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Travesio - Chiesa di San Pietro

di Giorgio De Zorzi

Chiesa parrocchiale di San Pietro si trova a Travesio, comune in provincia di Pordenone.

La pieve di Travesio è antica ed era una delle più vaste della Diocesi. Non si conosce la data di fondazione, ma viene citata per la prima volta in una bolla redatta in Anagni il 27 settembre 1174 da Papa Alessandro III. Ulteriori citazioni sono presenti nella bolla del 1187 di Urbano III e in quella del 9 febbraio 1196 di Celestino III.

La chiesa, che ne era la sede, fu rimaneggiata più volte e pesantemente nel Settecento, se il 17 novembre 1776 vi fu da parte del Vescovo di Concordia Giuseppe Maria Bressa la riconsacrazione dell’edificio. Meno di un secolo più tardi, il 17 gennaio 1841, il vescovo Carlo Fontanini emise un decreto per la sospensione degli uffici religiosi e di culto presso la chiesa, perché pericolante. Questa venne riedificata tra il 1843-57, ampliando l’originale creando due navate laterali, inglobando il coro e l’abside della vecchia chiesa e dandole uno stile neoclassico. Nel 1870 un decreto del Vescovo Nicolò di Frangipane attribui il titolo arcipretale al pievano di Travesio.

Di stile neoclassico, conserva due portali laterali dei primi decenni del Cinquecento, intagliati secondo la scuola di Giovanni Antonio Pilacorte. All’interno due opere di Giovanni Antonio Pilacorte: il portale che da alla sacrestia, già porta principale della chiesa, datato 1484, con pregevoli intagli negli stipiti e l’Annunciazione sull’architrave: rappresenta il primo lavoro eseguito in Friuli dall’esimio artista. Di rilievo, anche un Padre Eterno e soprattutto il bel fonte battesimale sorretto da tre puttini con cembalo, opera degli anni 1485-90 c. L’altare marmoreo nel coro, con le statue dei Ss. Pietro e Paolo, è opera di Francesco Sabbadini (1750-1761).

Ma la chiesa di San Pietro in Travesio ha nelle decorazioni pittoriche di notevole pregio il suo gioiello migliore. Si tratta dello splendido ciclo di affreschi di Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone, uno dei più importanti dell’artista, che ricopre la volta e le pareti. L’esecuzione si svolse in due periodi: nel 1516-17 il pittore affrescò la volta, mentre tra il 1525-26 le pareti.

Essi illustrano storie della vita di San Pietro, tra cui, nel soffitto, Pietro accolto in cielo. Inoltre storie di S. Paolo, con la folgorazione sulla via di Damasco, ed episodi del vecchio e nuovo testamento, con figure di Santi e putti. Nel sottarco figure femminili allegoriche: Prudenza, Temperanza, Carità, Fede, Giustizia e Fortezza.

La pala dell’altar maggiore è di Pomponio Amalteo ed è anch’essa di notevole interesse. Realizzata nel 1537, raffigura la Madonna del Rosario e i Ss. Sebastiano, Rocco, Antonio Abate. Su altro altare della chiesa di San Pietro troviamo una pala dedicata alla Madonna del Rosario, opera di Gaspare Narvesa.

 

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