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Brugnera - Villa Varda

Villa Varda, già nominata come Morpurgo de Nilma, si trova a San Cassiano di Livenza, frazione del Comune di Brugnera, in provincia di Pordenone. Sorge a 1,5 km dall’abitato ed è una delle più belle ville venete del Friuli Venezia Giulia ed è dotata di un ampio parco che la circonda, ricavato in un’ansa del fiume Livenza.

Villa Varda (da Wikipedia)

Il nome Varda pare derivi da Guarda o Guardia, in senso difensivo. L’area dove sorge la villa incrocia la storia già nel 1328, quando il conte Federico di Porcia Brugnera acquista da un tal Zaccaria de Vidol il maso “Saccon”, un podere posto nella depressione dell’ansa che oggi si trova a Sud-Est rispetto alla villa.

I primi riferimenti risalgono alla metà del Cinquecento, quando il luogo passò varie proprietà (tra cui i Collalto) per approdare nei possessi della famiglia Mazzoleni, nobili di origini bergamasche.

Qui costruirono la villa con funzione di residenza di campagna. Nel 1670 Fabio Mazzoleni fece costruire nel parco una cappella da destinare a propria sepoltura, dove già sorgeva il Capitello dela Menegotta. Verrà qui sepolto il 30 novembre 1692. Essendo questi senza eredi, redasse un fidecommesso per cui la proprietà della Villa con vari beni uniti passò poi allo zio Ottavio Mazzoleni Negri sino all’estinzione della casata.

Alla morte di questi, non avendo eredi e per vincoli testamentari menzionati, la proprietà di Villa Varda nel 1776 passa a Giambattista, della famiglia Amalteo di Oderzo. Nel 1780 però i conti Porcia fecero causa agli Amalteo, vantando diritti sulla proprietà, che furono però respinti. Nel 1804 passa al figlio Ascanio Amalteo detto Mazzoleni. Alla morte di questi nel 1825 Villa Varda va al capofamiglia Giambattista, che la fa amministrare dal nipote conte Porcia.

Nel 1852, morto senza erendi Giambattista Amalteo, la proprietà della villa passa alla famiglia Marinoni di Pola, che però per la distanza decide di venderla alla signora veneziana Marietta Giacomuzzi Caine.

Nel 1864 le difficoltà economiche dei Giacomuzzi Caine spinsero a smembrare la proprietà per la vendita sino a giungere al pignoramento di Villa Varda che verrà quindi acquistata nel 1867 dal Barone cav. Carlo Marco Morpurgo de Nilma di Trieste. La proprietà comprendeva oltre all’edificio principale, alcuni annessi rustici con destinazioni agricole, case coloniche e 122 ettari di terreni agricoli.

Il Barone Morpurgo nel 1868 fa ristrutturare la villa per destinarla a luogo di svago e rappresentanza, oltre a riassettare l’azienda agricola che incrementerà con acquisti negli anni successivi sino a raggiungere i 330 ettari. Nel 1890 verrà divisa in 14 colonie affidate ad altrettante famiglie.

Morto il Barone Morpurgo nel 1899, Villa Varda passò alla moglie Emma. Nella primavera del 1918 vi si insedia il comando della 43a divisione Schützen al comando del generale al comando del generale August Urbański von Ostrymiecz che qui elaborò i piani per l’offensiva della divisione sul Piave.

Finita la guerra la villa subì danni per circa un terzo del suo valore. Nel 1920, morta Emma Morpurgo la villa diviene proprietà della sorella Fanny, vedova del cognato Giacomo Morpurgo, che nel 1923 la dona al figlio Mario, che cerca di ricreare quello spirito romantico che la villa aveva nell’Ottocento. 

A 74 anni, il cav. Mario Morpurgo de Nilma muore a Pordenone e lascia l’intera Villa Varda con tutta la tenuta al seminario diocesano di Concordia-Pordenone, salvo l’usufrutto della sorella Matilde. Nel 1961, alla morte di Matilde Morpurgo, che già aveva molto diradato i soggiorno, la villa rimane completamente abbandonata.

Nel 1975 il bene viene venduto alla Regione Friuli Venezia Giulia che l’affida all’Az. Regionale delle Foreste. Sarà poi data in comodato al comune di Brugnera. Viene dichiarata nel 1981 bene di interesse storico-artistico. Dal 1983 fu oggetto di vari restauri, anche per adeguarla anche ad usi culturali. Nel 1999 venne ceduta al Comune di Brugnera.

Nel 2016 si effettuerà un nuovo restauro, finanziato con una donazione della ditta Friuli Intagli, avente per oggetto la copertura, la facciata e altre parti di Villa Varda, oltre alla realizzazione di un ponte coperto sul laghetto, come c’era un tempo.

Villa Varda ha la tipica struttura delle residenze venete di campagna. Posta su un rilevato, si accede con una scala alla facciata principale che presenta un portale con arco a tutto sesto. Il corpo centrale è a tre piani con a fianco edifici che fanno da ali, disposti su due piani.

 

Il Parco

Il Parco di Villa Varda si estende su una superficie di 18 ettari, che quasi circondano la villa e si adagiano sulle rive del Livenza, laddove il fiume forma anche un ampia ansa. Fu nell’Ottocento che venne creata l’attuale fisionomia al Parco, impostandolo su uno stile inglese e risultando molto apprezzato per il gusto dell’epoca.

Sofferente dopo l’acquartieramento militare austriaco del 1918, fu riportato all’antica delicatezza negli anni Venti del Novecento da Mario Morpurgo. Dopo aver subito negli anni Sessanta del Novecento il taglio indiscriminato di 53 piante, nel 1984 l’az. Reg. delle Foreste provvide alla cura e ad una piantumazione di diverse specie di alberi e cespugli.

Le specie arboree sono in prevalenza autoctone. Le piante originali sono poche, ma tra queste ci sono alcune rilevanti per rarità e dimensioni, come un Libocedro (Libocedrus decurrens) vicino alla villa, tra gli esemplari più antichi in Italia. essendo questa specie stata introdotta nel nostro paese solo nel 1853; Sofora (Sophora japonica); Fotina (Photinia serrulata); Ginepro della Virginia (Juniperus virginiana); Pino Nepalese (Pinus wallichiana).

La Cappella del parco fu ricostruita nel sec. XX in stile neogotico, su disegno di Domenico Ruppolo, con sculture di Luigi De Poli ed affreschi di Luigi Donadon, rendendo la vista assai gradevole.

Il Livenza (da Wikipedia)

Tra le pertinenze della villa si annovera anche: una elegante Orangerie dei primi del Novecento, opera dell’arch. Domenico Rupolo, con cinque arcate e la copertura a terrazza; una casa colonica detta Casa Svizzera; una ghiacciaia a cui nel 1932 fu aggiunta una torre merlata con la reale funzione di serbatoio d’acqua per l’irrigazione e per le fontane; il mausoleo con le spoglie dei Morpurgo; il Canevon, eretto nei primi dell’Ottocento con funzione di cantina e poi usato come stalla, a cui fu affiancato un roseto; vari edifici rustici tra cui l’essicatoio bozzoli.

 

Informazioni:

Villa Varda (Comune di Brugnera)
Via Villa Varda, 2
33070 - Brugnera (PN) 
Tel.: +39 0434 616738
Fax.: +39 0434.624559
segreteria@comune.brugnera.pn.it
cultura@comune.brugnera.pn.it

Orario apertura Parco
Estivo: dalle ore 8.00 alle ore 20.00 
Invernale: dalle ore 8.00 alle ore 16.00

 

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