rilevante scultura di legno rappresentante l’Incoronazione della Vergine, del sec. XVI. Si conservano inoltre 25 tavolette del sec. XVIII con figure di Santi e Angeli musicanti. Interessanti gli stalli lignei intagliati da un artista tedesco nel sec. XVI.

L'altare maggiore della chiesa dei Santi Pietro e Paolo è la parte centrale (lo Schrein) di un "Flügelaltar" del 1722. Nel 1733, assieme al pulpito, vennero costruiti tre nuovi altari. Risale a quest’epoca la mutilazione probabilmente a quest'epoca risale la mutilazione del "Flügelaltar". Altare ed ambone sono opera recente dell’artigiano Domini.

Le vetrate di stile neogotico, sono state rifatte nel XIX secolo e raffigurano vari soggetti: nell’abside San Leopoldo re e gli apostoli Pietro e Paolo (realizzate a Innsbruch nel 1887); Ottone I grande Vescovo di Bamberga (1031-1139), riorganizzatore civile e religioso della Valcanale; l'imperatore Enrico II che fondò nel 1007 il Vescovado di Bamberga, includendo le terre carinziane (il Vescovado durò sino al 1759); i santi Ermacora e Fortunato, patroni e martiri della Chiesa di Aquileia (vetrate sulla parete di sinistra); Cirillo e Metodio; Carlo Magno, che nell'811 fissa i confini del patriarcato al fiume Drava, con il patriarca Paolino, uomo di cultura, amico e consigliere dell'imperatore (vetrate sulla parete di destra).

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è circondata da un antico cimitero alle cui mura, ancora oggi si notano le feritoie ora accecate. Ad esso sono addossati tre cippi romani ritrovati nel Tarvisiano: il primo ricorda l'affetto di Giulia Stretonica per il marito Aquilino Cesenatese morto a 46 anni; il secondo risale a 189 anni d.C. è stata scritta per voto dei coniugi Vitale e Sura; la terza del 190 d.C., l'unica in cui sono scolpite delle figure, che nei riquadri laterali presentano un Satiro con tirso, (distintivo delle baccanti) e una Danzatrice, con i nomi di Mutilio Cresto e Fiorentina Secundina e la scritta "moglie di rare doti".

 

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