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Campoformido - Casa del trattato

A Campoformido, in Piazza Trattato n. 4, sorge l’edificio dove si dice fu firmato il “trattato di Campoformido” (Campoformio è la forma veneta), alla presenza di Napoleone e il principe Carlo d’Asburgo, il 17 ottobre 1797. Era la casa di un tal Bertrando del Torre, forse una locanda. Una lapide ricorda questo fatto:

 

NAPOLEO MAGNUS

PIUS FELIX INVICTUS AUGUSTUS FOEDERE

CAMPOFORMIDENSI PACIFICUS

XVI KAL. NOV. AN. MDCCXCVII.

 

Ancora oggi vi è una trattoria nella casa, che si chiama appunto “Al Trattato”.

In realtà si sarebbe dovuto firmare qui, ma il trattato fu invece firmato a Villa Manin. Infatti tutto era stato preparato per firmare a Campoformido, nella casa di Bertrando della Torre. All’ultimo momento Napoleone chiese di ritardare la firma, in quanto in attesa di un corriere da Parigi.

I plenipotenziari austriaci, conte Cobenzl e barone Degelman, sospettando che fosse una scusa per modificare gli accordi, si precipitarono a Passariano, dove Napoleone si scusò per il disguido, spiegandolo con la sua scarsa esperienza diplomatica.

I documenti furono firmati nella notte a Villa Manin, pur riportando la località originalmente scelta: Campoformido. E passando con questo nome alla storia.

Una vignetta dell’epoca mostra i firmatari del trattato che escono dalla locanda. L’oste li insegue sino alla carrozza, presentando loro il conto. Il generale Napoleone Buonaparte dice: “Io non pago!”, il principe Carlo dice: “Io non ho soldi!” e il veneziano Pantalone, dalla cassetta della carrozza, dice all’oste: “Amigo, dame qua, pago mi!”. Satira nata dalla famosa frase: “Paga Pantalone!”, in questo caso nel senso generale dell’Italia.

 

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