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Udine - Palazzo Caimo-Dragoni

Palazzo Caimo-Dragoni si trova sull’angolo di Via Manin con Piazza Libertà a Udine.

Il palazzo si affaccia sull'inizio di Via Manin, mentre il lato destro da su Piazza della Libertà, a ridosso della scalinata della Loggia di San Giovanni. Già agli inizi del Trecento si ha notizia di un edificio in questa posizione. In quello che oggi è il cortile si trova uno dei cinque antichi pozzi della città, chiamato Sottomonte. Molto profondo, risale almeno al XIII secolo. Ed è appunto per questo pozzo che si collegano le casupole sorte nei dintorni della piazza.

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Udine
Palazzo Caimo Dragoni (Giorgio De Zorzi)

Nel 1490 il barbiere Giovanni Pietro Pascolini chiedeva il permesso di chiudere con un fabbricato la corte del pozzo. Fu tuttavia concesso nel 1493 al medico Valerio Filittini di costruire un edificio, intimandogli però di consentire il passaggio al pozzo.

La famiglia Filittini lo affittò, dopo il terremoto del 1511, ai luogotenenti della Patria del Friuli. Divenne così sede dei luogotenenti per almeno una decina d’anni (nel 1524 erano già tornati nel Castello).

L’edificio passò, alla fine del Cinquecento, alla famiglia del famoso giureconsulto Flaminio De Rubeis che vi tenne un importante salotto letterario. Nel 1641 una parte dell’edificio fu concessa in uso, a fronte di una somma di 1000 ducati, al nobile Nicolò Dragoni. I De Rubeis rimasero proprietari del palazzo fino al 1709, quando i fratelli Ottaviano, Francesco e Massimiliano Dragoni comprarono l’intero edificio.

Per merito di Antonio Dragoni, figlio di Francesco e soprattutto della contessa Lavinia Florio, nella seconda metà del Settecento, il Palazzo divenne un autentico cenacolo di intellettuali che, insieme al fiore della nobiltà, si ritrovavano presso le sue sale, segnando uno dei momenti luminosi della cultura udinese. Durante la seconda dominazione francese il palazzo ospitò il generale Marmont, che era a capo delle truppe napoleoniche. 

Al piano terra, nel 1812, vi è censita un’osteria di proprietà di Nicolò Dragoni, mentre un documento del 1829 testimonia che l’edificio fosse in ottimo stato. Il 5 dicembre dell’anno prima, la deputazione d’ornato richiama il conte Antonio Caimo Dragoni per il fatto di aver aperto una finestra abusivamente verso piazza Contarena. Il richiamo è carico di biasimo per il fatto che il conte allora era assessore municipale e così facendo, oltre a venir meno ai suoi doveri di controllo, evadeva anche una tassa a beneficio della città.

Nell’Ottocento Palazzo Caimo-Dragoni fu sede della Società dell’Unione ed allora nelle sale decorate da Camillo Lorio si tennero ricevimenti e balli di società. Giuseppina Perusini testimonia nelle sue memorie di un gran ballo che si tenne qui, per il carnevale, il 30 gennaio 1894.

Al pian terreno, dove c’erano dei locali destinati a bottega, fu aperta nel 1876 la birreria Cecchini che ebbe varie gestioni fino al 1882, quando fu affittata dalla ditta Dorta. Dal 1890 era conosciuta come Birreria Restaurant Puntigam, gestita dal signor Wernitznig, un emigrante tedesco. Con la Prima Guerra Mondiale si cancellò ogni segno germanico e divenne Birreria Manin.

Dal 1926 Palazzo Caimo-Dragoni fu sede del Credito Italiano e rimase immutato fino agli anni 1985-86, quando ci furono dei restauri.

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