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Venzone - Le mummie

Di fronte alla facciata del Duomo di Venzone, comune in provincia di Udine, sorge il Battistero o cripta di San Michele, che risale alla metà del XIII secolo. Fu completamente distrutto dal terremoto del 1976. Era una piccola costruzione circolare in sassi squadrati poggiante su una cripta seminterrata. Venne ricostruita per opera di volontari tra il 1997 e 1998. Dal 2001 è ritornata a svolgere il ruolo che per più di un secolo, prima del terremoto, la rese così celebre: la custodia delle Mummie di Venzone.

Le Mummie di Venzone (da Wikipedia)

La prima mummia ad essere rinvenuta fu il cosiddetto “Gobbo” nel 1647, durante dei lavori di ristrutturazione del Duomo. La salma è di un componente della nobile famiglia degli Scaligeri, vissuto a Venzone nel sec. XIV. La “malformazione” fu conseguenza di una cattiva posizione del corpo all'interno del trecentesco sarcofago. Recentemente la T.A.C. ha stabilito che soffriva di artrosi e che morì a 45 anni. Oggi essa appare con l'epidermide molto rovinata perché, nel 1807, quando Napoleone volle vedere le mummie da vicino, come già fecero nel 1797, i soldati ne tagliarono dei lembi con l'intenzione di farne dei souvenir.

Furono estratte, tra il 1825 e il 1891 circa, altre 40 mummie. Alcune furono portate fuori da Venzone e inviate al Gabinetto dell'Università di Padova, al Museo di Vienna, nella chiesa degli Invalidi a Parigi e in altri luoghi, per esigenze scientifiche. Dal 1845 si cominciò a metterle nella cripta.

La mummificazione di queste salme è dovuta ad una muffa parassita, idrovora e antibiotica denominata "Hipha Bombicina Pers" la quale, in un ambiente ricco di solfati di calcio, vegetava nelle tombe del Duomo di Venzone ed in un anno riusciva ad essiccare completamente le salme con cui veniva in contatto e rendendo la pelle pergamenacea. Fu il dottor Marcolini, nell’Ottocento a studiare e descrivere questo processo.

Prima del terremoto erano esposte 21 mummie tra cui quella di un venzonese morto nel 1881. Erano allineate una vicina l'altra in piedi dentro vetrine coperte da un solo perizoma, costituivano uno spettacolo veramente macabro. Subito dopo il terremoto del 1976, dei soldati canadesi si offrirono di recuperarle dalle macerie. Ne vennero estratte 15, mentre sette sono andate perdute. Cinque mummie sono ora esposte al pubblico nel piano interrato della Cripta di San Michele, le altre dieci sono messe in una serie di cassetti apribili.

Le mummie dopo il terremoto del 1976 (da Wikipedia)

Tra le mummie esposte oltre al Gobbo, due hanno un nome: si tratta dei nobili Paolo Marpillero di 73 anni, esumato nel 1770, e di Daniello Gattolini, 75 anni, dissepolto nel 1811. Le altre due sono una madre e una figlia ignote. 

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