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Aviano - Duomo di San Zenone

Il Duomo di Aviano, comune in provincia di Pordenone è intitolato a San Zenone.

Il nucleo originale risale al XV secolo. Fu ampliato nel 1485 ma venne distrutto dall’incursione turca del 1499. Ricostruito nel 1524, venne affiancato da un alto campanile. Abbiamo memoria che il vescovo di Caorle Benedetto Benedetti il 9 luglio 1615 consacrava in essa un altare. Ebbe il titolo arcipretale nel 1751. Con l’andare del tempo però risultò insufficiente alle esigenze del paese e nel XVIII secolo si decise di costruirne uno più grande.

L’attuale edificio fu progettato dall’arch. Francesco Riccati e costruito a partire dal 1775. Venne consacrato il 5 settembre 1818 dal vescovo titolare di Paleopoli, già ausiliare a Udine, Gian Pietro Pellegrini, essendo vacante la sede di Concordia. Altri lavori terminarono nel 1832 Fu restaurato nel 1975.

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La facciata del Duomo si presenta con quattro semicolonne poggianti su un dado che sostengono un ampio frontone sormontato da tre statue di G. B. Bassi. L’interno luminoso, ad aula, con un unica navata.

L’altar maggiore del Duomo di Aviano risale al XVIII secolo ed è opera di G. B. Bettini. Sulla sommità un crocifisso in legno affiancato dalle statue di San Martino e San Zenone. Gli altri altari, in pietra, sulla parete sinistra, provengono dalla chiesa veneziana dei Cavalieri di Malta.

L’interno del Duomo di Aviano conserva numerosi e pregevoli dipinti. Di Pietro da Vicenza è la pala di S. Rocco, risalente al 1514, con raffigurata una Madonna con Bambino contornata dai Ss. Rocco, Sebastiano, Francesco e Zenone. Di Giampietro Silvio (1544) è l’Ascensione di Gesù al cielo, mentre di Dario Varotari (sec. XVI) l’Incoronazione di S. Chiara.

Dell’udinese Francesco Floreani (1583) è l’opera con tema Tobiolo e l’angelo con i Ss. Ermacora e Fortunato. Di Sebastiano Secante S. Nicola da Tolentino (dipinto nel 1567 per la chiesa di S. Lucia a Udine ora scomparsa). Viene qui conservato uno dei capolavori di Gasparo Narvesa: la pala del Rosario con S. Caterina da Siena e S. Domenico (1617).

Di Francesco Ruschi (sec. XVII) è il dipinto con S. Bernardo che guarisce un cieco, mentre di Nicolò Ranieri è opera l’Apparizione della Madonna a S. Brunone (sec. XVIII). Inoltre, un dipinto del XVII secolo di Andrea Celesti mostra la Sacra Famiglia e un lavoro di Antonio Masutti la Conversione di S. Paolo (1840).

A Padre Marco d’Aviano è stato eretto in duomo, nel 1900, un monumento, opera dello scultore pordenonese De Paoli. Pregevoli oggetti come croci ed ostensori, costituiscono il tesoro del Duomo.

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