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Aquileia - Cimitero degli Eroi

Il Cimitero degli Eroi ad Aquileia, comune in provincia di Udine, si trova sul retro della Basilica Patriarcale. Sorge nel luogo dove furono raccolti i primi caduti del 1915 sul Carso, per opera del prete di Aquileia: don Celso Costantini.

Negli anni Venti fu risistemato, attuando più che altro un consolidamento dell’originale nella forma attuale. L’intervento fu realizzato dall’impresa Flebus di Palmanova, su progetto dell’ architetto trevisàno Pietro Del Fabro.

Una foto del cimitero degli eroi.jpg

Fu il comune di Firenze, su invito dello scrittore Ugo Ojetti, ad inviare i cipressi e i lauri. Le croci di ferro furono invece donate dalla società Dante Alighieri durante la cerimonia per i defunti del 2 Novembre 1917. Si presentano con una fascia circolare in cui è scritto “Dulce et decorum est pro Patria mori”, mentre al centro della fascia ci sono il nome e i dati del caduto. Da questo cimitero partì nel 1921 la salma del Milite Ignoto, trasportata con un treno speciale per essere tumulata a Roma, all’Altare della Patria.

In corrispondenza dell'abside della Basilica c'è l’arcosolio, un sarcofago in cui il 4 novembre 1921 vennero tumulati i corpi dei dieci caduti raccolti da tutti i campi di battaglia tra cui fu scelta la salma del Milite Ignoto, opera dell’arch. Guido Cirilli.

Un’altra lapide ricorda le parole del Duca d’Aosta pronunciate nella cerimonia del 2 novembre 1919. La lampada in ferro battuto è di Alberto Calligaris e, sulla cornice dell’arco, vi è inscritta la frase: “ OMNES ISTI IN GENERATIONIBUS GLORIAM ADEPTI SUNT”.

Qui si trova anche il sepolcro della cosiddetta “Madre ideale”, quella Maria Bèrgamas che, madre di un disperso, ebbe il compito di scegliere la salma del milite ignoto. Morì a Trieste nel 1952 e fu qui tumulata il 4 novembre 1954, alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

La cancellata in ferro fu ideata sempre dal Cirilli e realizzata da Alberto Calligaris.

Si trovano inoltre: la tomba, in un arca romana, di Giovanni Randaccio, Maggiore dei Lupi di Toscana (77° R. F.), amico di Gabriele D’Annunzio e suo compagno, caduto sul Timavo. La tomba del Generale Alessandro Ricordi, comandante della Brigata Murge. Più oltre, tra i cipressi, gruppo scultoreo raffigurante il Sacrificio, realizzata da Edmondo Furlan nel 1921 e un’opera che rappresenta l’Angelo della Carità, lavoro di Ettore Ximenes del 1917. Una scultura in bronzo raccoglie tutti i nomi del cimitero degli eroi.

Sulla destra della basilica, nell'area dell'ex cimitero, due colonne isolate sono gli unici resti del grande palazzo patriarcale.

Una lapide con l’epigrafe di D’Annunzio, pronunciata il 2 Novembre 1915 in Basilica, in occasione della celebrazione della ricorrenza dei morti:

La lapide nel cimitero degli eroi.jpg
La Lapide con i versi di D'Annunzio

O Aquileia, donna di tristezza, sovrana di dolore, tu serbi le primizie della forza nei tumuli di zolle, all’ombra dei cipressi pensierosi. Custodisci nell’erba i morti primi: una verginità di sangue sacro e quasi un rifiorire di martirio che rinnovella in te la melodia. La madre chiama e in te comincia il canto. Nel profondo di te comincia il canto. L’inno comincia degli imperituri quando il divino calice s’ innalza.Trema a tutti i viventi il cuore in petto.Il sacrificio arde fra l’Alpe e il mare.”.

 

Questa lapide venne abbattuta dagli Austriaci dopo Caporetto e riscolpita nel Novembre del 1918.

 

Orari:

Da marzo a settembre: 09.00-19.00; Ottobre: 09.00-18.00 Da novembre a febbraio: 09.00-17.00

 

Per Maggiori Informazioni:

Aquileia Infopoint
Via Iulia Augusta
Parcheggio / Bus terminal
33051 Aquileia (UD)
Tel./Fax +39 0431 919491
info.aquileia@turismo.fvg.it

 

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